Pro Loco di FONDI
Piazza IV Novembre
Tel. 0771/501094
Fax:0771/501094
04022 Fondi (LT)
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Presidente:

Gaetano Orticelli

Sito web:
www.prolocofondi.it
Fondi

Altitudine:

I pił importanti siti sono: il Castello del 1400, il centro storico
Manifestazioni:
 
 
Carnevale fondano
Sagra della presentazione
Pasqua
Festival internazionale del folclore
Prodotti tipici:
olive, mozzarella

La città in pillole
Nota ai latini come Fundi, è città del Lazio, in provincia di Latina.
Il territorio comprende un litorale sabbioso di 13 km circa sul Tirreno.
Il lago di Fondi (nei pressi del quale forse sorgeva la città di Amyclae di origine greca), il Lago di San Puoto, la parte ovest del Lago Lungo e le colline circostanti, completano un patrimonio di quadri naturalistici variati e stupendi. Fondi è al Km. 120 della S.S. n. 7 Appia.
Attività prevalenti: commercio ortofrutticolo di importanza nazionale, agicoltura e artigianato. Indica in Ercole «Invitto» il suo fondatore mitico. Nel IV sec. a.C. fu assoggettata a Roma a cui tra gli altri, dette Livia moglie di Augusto e Tiberio imperatore.
Al Pontificato dette S. Sotero (II sec.); alla chiesa vari santi e martiri; all'Episcopato una sede dal III sec. Famoso, nell'età classica, il suo vino "Cecubo". Fondi fu dei Bizantini, del Patrimonio di San Pietro, degli Ipati, dei Normanni. Fu anche Comune libero, quindi feudo di varie casate. Dal IX sec. al 1860 segno il confine tra il Regno di Napoli, di cui faceva parte, e lo Stato Pontificio.
Nel 1378 qui fu eletto l'antipapa Clemente VII ed ebbe inizio il grande Scisma d'Occidente. Gli aranceti Fondani ispirarono a W.Goethe vari scritti. Qui il pittore Poussin (XVII sec.) si ispirò per La distruzione di Amyclae (il dipinto è ora a Londra) e l'Ercole vincitore di Caco (ora a Leningrado). C. Dickens vi trovò spunto per la sua prosa graffiante.
E' patria di varie personalità tra cui Vespasiano Gonzaga fondatore di Sabbioneta; e, tra i contemporanei, del pittore Domenico Purificato, del regista Giuseppe De Santis, del poeta Libero De Libero.
La luce dell'arte vi è largamente diffusa: tratti di mura megalittiche e l'opus incerto delle mura del castro romano, tutt'ora leggibili; il Castello; il Palazzo Baronale; i ruderi dell'Abbazia pre benedettina di San Magno; l'ex Cattedrale di San Pietro ap. (XII sec.).
Posizione
Fondi è adagiata in una fertilissima pianura tra i monti Ausoni e il Mar Tirreno, a 120 km da Roma e 110 da Napoli.
Fondi si raggiunge
Per strada:
tramite la S.S. n° 7 Appia
dalla via Flacca
dall'Autostrada del Sole A1:casello Ceprano venendo da Nord, casello Cassino venendo da Sud.
Per ferrovia:
Linea Roma-Napoli via Formia.
Per aereo: dall'Aeroporto di Capodichino (Napoli) dall'Aereoporto Leonardo da Vinci (Roma)

Cenni storici
Fondi è una città molto antica, fondata secondo la leggenda, da Ercole, a ricordo del luogo dell'uccisione del gigante Caco che gli rubò gli buoi.
Fu cinta di mura costruite con grandi pietre. Ancora oggi si può ammirare un avanzo di quelle mura, dette anche ciclopiche, passeggiando per via Guglielmo Marconi e Via degli Ausoni.
La città di Fondi appartenente alla Campania, poi al Lazio nuovo, dopo essere stata assoggettata da Roma contro la quale aveva combattuto invano durante la famosa ribellione guidata da Vetruvio Vacca, cittadino fondano.
In tempi ancora più remoti, fu una delle principali città dell'antichissimo popolo degli Ausoni, ramo del più grande popolo degli Osci.
Giulia Gonzaga - Vitruvio Vacca - Onorato Caetani
Fu Prefettura romana, quindi Municipio romano, con ordinamenti amministrativi proprii dopo la concessione della cittadinanza da parte di Roma. Ebbe da Augusto una colonia e divenne famosa per il suo Cecubo (vino speciale di cui non esistono più i vigneti).
Subì l'invasione dei Longobardi e la distruzione da parte dei Saraceni nell'anno 846.
All'impero romano dette gli imperatori Tiberio e Sergio Galba, alla Chiesa il Pontefice S.Sotero, dodicesimo successore di San Pietro. Fu ducato e quindi comune medioevale. Re Manfredi la conquistò nel 1266 ai dell'Aquila; passò sotto il dominio di Napoli e quindi ancora alla famiglia dell'Aquila che la possedette con il titolo di contea.
Per parentela passò sotto i Caetani nel 1297 perchè Giordano Loffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII, sposò Giovanna dell'Aquila. Il 20 settembre 1378 si riunì in Fondi il conclave scismatico che elesse l'antipapa Clemente VII sotto la protezione di Onorato I Caetani, conte di Fondi.
Ferdinando II d'Aragona tolse il feudo a Onorato III Caetani e ne investì Prospero Colonna.
All'alba dell'otto agosto 1532 Kareddin Barbarossa approdò con la flotta a Sperlonga e, guidato da una spia, assalì il 9 agosto Fondi per rapire la contessa Giulia Gonzaga, giovane vedova di Vespasiano Colonna, famosa per la sua bellezza. Giulia si salvò con la fuga, ma la città fu messa a ferro e fuoco e furono deportati molti abitanti, mentre il monastero di Monte Vago fu distrutto e furono uccise le suore. La Gonzaga morì a Napoli nel 1567.
Vespasiano Gonzaga, nipote di Giulia, erede del feudo di Fondi, preferì vivere nella corte di Sabbioneta, città da lui stesso eretta. Morì nel 1591 senza lasciare eredi maschi e la contea di Fondi, passò, attraverso la figlia Isabella, al principe di Stigliano, Luigi Carafa, che l'aveva sposata. Anna Carafa, figlio di Antonio e nipote di Luigi Carafa, sposa del Duca di Medina, vicerè del reame di Napoli nel 1637, divenne la feudaaria di Fondi. Morta Anna Carafa intorno al 1665, le succedette il figlio Nicola Guzman Carafa che morì nel 1690 senza eredi. Il feudo di Fondi venne prima incorporato dal fisco e poi fu assegnato al conte tedesco Enrico Mansfeld, da cui passò alla figlia Eleonora che nel 1721 lo vendette alla famiglia dè Sangro che lo tenne fino all'abolizione della feudalità nel 1806.
Il 6 novembre 1860 il generale De Somaz entrò nella città con le sue truppe e finalmente Fondi fu congiunta all'Italia unificata. Fin dai primi secoli del cristianesimo, Fondi fu sede vescovile che, anche diversi fondani, ricoprirono; nel 1818 la sede fu soppressa.
Il 17 marzo 1861 fu proclamato il regno d'Italia che venne diviso in province, circondari, mandamenti, comuni. Fondi fu sede del mandamento fino al 1899 della provincia Terra di Lavoro con capoluogo Capua prima e poi Caserta.
Nelle elezioni politiche, nel primo decennio dell'Unità d'Italia, Fondi fece parte del collegio elettorale di Formia. Il giorno 8 ottobre 1877 avvenne l'inaugurazione del Museo Archeologico e nel 1855 quella della prima rete idrica.
Il 18 aprile 1880 fu istituita "La Società Operaia di Mutuo Soccorso" con lo scopo di migliorare le condizioni morali, civili ed economiche degli operai. Frutto della "Società Operai" fu la fondazione della Banca Popolare Cooperativa.
Nel 1811 il vaiolo colpì molti cittadini. Vi furono 593 morti e circa 450 contagiati.
Dal 1901 al 1911, le ditte appaltatrici lavorarono per il traforo di Montorso, lato Monte San Biagio, e di Vivola, lato Itri, per il passaggio della rete ferroviaria. Il 17 luglio 1921 passò il primo convoglio sul tronco Roma-Napoli-Formia ed il 28 ottobre 1928 fu inaugurata la direttissima Roma-Napoli.
Per le continue crisi politico-amministrative a Fondi il 19 agosto 1932 fu nominato commissario prefettizio, e poi podestà, Ferdinando Parisella, il quale si premurò di dotare Fondi di una rete fognaria. Presentò inoltre, dopo lunghi anni di tentativi, il progetto per la costruzione dell'Edificio scolastico, il quale fu subito approvato dando così inizio ai lavori. L'edificio fu inaugurato nell'anno scolastico 1937-1938, dopo solo tre anni di lavoro.
Negli anni 1943-1944, durante il secondo conflitto mondiale, Fondi subì 44 bombardamenti. Tante furono le abitazioni abbattute e molti i morti sotto le macerie.
Terminata la guerra, lentamente iniziò la ricostruzione delle case e la riparazione dei danni causate dalle bombe.
Nell'ultimo ventennio sono state realizzate varie opere pubbliche. Fondi ha avuto un notevole sviluppo urbanistico al di fuori del centro storico: contrade quali San Magno e Le Querce sono divenute dei piccoli paesi, come il litorale ed il salto.

Economia
La struttura dell'economia di Fondi, si caratterizza per un'antica vocazione di prima agricola, ora prevalentemente del settore terziario. L'estensione della campagna, la vicinanza al mare ed alle colline circostanti, unitamente ad altre condizioni naturali hanno consentito lo sviluppo della coltivazione della terra, con l'adozione di tecniche inizialmente rudimentali ed oggi, invece, tecnologicamente avanzate.
Vicino al lago esiste una zona chiamata comunemente "pantano" di circa 2.000 ettari. Alcuni anni addietro veniva sommersa dalle acque invernali che restavano sino alla primavera. Appena le acque si ritiravano veniva arata e seminata a granone, fagioli e ortaggi. Ora, prosciugata, con opere eseguite dal Consorzio di Bonifica della Piana di Fondi e Monte San Biagio, ospita file di serre nelle quali si coltivano varie verdure, pomodori, peperoni, melanzane, funghi e fiori.
La coltura predominante era l'arancio biondo con alcuni esperimenti di sanguinello e tarocco.
Gli aranceti di Fondi furono elogiati da Madama de Stael, da Chateaubriand e da Wolfang Goethe, che, sostando a Fondi in una tappa del suo viaggio in Italia, la salutò con i versi: "Splendon tra le foglie verdi, arance d'or...".
La coltivazione dell'arancio è fatta risalire agli inizi del secolo XVIII; fino a pochi anni prima del gelo, delle brinate e del mal secco, che hanno arrecato danni rilevanti, partivano da Fondi circa 3.000 vagoni di arance che rappresentavano l'80% della produzione provinciale. Ma dopo le accennate intemperie, gli aranceti hanno perduto molta importanza nell'economia agricola fondana. I proprietari di terreni, noti per la loro laboriosità e sobrietà, cercarono di indirizzare, con notevoli sacrifici, le colture dei terreni verso varie piantagioni ortofrutticole per la salvezza dell'agricoltura fondana.
In stretta connessione ha proliferato una fiorente attività commerciale che ha determinato un autentico salto di qualità, fino a costituire, oggi, il pilastro dell'intero apparato economico locale.
Il punto fondamentale di questo processo è determinato dalla realizzazione del MOF (inaugurato nel 1974), uno dei più importanti mercati ortofrutticoli europei, autentico polmone di scambi con l'Italia e l'Europa, oggi in fase di ulteriore ampliamento a seguito di un importante finanziamento pubblico.
Intorno a questi due perni (agricoltura e commercio) ruota un universo di attività "indotte" riconducibili al settore dei "servizi" (fiscali, legali, autotrasporti), nonchè piccole industrie di prodotti di sviluppo quali ad esempio gli imballaggi.
Meno presente l'industria tradizionalmente intesa come "grande fabbrica": a Fondi opera una microimprenditoria a carattere individuale nel campo del settore alimentare (conserviero), dei prodotti per l'ediliza e nel metalmeccanico.
Una trattazione a parte merita il turismo, un enorme serbatoio di immense potenzialità: 14 km di spiaggia tra Sperlonga e Terracina, il lago e le colline rappresentano uno splendido scenario nel quale si inseriscono ricchezze monumentali ed architettoniche di valore inestimabile che completano il patrimonio della cultura alla natura, purtroppo non adeguatamente pubblicizzato.

Cenni geografici
Allo sguardo del viaggiatore che viene da Roma o da Napoli e segue la Via Appia, la vasta e bella pianura di Fondi, coronato a semicerchio dai monti Aurunci ed Ausoni, e chiusa dal Mar Tirreno, offre un panorama incantevole. La città di Fondi dista 120 chilometri da Roma e 111 da Napoli. E' ubicata in una pianura che si estende sino al mare. A settentrione è chiusa dalla catena dei monti Ausoni, all'estremo sud-ovest si trova Terracina, all'estremo sud-est Sperlonga. Il suo territorio è vasto 14.400 ettari.

Al km 4.500 della Via Flacca, venendo da Terracina, si incontra il Lago di Fondi che ha le rive frastagliate, ricche di cannucce e di falasco. Il perimetro è di km 24 ed è lungo circa km 3 , con una superficie di kmq 4,600 ad una profondità di metri 7 di media.
Anticamente era chiamato Amiclanus perchè nei suoi pressi sorgeva la città di Amiclae, ora scomparsa. Il lago era noto per le isole galleggianti e per l'abbondantissima pesca. Fino a ieri ricco di cefali, di spigole ed altri pesci, oggi lo specchio lacustre soffre i problemi legati all'inquinamento.
Le comunicazioni principali sono:

  • la via Appia, che attraversa il centro abitato;
  • la ferrovia Roma-Napoli, distante circa km 2 dal centro abitato;
  • la rotabile Fondi-Sperlonga, che si riallaccia alla litoranea Terracina-Gaeta;
  • la Fondi-Lenola, che prosegue verso la provincia di Frosinone;

E' attraversato da parecchi corsi d'acqua, di cui i più importanti, incominciando da levante, sono:
1. Fosso San Sossio, scende dalla valle tra Monte Cucco e Monte Calvo, attraversa la contrada di San Vincenzo e si getta nel canale Vetere;
2. Canale Vetere, nasce ai piedi di Monte Calco, e per un tratto scorre parallelamente alla strada di Sperlonga e si versa nel Lago di Fondi;
3. Fosso Sant'Andrea, scende tra Monte Calvo e Monte Capoverde e s'immette nel canale Rezzola.
4. Canale Rezzola, ha inizio con il nome di Fosso Gegni che scorre ai piedi del colle Pianara, e, dopo il ponte in muratura sull'Appia, prende il nome di Rezzola. Nel suo corso riceve le acque del Fosso di Sant'Andrea e del Fosso Calabrese nel luogo chiamato Monticchio e va a sboccare nel Lago di Fondi, in località Streficci.
5. Fosso Calabrese, scende dalla valle delle Querce, attraversa la Strada Appia e va ad immettersi nel canale Rezzola.
6. Fosso di Lenola, viene dalle gole di Curtignano, attraversa la piana di Fondi e si versa nel canale San Magno insieme al fosso di San Bonifacio;
7. Canale San Magno, nasce ai piedi del Monte Casareccio, attraversa la piana di Fondi da Nord a Sud e termina nel Lago di Fondi;
8. Il Canale Pedemontano, inizia dal fossato di Lenola e sbocca nel mar Tirreno tra Sant'Anastasia e Lago Lungo.


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