| La Storia:
A pochi chilometri da Carsoli in provincia dell’Aquila, a 736 metri sul livello del mare, sorge adagiato su di un lungo costale Poggio Cinolfo.Incastonato tra intense macchie d’alberi e montagne, si presenta in modo discreto e nello stesso tempo geloso dei suoi tesori. Per la sua posizione geografica Poggio Cinolfo gode di un clima temperato, certamente tra i migliori della zona, rimanendo in gran parte assolato e protetto dai venti dalle montagne che sono intorno.
Agli occhi di chi vuole osservarlo con più attenzione appare, nella parte più alta, il bel campanile della Chiesa principale. Accanto alla Chiesa con la sua massiccia presenza spicca il Palazzo Baronale muto testimone dello sviluppo del paese che nell’arco dei secoli è stato protagonista di eventi storici non grandi ma che hanno contribuito all’interno di avvenimenti a livello nazionale, a fare la storia d’Italia. Il territorio di Poggio Cinolfo rimane confinante con le altre regioni, province e comuni ricalcando le antiche delimitazioni tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli o delle Due Sicilie.
Questo territorio è attraversato dal fiume Turano il cui nome per alcuni storici significa “mondo” , “puro”. Lungo le sue sponde sono avvenute battaglie sia nel periodo dell’occupazione romana del 293 a.C. che in tempi più recenti durante l’occupazione francese del Regno di Napoli.
Fin dai primi secoli avanti Cristo tutta la zona fu contesa dagli Equi dai Marsi e dai Romani per la sua fertilità, è ricordata addirittura da Ovidio per la grande produzione di grano. L’economia del paese è stata fino a pochi decenni fà basata esclusivamente sul frutto delle sue fertili terre.
Oggi con l’abbandono di esse, è cambiato il tipo di cultura che si orienta verso raccolti a scadenze non annuali o stagionali, ma talvolta, anche decennali: come la coltivazione dei pioppi. La lavorazione della terra viene alleggerita dalle moderne tecnologie. Comunque Poggio Cinolfo lascia ancora spazio a campi coltivati a prato, cereali, vigne, legumi ed ortaggi. Nella parte superiore della pianura si notano alberi da frutta, fra essi non mancano ruscelli che con il loro gorgoglio ci inviano a piacevoli e balsamiche escursioni che ci fanno inoltrare tra boschi di castagni, querce, lecci, carpini, tigli e altre piante di alto fusto. In autunno quando il bosco si tinge delle tonalità più calde, è il momento ideale per apprezzare l’incanto del suo ambiente.
Oggi Poggio Cinolfo non è più dominato da Conti, da Baroni o da Marchesi, è un centro pienamente libero. I suoi cittadini godono di un relativo benessere non solo derivato dal frutto dei suoi campi, che anzi rimangono sempre più abbandonati, ma anche dalle numerose piccole e medie industrie e infrastrutture nate nella Piana del Cavaliere.
Anche l’aspetto dell’abitato, seppure in modo contenuto, ha subito modificazioni, ma non è stato stravolto. Chi desidera con più attenzione osservare la struttura interna di Poggio Cinolfo, non avrà difficoltà ad imbattersi in particolari che fanno correre il nostro pensiero a periodi passati più o meno sereni. Un rocchio di una colonna rastremata, sicuramente proveniente dai ruderi dell’antica colonia romana carseoli. Un piccolo e interessante tabernacolo in terra smaltata. Dei cardini non arrugginiti, in una delle due porte, che certamente sorreggevano un portone molto spesso, che una volta chiudeva l’accesso ai nemici. Uno stemma scolpito che forse indicava un’arte antica come quella del tosatore. E’ certamente affascinante girovagare tra i vicoli stretti e pittoreschi del borgo antico, collegati tra loro da viuzze spesso scoscese e raccordate da archi e anguste piazzette. Non è difficile notare qualche bel portale sul cui architrave troviamo spesso incisi il monogramma di Cristo e talvolta la data di costruzione dell’edificio. Le piccole case in continua successione formano un complesso da secoli rimasto immutato. Costruzioni semplici, intonate ad una povera ed austera concezione della vita. La loro discreta presenza è esempio di un patrimonio culturale che costituisce la civiltà di questo piccolo centro.
La parte storica - culturale è curata dal Prof . Terenzio FLAMINI |
Manifestazioni,
sagre, feste:
Sagra degli Gnocchi al castrato (30-giu-07) ,
Estate Pojetana comprendente manifestazioni storico-sociali e ricreative (dal 10 al 18 ago-07),
Itinerari Gastronomici “ Borghi Pojetani “ (25-ago-07)
Giornata Ecologica “ Recupero Ambientale” (11-ago-07), Alla Riscoperta del Verde che ci circonda “Passeggiata Ecologica” (18-ago-07)
Feste
Patronali:
Festa della Santa Protettrice S.Fortunia (II° domenica di maggio)
Festa della Madonna Delle Grazie (I° domenica Settembre)
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