Pro Loco Altivole
Via Roma, 21
31030 Altivole (TV)
Tel: 0423.569342
Fax: 0423.918381
E-mail: prolocoaltivole@libero.it

Presidente:
Patrizio Viel

Sito web:
http://digilander.iol.it/prolocoaltivole

Posizione geografica:
Distanza da Treviso: 30 km

Come raggiungerlo:

Da Castelfranco Veneto:
SS 667 direzione Cornuda/Feltre all'altezza dell'impianto semaforico di caselle si imbocca Via Trevigiana e si raggiunge Altivole

Da Montebelluna: SS 667 direzione Castelfranco Veneto si prende Via Mure e poi Fra' Veronese

Da Asolo: Partendo da Casella d'Asolo si percorre la S.P. 101 e si giunge in centro ad Altivole

Altivole

Altitudine: 75-102 mt. s.l.m.
Superficie: 21,95 Kmq
Popolazione: 6300 abitanti
Frazioni: Altivole, Caselle e San Vito

 

Da vedere:

Il Barco della Regina Comaro
Il 5 giugno 1489 Caterina Cornaro approda a Venezia, dopo aver lasciato alla Serenissima l’Isola di Cipro, in cambio ottiene l’investitura vitalizia sulla terra di Asolo ed una provvigione annua di 8.000 ducati. Due anni dopo l’irrequieta regina diede il via ai lavori per la costruzione della sua residenza estiva situata poco a nord del centro di Altivole. Questo imponente complesso di edifici circondato da giardini e da ampie campagne dove cacciare, fu per più di un decennio sede prediletta della corte di Caterina e luogo di incontro degli uomini di cultura veneti.
L’edificio-fortezza era circondato da cinte murarie, da qui il nome Barco che significava “luogo recintato”. Di questo capolavoro architettonico voluto da Caterina non rimangono che pochi resti, distrutto in parte durante la guerra di Cambrai e demolito nell’Ottocento dai conti Revendin. Sopravvive solamente una lunga barchessa, che non aveva nel disegno primigenio una posizione marginale ma ospitava la Chiesa, la Loggia, gli Uffici amministrativi e la Residenza dei soldati. L’intera facciata occidentale dell’edificio è affrescata con motivi geometrici ed architettonici e con scene mitologiche, di caccia o religiose.
Tra la Chiesetta e la Loggia si possono ammirare gli affreschi meglio conservati Apollo e Dafne su uno sfondo montagnoso lacustre,
5. Gerolamo Penitente ed il leone su un sereno paesaggio collinare.
Difficile attribuire la paternità di queste opere anche se riconducibili alla Scuola. Veneta di fine ‘400 e inizi del ‘500.
Di particolare importanza anche villa Van Axel-Castelli ora Gruber, il cui interno fu decorato nel primo quarto del ‘700 con scene agresti e figure cinesi. Villa Fietta Giacomelli e la Colombera fabbricato rustico sul quale si innalza una torre colombara.


Manifestazioni, sagre, feste:

Mostra mercato fiori e piante - Ultima domenica di marzo

Sagra di San Vito - 2^ e 3^ domenica di giugno: Sagra paesana con stand gastronomico, rievocazioni di giochi paesani, pesca di beneficenza. Spettacolo pirotecnico.

Sagra di San Michele - 3^ e 4^ domenica di luglio: Tradizionale sagra paesana con stand gastronomico, ballo liscio, pesca di beneficenza e spettacolo pirotecnico.

Sagra di Agosto - 2^ e 3^ domenica di agosto: Tradizionale sagra con ballo liscio, pesca di beneficenza, stand gastronomico e spettacolo pirotecnico. Organizzata dal Comitato Frazionale.

Mostra Micologica - 1^ e 2^ domenica di ottobre: La Mostra Micologica viene presentata su di un bosco fedelmente ricostruito.
Stand gastronomico con piatti a base di funghi.

Festa del mais - 3^ domenica di ottobre.
Venerdì sera: incontro dibattito sulle coltivazioni.
Sabato: serata presso lo stand gastronomico tutto a base di mais presso lo stand gastronomico.
Al pomeriggio, raccolta del mais come ai vecchi tempi, alle 18.00 seguirà il palio della "Picolota". Serata danzante con fisarmonica.

Caselle d’Altivole Le sue ricchezze:

Chiesa Parrocchiale di Caselle
La Chiesa (sec. XVIII) opera di Francesco Maria Preti, architetto di Castelfranco, subì nel corso del tempo delle varianti particolarmente visibili sui due fianchi esterni e nelle grandi colonne che da un alto piedistallo raggiungono la volta spezzando la continuità della trabeazione.
L’edificio di aspetto veramente maestoso presenta una facciata di ordine ionico Organo Barbini mentre l’interno é di ordine corinzio.
Sul lato sinistro della chiesa si erge la torre campanaria eretta nel 1915 alta quasi 42 metri.
Nel 1973 la chiesa fu arricchita con un affresco su soffitto del veneziano Giambattista Canal “La Gloria di San Michele”, che segue l’impronta del grande maestro Giambattista Tiepolo.

Organo Barbini
Al 1812 risale l’acquisto dello splendido organo costruito dal veneziano don Antonio Barbini per la chiesa di Santa Maria dei Servi di Venezia.
Lo strumento, che ha subito una serie di restauri nell’800 e agli inizi di questo secolo per mano di Luigi Giacobbi di Bassano, oggi viene utilizzato per prestigiosi concerti d’organo.

La Torre Mozza
Da segnalare anche la Torre Mozza, una possente torre in mattoni alta una decina di metri sul lato sinistro di via San Michele. Molti fori aperti sul tessuto murario per la necessità di abitazione e di deposito di derrate alimentari, hanno alterato l’originaria struttura esterna.
La sommità della torre sembra indicare un’avvenuta demolizione in tempi antichi, di una ulteriore elevazione.

Località Edificio
Il nome deriva probabilmente dall’imponenza di alcune fabbriche che gli Emo avevano costruito per l’attività manifatturiera. Si può visitare l’Oratorio della Madonna di Loreto (sec. XVII) meta di raduni ed incontri per gli avieri.

S. Vito d'Altivole le sue ricchezze:

Chiesa Parrocchiale di San Vito
La chiesa parrocchiale, consacrata nel 1779, é vero tesoro di opere d’arte. Al suo interno si possono apprezzare l’altare maggiore opera di Pasino Canova con i due angeli laterali scolpito da Giuseppe Bernardi detto il Torretto, l' “Ultima Cena” di Marco Vecelio, la “Lapidazione di Santo Stefano” di Nadal Melchiorri e la “Madonna del Carmine e Santi” di Bartolomeo Orioli. L’abside custodisce la “Vergine con Bambino e Santi” attribuita a Luca Martinelli e sull’altare di sinistra vi é la “Madonna del Rosario” di Noé Bordignon. Un cenno particolare meritano anche due formelle in marmo dell’altare maggiore attribuite al Canova.

La Tomba Brion
Importante meta per gli amanti dell’arte moderna é la Tomba Brion progettata da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti del nostro secolo e realizzata tra il 1970 e il 1975.
Al mausoleo si accede attraverso i propilei e da questi, percorrendo il portico si perviene all’arcosolio che racchiude le arche dei capostipiti della famiglia che hanno commissionato l’opera.
Nei pressi vi é la tenda-caverna che ospita le tombe dei parenti e da questa attraverso un passaggio sull’acqua si giunge alla cappella. Questo é uno dei punti chiave dell’intero complesso architettonico e sicuramente uno tra quelli che meglio esprime in modo equilibrato il fragile e cangiante rapporto fra luce e acqua.
La Tomba poi si sviluppa con l’orto dei cipressi e si chiude sul padiglione della meditazione. L’opera, dove per altro Carlo Scarpa è sepolto, è stata definita un monumento funerario che non é il luogo della pietà e nemmeno il luogo di un riposo eterno ma quello di un gioco, di un eden ripreso alla fine della storia che conserva e trasfigura tutto ciò che l’uomo ha prodotto per millenni.

Villa Costanzo/Giauna-Bernardo

Villa Costanzo Giauna-Bernardo ora Bordignon, (sec. XVII-XVIII) è stata edificata dalla nobile famiglia dei Costanzo che avevano ampi possedimenti in Castelfranco Veneto e in San Vito d’Altivole.
La villa di notevole fattura, è valorizzata da uno splendido giardino e dal cancello di ingresso a sud che é attribuito ad Antonio Canova.


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