Cenni
storici
Fondi è una città molto antica, fondata secondo la leggenda,
da Ercole, a ricordo del luogo dell'uccisione del gigante Caco che gli
rubò gli buoi.
Fu cinta di mura costruite con grandi pietre. Ancora oggi si può
ammirare un avanzo di quelle mura, dette anche ciclopiche, passeggiando
per via Guglielmo Marconi e Via degli Ausoni.
La città di Fondi appartenente alla Campania, poi al Lazio nuovo,
dopo essere stata assoggettata da Roma contro la quale aveva combattuto
invano durante la famosa ribellione guidata da Vetruvio Vacca, cittadino
fondano.
In tempi ancora più remoti, fu una delle principali città
dell'antichissimo popolo degli Ausoni, ramo del più grande popolo
degli Osci.
Giulia Gonzaga - Vitruvio Vacca - Onorato Caetani
Fu Prefettura romana, quindi Municipio romano, con ordinamenti amministrativi
proprii dopo la concessione della cittadinanza da parte di Roma. Ebbe
da Augusto una colonia e divenne famosa per il suo Cecubo (vino speciale
di cui non esistono più i vigneti).
Subì l'invasione dei Longobardi e la distruzione da parte dei Saraceni
nell'anno 846.
All'impero romano dette gli imperatori Tiberio e Sergio Galba, alla Chiesa
il Pontefice S.Sotero, dodicesimo successore di San Pietro. Fu ducato
e quindi comune medioevale. Re Manfredi la conquistò nel 1266 ai
dell'Aquila; passò sotto il dominio di Napoli e quindi ancora alla
famiglia dell'Aquila che la possedette con il titolo di contea.
Per parentela passò sotto i Caetani nel 1297 perchè Giordano
Loffredo Caetani, nipote di Bonifacio VIII, sposò Giovanna dell'Aquila.
Il 20 settembre 1378 si riunì in Fondi il conclave scismatico che
elesse l'antipapa Clemente VII sotto la protezione di Onorato I Caetani,
conte di Fondi.
Ferdinando II d'Aragona tolse il feudo a Onorato III Caetani e ne investì
Prospero Colonna.
All'alba dell'otto agosto 1532 Kareddin Barbarossa approdò con
la flotta a Sperlonga e, guidato da una spia, assalì il 9 agosto
Fondi per rapire la contessa Giulia Gonzaga, giovane vedova di Vespasiano
Colonna, famosa per la sua bellezza. Giulia si salvò con la fuga,
ma la città fu messa a ferro e fuoco e furono deportati molti abitanti,
mentre il monastero di Monte Vago fu distrutto e furono uccise le suore.
La Gonzaga morì a Napoli nel 1567.
Vespasiano Gonzaga, nipote di Giulia, erede del feudo di Fondi, preferì
vivere nella corte di Sabbioneta, città da lui stesso eretta. Morì
nel 1591 senza lasciare eredi maschi e la contea di Fondi, passò,
attraverso la figlia Isabella, al principe di Stigliano, Luigi Carafa,
che l'aveva sposata. Anna Carafa, figlio di Antonio e nipote di Luigi
Carafa, sposa del Duca di Medina, vicerè del reame di Napoli nel
1637, divenne la feudaaria di Fondi. Morta Anna Carafa intorno al 1665,
le succedette il figlio Nicola Guzman Carafa che morì nel 1690
senza eredi. Il feudo di Fondi venne prima incorporato dal fisco e poi
fu assegnato al conte tedesco Enrico Mansfeld, da cui passò alla
figlia Eleonora che nel 1721 lo vendette alla famiglia dè Sangro
che lo tenne fino all'abolizione della feudalità nel 1806.
Il 6 novembre 1860 il generale De Somaz entrò nella città
con le sue truppe e finalmente Fondi fu congiunta all'Italia unificata.
Fin dai primi secoli del cristianesimo, Fondi fu sede vescovile che, anche
diversi fondani, ricoprirono; nel 1818 la sede fu soppressa.
Il 17 marzo 1861 fu proclamato il regno d'Italia che venne diviso in province,
circondari, mandamenti, comuni. Fondi fu sede del mandamento fino al 1899
della provincia Terra di Lavoro con capoluogo Capua prima e poi Caserta.
Nelle elezioni politiche, nel primo decennio dell'Unità d'Italia,
Fondi fece parte del collegio elettorale di Formia. Il giorno 8 ottobre
1877 avvenne l'inaugurazione del Museo Archeologico e nel 1855 quella
della prima rete idrica.
Il 18 aprile 1880 fu istituita "La Società Operaia di Mutuo
Soccorso" con lo scopo di migliorare le condizioni morali, civili
ed economiche degli operai. Frutto della "Società Operai"
fu la fondazione della Banca Popolare Cooperativa.
Nel 1811 il vaiolo colpì molti cittadini. Vi furono 593 morti e
circa 450 contagiati.
Dal 1901 al 1911, le ditte appaltatrici lavorarono per il traforo di Montorso,
lato Monte San Biagio, e di Vivola, lato Itri, per il passaggio della
rete ferroviaria. Il 17 luglio 1921 passò il primo convoglio sul
tronco Roma-Napoli-Formia ed il 28 ottobre 1928 fu inaugurata la direttissima
Roma-Napoli.
Per le continue crisi politico-amministrative a Fondi il 19 agosto 1932
fu nominato commissario prefettizio, e poi podestà, Ferdinando
Parisella, il quale si premurò di dotare Fondi di una rete fognaria.
Presentò inoltre, dopo lunghi anni di tentativi, il progetto per
la costruzione dell'Edificio scolastico, il quale fu subito approvato
dando così inizio ai lavori. L'edificio fu inaugurato nell'anno
scolastico 1937-1938, dopo solo tre anni di lavoro.
Negli anni 1943-1944, durante il secondo conflitto mondiale, Fondi subì
44 bombardamenti. Tante furono le abitazioni abbattute e molti i morti
sotto le macerie.
Terminata la guerra, lentamente iniziò la ricostruzione delle case
e la riparazione dei danni causate dalle bombe.
Nell'ultimo ventennio sono state realizzate varie opere pubbliche. Fondi
ha avuto un notevole sviluppo urbanistico al di fuori del centro storico:
contrade quali San Magno e Le Querce sono divenute dei piccoli paesi,
come il litorale ed il salto.
Economia
La struttura dell'economia di Fondi, si caratterizza per un'antica vocazione
di prima agricola, ora prevalentemente del settore terziario. L'estensione
della campagna, la vicinanza al mare ed alle colline circostanti, unitamente
ad altre condizioni naturali hanno consentito lo sviluppo della coltivazione
della terra, con l'adozione di tecniche inizialmente rudimentali ed oggi,
invece, tecnologicamente avanzate.
Vicino al lago esiste una zona chiamata comunemente "pantano"
di circa 2.000 ettari. Alcuni anni addietro veniva sommersa dalle acque
invernali che restavano sino alla primavera. Appena le acque si ritiravano
veniva arata e seminata a granone, fagioli e ortaggi. Ora, prosciugata,
con opere eseguite dal Consorzio di Bonifica della Piana di Fondi e Monte
San Biagio, ospita file di serre nelle quali si coltivano varie verdure,
pomodori, peperoni, melanzane, funghi e fiori.
La coltura predominante era l'arancio biondo con alcuni esperimenti di
sanguinello e tarocco.
Gli aranceti di Fondi furono elogiati da Madama de Stael, da Chateaubriand
e da Wolfang Goethe, che, sostando a Fondi in una tappa del suo viaggio
in Italia, la salutò con i versi: "Splendon tra le foglie
verdi, arance d'or...".
La coltivazione dell'arancio è fatta risalire agli inizi del secolo
XVIII; fino a pochi anni prima del gelo, delle brinate e del mal secco,
che hanno arrecato danni rilevanti, partivano da Fondi circa 3.000 vagoni
di arance che rappresentavano l'80% della produzione provinciale. Ma dopo
le accennate intemperie, gli aranceti hanno perduto molta importanza nell'economia
agricola fondana. I proprietari di terreni, noti per la loro laboriosità
e sobrietà, cercarono di indirizzare, con notevoli sacrifici, le
colture dei terreni verso varie piantagioni ortofrutticole per la salvezza
dell'agricoltura fondana.
In stretta connessione ha proliferato una fiorente attività commerciale
che ha determinato un autentico salto di qualità, fino a costituire,
oggi, il pilastro dell'intero apparato economico locale.
Il punto fondamentale di questo processo è determinato dalla realizzazione
del MOF (inaugurato nel 1974), uno dei più importanti mercati ortofrutticoli
europei, autentico polmone di scambi con l'Italia e l'Europa, oggi in
fase di ulteriore ampliamento a seguito di un importante finanziamento
pubblico.
Intorno a questi due perni (agricoltura e commercio) ruota un universo
di attività "indotte" riconducibili al settore dei "servizi"
(fiscali, legali, autotrasporti), nonchè piccole industrie di prodotti
di sviluppo quali ad esempio gli imballaggi.
Meno presente l'industria tradizionalmente intesa come "grande fabbrica":
a Fondi opera una microimprenditoria a carattere individuale nel campo
del settore alimentare (conserviero), dei prodotti per l'ediliza e nel
metalmeccanico.
Una trattazione a parte merita il turismo, un enorme serbatoio di immense
potenzialità: 14 km di spiaggia tra Sperlonga e Terracina, il lago
e le colline rappresentano uno splendido scenario nel quale si inseriscono
ricchezze monumentali ed architettoniche di valore inestimabile che completano
il patrimonio della cultura alla natura, purtroppo non adeguatamente pubblicizzato.

Cenni
geografici
Allo sguardo del viaggiatore che viene da Roma o da Napoli e segue la
Via Appia, la vasta e bella pianura di Fondi, coronato a semicerchio dai
monti Aurunci ed Ausoni, e chiusa dal Mar Tirreno, offre un panorama incantevole.
La città di Fondi dista 120 chilometri da Roma e 111 da Napoli.
E' ubicata in una pianura che si estende sino al mare. A settentrione
è chiusa dalla catena dei monti Ausoni, all'estremo sud-ovest si
trova Terracina, all'estremo sud-est Sperlonga. Il suo territorio è
vasto 14.400 ettari.
Al km 4.500 della Via Flacca, venendo da Terracina, si incontra il Lago
di Fondi che ha le rive frastagliate, ricche di cannucce e di falasco.
Il perimetro è di km 24 ed è lungo circa km 3 , con una
superficie di kmq 4,600 ad una profondità di metri 7 di media.
Anticamente era chiamato Amiclanus perchè nei suoi pressi sorgeva
la città di Amiclae, ora scomparsa. Il lago era noto per le isole
galleggianti e per l'abbondantissima pesca. Fino a ieri ricco di cefali,
di spigole ed altri pesci, oggi lo specchio lacustre soffre i problemi
legati all'inquinamento.
Le comunicazioni principali sono:
- la via
Appia, che attraversa il centro abitato;
- la ferrovia
Roma-Napoli, distante circa km 2 dal centro abitato;
- la rotabile
Fondi-Sperlonga, che si riallaccia alla litoranea Terracina-Gaeta;
- la Fondi-Lenola,
che prosegue verso la provincia di Frosinone;
E' attraversato
da parecchi corsi d'acqua, di cui i più importanti, incominciando
da levante, sono:
1. Fosso San Sossio, scende dalla valle tra Monte Cucco e Monte Calvo,
attraversa la contrada di San Vincenzo e si getta nel canale Vetere;
2. Canale Vetere, nasce ai piedi di Monte Calco, e per un tratto scorre
parallelamente alla strada di Sperlonga e si versa nel Lago di Fondi;
3. Fosso Sant'Andrea, scende tra Monte Calvo e Monte Capoverde e s'immette
nel canale Rezzola.
4. Canale Rezzola, ha inizio con il nome di Fosso Gegni che scorre ai
piedi del colle Pianara, e, dopo il ponte in muratura sull'Appia, prende
il nome di Rezzola. Nel suo corso riceve le acque del Fosso di Sant'Andrea
e del Fosso Calabrese nel luogo chiamato Monticchio e va a sboccare nel
Lago di Fondi, in località Streficci.
5. Fosso Calabrese, scende dalla valle delle Querce, attraversa la Strada
Appia e va ad immettersi nel canale Rezzola.
6. Fosso di Lenola, viene dalle gole di Curtignano, attraversa la piana
di Fondi e si versa nel canale San Magno insieme al fosso di San Bonifacio;
7. Canale San Magno, nasce ai piedi del Monte Casareccio, attraversa la
piana di Fondi da Nord a Sud e termina nel Lago di Fondi;
8. Il Canale Pedemontano, inizia dal fossato di Lenola e sbocca nel mar
Tirreno tra Sant'Anastasia e Lago Lungo.

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