Da
vedere:
Ad Atessa
si possono trovare resti di antiche mura, monumentali porte, caratteristici
quartieri dai vicoli stretti (le ruelle), piccole piazze, palazzotti signorili,
solenni torri campanarie, chiese antiche: maestosa è la cattedrale
di San Leucio, imponente il Convento di San Pasquale nel bosco di Vallaspra.
Il visitatore non deve assolutamente perdere la visita a:
Piazzetta
della Torretta
Suggestivo angolo della parte alta del Paese. Vi si accede oltrepassando
la più piccola delle Porte di Atessa "La Porticella".
Arco 'Ndriano o Porta di S. Nicola
Ora in forma neo-classiche dopo i restauri del 1779.
E' la più grande delle porte di Atessa e si trova lungo Corso Vittorio
Emanuele, luogo preferito per la passeggiata serale degli atessani e dove
si svolge la vita ricreativa, commerciale e, una volta, artigianale della
città.
Porta di S. Giuseppe (sec. XI)
E' la porta più suggestiva di quelle che si possono trovare ad
Atessa. Ricostruita nel 1400, è oggi testimonianza visibile di
quelle che erano le vecchia mura della città. Luogo da visitare
esclusivamente a piedi.
Cattedrale di S. Leucio (sec. XI)
Chiesa medioevale, costruita nella prima metà del XIV sec., resti
della struttura originale in facciata. Portali e rosoni alla maniera lancianese.
L'insieme della facciata é ora tardo-rinascimentale. La zona intorno
al rosone sembra originale nello spigato laterizio secondo l'uso lombardo,
mentre il rosone richiama il Petrini ed é per questo databile intorno
al 1320. Portale laterale in forme pugliesi. L'interno, a cinque navate,
presenta cimeli storico-artistici e religiosi, quali l'importante arredi
ligneo barocco, il settecentesco busto argenteo di san Leucio, un crocifisso
ligneo (XVIII secolo) di scuola napoletana, un importante ostensorio argenteo
di Nicola da Guardiagrele (XV secolo), una croce processionale argentea
(XV) secolo e messali istoriati e antichi codici, custoditi nella stanza
del Tesoro di San Leucio. Vi si conserva una gigantesca costola fossile
di mammifero, trovata nei dintorni, che la leggenda assegna a un drago
che infestava le campagne del circondari
o, ucciso da San Leucio.
Chiesa
di Santa Croce (sec. XIV)
Fondata nel VII sec. forse a pianta ottagona, fu modificata nel XIV secolo
e successivamente nel XVII secolo. Motivi tipici dell'architettura federiciana
normanna negli elementi della facciata (portale ogivale e contrafforti).
Campanile del XVIII sec.
Chiesa di S. Michele (sec. VII)
Restaurata nel 1876. Campanile del 1844 restaurato nel 1947. Interni barocchi.
Chiesa
della Madonna Immacolata della Cintura (sec. XVII)
Di stile barocco, detta anche chiesa di S. Giusta.
Chiesa
di S. Rocco
In parte proveniente dai resti del Convento dei Carmelitani del 1603.
Interni barocchi.
Chiesa di S. Domenico (Sec. XIII)
Con annesso convento dei Domenicani trasformato ora in uffici. Fondato
nel 1275. Chiesa restaurata nel 1566, ristrutturata nel 1601, facciata
del 1694 con portale marmoreo tardo-rinascimentale.
All'interno
busto di terracotta del Santo.
Convento
di S. Pasquale (XV) in Vallaspra
Il Convento di Vallaspra, dei Padri Missionari Oblati, fu fondato nel
1408 dal Beato Tommaso da Firenze.
Alla Chiesa,
dedicata a San Pasquale, si accede da un ampio porticato;
l'interno conserva una bella statua di San Francesco (Terracotta del XVI
secolo), affreschi raffiguranti Santa Rosa e Santa Chiara, e vi si può
ammirare una tavola cinquecentesca di scuola veneta raffigurante la Madonna
di Vallaspra. Nel chiostro inferiore si trova il Pozzo del Miracolo, detto
così per essere sempre colmo d'acqua anche in tempo di siccità;
la leggenda attribuisce questa virtù all'olio benedetto versatovi
dal padre guardiano. Fornitissima è la Biblioteca, ricca di molti
testi sacri.
Chiesa
Parrocchiale della "Valle" (Sec. XIX)
Costruita a partire dal 1850, eretta a Parrocchia nel 1934, è stata,
e lo è ancora oggi, fulcro vitale di molte delle iniziative che
si svolgono a "Valle". Nei suoi archivi sono custoditi i ricordi
di un passato ricco di eventi e di avvenimenti.
Palazzo Spaventa
Edificato nel 1875, tipico esempio di architettura ottocentesca.
Palazzo Ferri-Coccia
Del 1569
Casa degli Scalera
Poi di proprietà De Mario, in via Salita del Castello. Finestra
in pietra del 1488, arco ogivale e capitelli e leoni in forme gotiche-pugliesi.
Casa Sorge
In via del Corso. Include nel muro una lapide con iscrizioni d'epoca romana.
Casa
Marcolongo
Ex Massangioli. Barocca, del 1710.
Colonna Votiva
Colonna-torre sul colle di S. Cristoforo, ex voto dopo la peste del 1657.
Fontana Pubblica
Del 1460
Teatro Comunale
Luogo di cultura e di spettacolo. Il restaurato Teatro Comunale ospita
importanti Assise e prestigiose Stagioni Teatrali e di Prosa.
Le mura megalitiche di Monte Pallano
Nitido e possente sulla valle del fiume Sangro, si erge il Monte Pallano,
ricco di fascino per i tesori archeologici e storico-culturali che racchiude,
oltre che per i suoi più suggestivi scenari naturali. Sono molte
le testimonianze di antiche civiltà di cui è possibile trovare
riscontro nel variegato paesaggio dell'altopiano; dall'epoca preistorica
al Medioevo varie sequenze abitative ne hanno segnato la vita. Il segno
più imponente della presenza umana, in età italica, su Monte
Pallano è rappresentato dalla possente cinta muraria, risalente
al V-IV secolo a.C. e verosimilmente ricollegabile alle vicende della
popolazione sabellica che per lungo tempo ha abitato questa montagna,
i Lucani. Situate sulla parte terminale dell'altopiano, quella che degrada
progressivamente verso Tornareccio, a non molta distanza dai ripetitori
e dalle antenne, le mura megalitiche di Monte Pallano, realizzate con
enormi massi di calcare locale, raggiungono attualmente la lunghezza di
163 m
etri, superando a fatica i 5 sia in larghezza che in altezza. In origine,
come risulta anche da un documento del 1894 conservato nella Cattedrale
di Atessa, la muraglia era molto più grande, includendo ben 5 ordini
di blocchi in più rispetto a quella attuale, ed era intervallata
da tre porte: la cosiddetta "Porta del Piano" (quella meglio
conservata), la "Porta del Monte" ed un terzo passaggio, brutalmente
abbattuto anni addietro per consentirvi il passaggio di una strada rurale.
Queste entrate, distanti circa 60 metri l'una dall'altra, se da un lato
lasciano supporre un'esigenza di mobilità per quanti si trovavano
all'interno, dall'altro avevano una valenza prettamente difensiva: la
loro esigua larghezza (solo 89 cm) non poteva permettere, in caso di assalto
dei nemici, l'ingresso di più di una persona per volta. Su queste
mura, sulla loro funzione e sulla loro costruzione molto si è fantasticato,
specie da parte d
i una popolazione tenuta costantemente all'oscuro dei risultati dei (non
molti) lavori scientifici appositamente svolti: c'è chi le attribuisce
ai Saraceni, chi alla straordinaria forza di mitici ciclopi, chi, ancora,
ai Paladini di Carlo Magno (non a caso, le mura sono conosciute, nel luogo,
anche come "Mura paladine"), sovrapponendo ai numerosi elementi
mitologici, fattori medievali di esplicita importazione franca. Ovviamente,
niente di tutto questo ha una sua attendibilità scientifica. Se
la funzione difensiva e militare delle mura è quella che balza
immediatamente agli occhi, non è da escludere anche una loro funzione
sacrale, in quanto il recinto megalitico di Pallano presenta caratteri
analoghi a esempi architettonici di dimensione europea normalmente preposti
a ricoprire anche funzioni mistiche - si pensi alle costruzioni nuragiche
della "vicina" Sardegna, alle cittadelle micenee, ai complessi
megalitici celtici e sassoni e ai templi neolitici di Malta: non è
del tutto improbabile, allora, che anche su Monte Pallano le mura potessero
assumere il rango di veri e propri "recinti sacri" con possibili
e inquietanti valori misterici e religiosi. Se a tutto ciò si aggiungono
le mille leggende su presunte grotte, ricchi tesori e straordinari folletti
che infestano la montagna, si capisce perché ancora oggi chiunque
entri a contatto con Monte Pallano non può non paragonarsi con
una storia affascinante e, allo stesso tempo, ancora troppo misteriosa.
La fase preistorica è documentata dal ritrovamento, intorno al
lago Nero, di selci scheggiate. Nell'età italica il reperto archeologico
più rilevante è rappresentato da un'imponente Cinta Megalitica
risalente al V e IV secolo a.C. che testimonia sull'altopiano la presenza
dei Lucanati, una comunità di stirpe sabellica. Al periodo romano
si possono ascrivere consistenti resti murari e oggetti concernenti un
abitato ancora da denominare, che ebbe una popo
lazione, si presume di 1500 abitanti ed una funzione prevalentemente commerciale.
Ai secoli delle denominazioni barbariche sono riconducibili i ruderi di
un castello e dei monasteri di Santo Stefano in Lucania e di San Mauro
Abate. La presenza di alcuni trulli in pietra locale ci ricorda la frequentazione
dei pastori e la presenza del pascolo transumantico attivo fino agli inizi
del '900.
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Altre
notizie:
Atessa, città
medievale, è situata in una pittoresca collina, nella Valle del
Sangro. E' il comune più esteso della provincia di Chieti. Il suo
vasto territorio confina con ben 18 comuni e comprende al suo interno
74 frazioni. Conta più di 10.000 abitanti, Il paesaggio si mostra
variegato, passando da caratteri di pianura a quelli di media e alta collina
in un susseguirsi di rilievi collinari del tutto particolari. Per lunghi
tratti il suo territorio è attraversato dal fiume più importante
d'Abruzzo: il Sangro. Atessa nasce nel V secolo d.C. ai tempi della caduta
dell'Impero Romano d'Occidente, subendo in tutto o in parte le vicissitudini
storiche dell'Italia centro-meridionale (dominazione Normanna, Angioina,
Aragonese, Borbonica). Secondo la leggenda, Atessa nasce dall'unione dei
borghi di Ate e Tixa, situata su due colli divisi dal vallone di Rio Falco.
Awiene dopo che il vescovo di Brindisi Leucio uccide il feroce drago che
vi dimorava. La costruzione della chiesa in onore del Santo Vescovo, acclamato
protettore della città, costituisce l'unione di Ate e Tixa in Atixa,
poi Atissa ed infine Atessa. La città è ricca di testimonianze
di un glorioso passato: resti di antiche Mura, di importanti conventi,
di secolari porte, caratteristici Ouartieri con vicoli stretti e scalinate
ripide (Le ruelle).
Il visitatore che arriva ad Atessa può ammirare partendo da Piazza
Oberdan (Piazza della Fontana): la Chiesa dell'Addolorata (1943); la Cattedrale
di S. Leucio (secolo XI), con la monumentale facciata, il bellissimo rosone
angioino (1312), e all'interno, unica in Abruzzo a cinque navate, ricca
di preziosissimi oggetti fra i quali il busto del Santo Patrono in oro
e argento (1731) e la costola di un mammifero, antidiluviano, che la leggenda
attribuisce al drago ucciso dal Vescovo; la porta di S. Giuseppe (secolo
XI); la Chiesa della Madonna della Cintura (secolo XVII); la Porta di
S.
Margherita; la Chiesa di S. Croce (secolo XIV); l'antichissima Chiesa
di S. Michele (secolo VII). A circa 2 km. dalla città, in direzione
per Tornareccio, si trova il Convento e la Chiesa di S. Maria degli Angeli
in Vallaspra (secolo XV). Da S. Pasquale, così gli atessani amano
chiamare la zona di Vallaspra, come su una naturale veranda, si può
ammirare un ampio panorama: la pianura della Valle del Sangro, l'azzurro
mare Adriatico, l'adorabile maiella e, più in alto a nord, le cime
del Gran Sasso. La Valle del Sangro, comunemente chiamata "la Valle",
è dominata dal Colle S. Silvestro (m. 179), sede in passato dell'unico
luogo di culto esistente nell'agro atessano e crollato verso la metà
dell'ottocento. La Valle ha avuto un fiorente mercato di merci e bestiami
ed ha tutto una rilevante attività agricola. Nonostante la forte
industrializzazione, è oggi una realtà dove il vecchio e
il nuovo si amalgamano in un contesto equilibrato. Infatti, pur subendo
un notevole cambiamento socio-culturale sono ancora vivi tradizioni e
costumi custoditi ed accettate dalle nuove generazioni.
La Festa del Contadino, promossa ed organizzata dalla Pro Loco Val di
Sangro ne è l'espressione viva. Per l'occasione vengono allestiti
stando gastronomici di piatti delle migliori tradizioni culinarie contadine.
Fra i personaggi più illustri di Atessa ricordiamo lo scrittore
e giornalista Ettore Ianni, il pittore Felice Ciccarelli, lo scultore
Gabriele Falcucci, il filosofo Alfonso Iovacchini, gli scrittori Domenico
Ciampoli e Alfredo Baiocco, il poeta Evandro Marcolongo, Mons. Epimenio
Ginnico, vescovo di Trivento, Mons. Benedetto Falcucci, vescovo di Pescara,
il musicista Antonio Di Iorio, il martire della resistenza Pietro Bendetti.
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Gastronomia:
In
Atessa c'è anche il culto della buona tavola e sotto l'aspetto
gastronomico questo paese risente tuttora della sua antica civiltà
contadina e pastorale offrendo ottimi piatti, quali tra i più caratteristici:
- la pecorara, fatta con carne di pecora bollita e molto aromatica;
- il cerdesco all'atessana, fatto con carne di agnellino da latte;
- le braciole di capra;
- le zurlette, fatte con budelle di agnellino o capretto;
Non mancano poi i dolci, specialmente quelli fatti in occasione di certe
festività:
- la Cicerchiata a Carnevale;
- i Castelli a Pasqua;
- le Zeppole di S. Giuseppe;
- le Scrippelle, i Cacinetti e Cielli pieni a Natale, accanto al classico
Cervone fatto di ricchissimi ingredienti.

Chiesa di S. Leucio

Convento S. Pasquale
Porta San
Giuseppe
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Manifestazioni:
Stagione
Teatrale e di Prosa
Si svolge ogni anno, nel Teatro Comunale, una Stagione di Prosa organizzata
con la collaborazione dell'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana
e con la partecipazione di attori di fama nazionale. Nello stesso periodo
si svolge una Rassegna Musicale, chiamata "Concerti d'inverno",
che vede la partecipazione di gruppi musicali e artistici locali e nazionali.
25 Aprile
Podistica delle Contrade
La Pro Loco Val di Sangro organizza l'importante manifestazione podistica
quale gara unica regionale a staffetta 3 x 5000 valevole per il Corrilabruzzo.-
Settimana Santa
Durante questa settimana nella Domenica delle Palme si svolge la Sacra
Rappresentazione della Passione di Cristo, curata dall'Associazione ATE-TIXE
STUDIUM, la tradizionale Visita ai Sepolcri e la grandiosa Processione
del Cristo Morto, che attraversa tutta la città nella serata del
Venerdì Santo.
Maggio
La 'Ndorcia di S. Martino
I contadini di Atessa per tre volte, nel mese di maggio (prima, terza
e quarta domenica), organizzano un cerimonia propiziatoria per invocare
piogge frequenti presso S. Martino. I contadini portano le 'Ndorce (2
torce di cera) alla gola di S. Martino, partendo dalla Cattedrale di S.
Leucio e proseguendo il percorso a piedi attraverso la strada di Vallaspra
e Tornareccio. All'arrivo a Fara S. Martino la compagnia scende verso
le sorgenti del fiume Verde per sostare alla chiesa di S. Pietro dove
lascia le due torce di cera insieme a due fasci di spighe; quindi si inerpica
per un canalone verso la gola in un percorso molto faticoso fra strapiombi
di roccia, per passare attraverso una strettoia che accede ad uno spiazzo
dove sono sepolte, in seguito ad una frana di pietre, l'Abbazia benedettina,
anche la chiesa e la tomba di S. Martino eremita.
Luglio:
Atessa
in Jazz
Una rassegna di musica jazz si svolge ogni anno a metà luglio in
Piazza Municipio in tre serate, con musicisti di notorietà anche
internazionale e che gode di un’ampia partecipazione di giovani
e meno giovani provenienti anche dai paesi vicini.
Rassegna nazionale per concerti bandistici “A. Di Iorio”
Grande successo riscuote ogni anno la rassegna nazionale per concerti
bandistici, nata nel 1982 e ormai tradizionale.
Agosto
Festa del Contadino
Niente come il folklore e la gastronomia delle tradizioni rurali identificano
Atessa ed il suo vasto territorio. Per rendere omaggio all'infinita saggezza
ed al ricco patrimonio culturale di cui andavano ed ancor oggi vanno fiere
le nostre genti, da oltre anni si celebra nella settimana che comprende
il primo sabato di agosto, sotto il segno dell'allegria, la Festa
del Contadino, una gran manifestazione socio-culturale da molti
definita "la più vera rappresentazione di vita contadina".
La Pro Loco Val di Sangro propone diverse specialità gastronomiche,
accompagnate da ottimo vino locale, nel ristorante all'aperto che, arricchito
da leccornie e bevande moderne, diventa, allo stesso tempo, simbolo del
passato e del futuro.
Il tutto è impreziosito da splendidi addobbi floreali che unitamente
agli stands, luci e festoni colorati conferiscono all'insieme quel pizzico
di allegria e gioiosità che rendono memorabili le serate della
manifestazione.
Origini
della Festa del Contadino
La Festa del Contadino prende vita nel 1981 sulle ali della pura improvvisazione,
con l'intento di organizzare un momento festoso di schietta allegria.
Fu in particolare l'aspetto gastronomico della sagra, la festa del paese,
che sollecitò la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire
le più genuine specialità della cucina campagnola e proporle
ai cittadini della Valle perché riscoprissero, attraverso quei
sapori resuscitati, un folklore da non dimenticare.
Con il passare degli anni si avvertì l'esigenza di dare anche un
contenuto culturale ed una precisa identità. Si pensò decisamente
di esaltare, in ogni possibile aspetto, i valori di una civiltà
che si andava ingiustamente svalutando e di cui siamo figli fieri: la
civiltà contadina che, complice il boom industriale, stava vivendo
un momento difficile e si stava estinguendo con la conseguente perdita
di tradizioni, usi e costumi assolutamente da preservare. Anno dopo anno,
con pazienza e fermezza, si è aggiunto sempre un nuovo tassello
alla coreografia di una festa che ha conquistato il cuore delle migliaia
di persone che giungono puntuali all'appuntamento di agosto.L'allestimento
degli stands, la cucina, l'accuratezza del servizio, la quantità
e la qualità del prodotto gastronomico offerto, ha l'intendo di
saldare efficacemente i momenti fondamentali della kermesse: quello dello
spettacolo, della ricerca e della proposta culturale, con quello rivolto
alla tutela del numerosissimo pubblico che vi accorre sempre più
partecipe ed esigente.
Festival
Internazionale del Folklore
In tre serate consecutive si esibiscono, in Piazza Garibaldi gruppi folcloristici
di vari paesi del mondo in una festa di colori, canti e danze.
La manifestazione, nata nel 1987, si svolge nella prima settimana di agosto.
Ferragosto
Atessano
E' questa la manifestazione più antica che si svolge dal 15 al
18 agosto. si festeggiano Maria SS. Assunta e i Santi Rocco, Leucio ed
Emidio, protettori della città. Propone ogni anno un ricco programma
di spettacoli folcloristici e musicali e costituisce la più attesa
e festosa ricorrenza per tutta la nostra comunità.
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