Pro Loco Val di Sangro
Loc. Montemarcone, 37
66041 Atessa (CH)
Tel.: 0872 897607
Fax: 0872 895142
E-mail sergiocarafa@tin.it

Presidente:
Elisa Tano

Posizione Geografica

Atessa, centro agricolo ed industriale nel subappennino frentano, è posta sullo spartiacque fra i fiumi Sangro e Osento. Il suo territorio, il più vasto della Provincia di Chieti con 110,03 mq., dista 25 Km. dal mare e 25 Km. dai Monti abruzzesi.

Atessa

Altitudine: 433 mt. s.l.m.

Da vedere:

Ad Atessa si possono trovare resti di antiche mura, monumentali porte, caratteristici quartieri dai vicoli stretti (le ruelle), piccole piazze, palazzotti signorili, solenni torri campanarie, chiese antiche: maestosa è la cattedrale di San Leucio, imponente il Convento di San Pasquale nel bosco di Vallaspra. Il visitatore non deve assolutamente perdere la visita a:

Piazzetta della Torretta
Suggestivo angolo della parte alta del Paese. Vi si accede oltrepassando la più piccola delle Porte di Atessa "La Porticella".

Arco 'Ndriano o Porta di S. Nicola
Ora in forma neo-classiche dopo i restauri del 1779.
E' la più grande delle porte di Atessa e si trova lungo Corso Vittorio Emanuele, luogo preferito per la passeggiata serale degli atessani e dove si svolge la vita ricreativa, commerciale e, una volta, artigianale della città.

Porta di S. Giuseppe (sec. XI)
E' la porta più suggestiva di quelle che si possono trovare ad Atessa. Ricostruita nel 1400, è oggi testimonianza visibile di quelle che erano le vecchia mura della città. Luogo da visitare esclusivamente a piedi.

Cattedrale di S. Leucio (sec. XI)
Chiesa medioevale, costruita nella prima metà del XIV sec., resti della struttura originale in facciata. Portali e rosoni alla maniera lancianese. L'insieme della facciata é ora tardo-rinascimentale. La zona intorno al rosone sembra originale nello spigato laterizio secondo l'uso lombardo, mentre il rosone richiama il Petrini ed é per questo databile intorno al 1320. Portale laterale in forme pugliesi. L'interno, a cinque navate, presenta cimeli storico-artistici e religiosi, quali l'importante arredi ligneo barocco, il settecentesco busto argenteo di san Leucio, un crocifisso ligneo (XVIII secolo) di scuola napoletana, un importante ostensorio argenteo di Nicola da Guardiagrele (XV secolo), una croce processionale argentea (XV) secolo e messali istoriati e antichi codici, custoditi nella stanza del Tesoro di San Leucio. Vi si conserva una gigantesca costola fossile di mammifero, trovata nei dintorni, che la leggenda assegna a un drago che infestava le campagne del circondari
o, ucciso da San Leucio.

Chiesa di Santa Croce (sec. XIV)
Fondata nel VII sec. forse a pianta ottagona, fu modificata nel XIV secolo e successivamente nel XVII secolo. Motivi tipici dell'architettura federiciana normanna negli elementi della facciata (portale ogivale e contrafforti). Campanile del XVIII sec.

Chiesa di S. Michele (sec. VII)
Restaurata nel 1876. Campanile del 1844 restaurato nel 1947. Interni barocchi.

Chiesa della Madonna Immacolata della Cintura (sec. XVII)
Di stile barocco, detta anche chiesa di S. Giusta.

Chiesa di S. Rocco
In parte proveniente dai resti del Convento dei Carmelitani del 1603. Interni barocchi.

Chiesa di S. Domenico (Sec. XIII)
Con annesso convento dei Domenicani trasformato ora in uffici. Fondato nel 1275. Chiesa restaurata nel 1566, ristrutturata nel 1601, facciata del 1694 con portale marmoreo tardo-rinascimentale.

All'interno busto di terracotta del Santo.

Convento di S. Pasquale (XV) in Vallaspra
Il Convento di Vallaspra, dei Padri Missionari Oblati, fu fondato nel 1408 dal Beato Tommaso da Firenze.

Alla Chiesa, dedicata a San Pasquale, si accede da un ampio porticato; l'interno conserva una bella statua di San Francesco (Terracotta del XVI secolo), affreschi raffiguranti Santa Rosa e Santa Chiara, e vi si può ammirare una tavola cinquecentesca di scuola veneta raffigurante la Madonna di Vallaspra. Nel chiostro inferiore si trova il Pozzo del Miracolo, detto così per essere sempre colmo d'acqua anche in tempo di siccità; la leggenda attribuisce questa virtù all'olio benedetto versatovi dal padre guardiano. Fornitissima è la Biblioteca, ricca di molti testi sacri.

Chiesa Parrocchiale della "Valle" (Sec. XIX)
Costruita a partire dal 1850, eretta a Parrocchia nel 1934, è stata, e lo è ancora oggi, fulcro vitale di molte delle iniziative che si svolgono a "Valle". Nei suoi archivi sono custoditi i ricordi di un passato ricco di eventi e di avvenimenti.

Palazzo Spaventa
Edificato nel 1875, tipico esempio di architettura ottocentesca.

Palazzo Ferri-Coccia
Del 1569

Casa degli Scalera
Poi di proprietà De Mario, in via Salita del Castello. Finestra in pietra del 1488, arco ogivale e capitelli e leoni in forme gotiche-pugliesi.

Casa Sorge
In via del Corso. Include nel muro una lapide con iscrizioni d'epoca romana.

Casa Marcolongo
Ex Massangioli. Barocca, del 1710.

Colonna Votiva
Colonna-torre sul colle di S. Cristoforo, ex voto dopo la peste del 1657.

Fontana Pubblica
Del 1460

Teatro Comunale
Luogo di cultura e di spettacolo. Il restaurato Teatro Comunale ospita importanti Assise e prestigiose Stagioni Teatrali e di Prosa.

Le mura megalitiche di Monte Pallano
Nitido e possente sulla valle del fiume Sangro, si erge il Monte Pallano, ricco di fascino per i tesori archeologici e storico-culturali che racchiude, oltre che per i suoi più suggestivi scenari naturali. Sono molte le testimonianze di antiche civiltà di cui è possibile trovare riscontro nel variegato paesaggio dell'altopiano; dall'epoca preistorica al Medioevo varie sequenze abitative ne hanno segnato la vita. Il segno più imponente della presenza umana, in età italica, su Monte Pallano è rappresentato dalla possente cinta muraria, risalente al V-IV secolo a.C. e verosimilmente ricollegabile alle vicende della popolazione sabellica che per lungo tempo ha abitato questa montagna, i Lucani. Situate sulla parte terminale dell'altopiano, quella che degrada progressivamente verso Tornareccio, a non molta distanza dai ripetitori e dalle antenne, le mura megalitiche di Monte Pallano, realizzate con enormi massi di calcare locale, raggiungono attualmente la lunghezza di 163 m
etri, superando a fatica i 5 sia in larghezza che in altezza. In origine, come risulta anche da un documento del 1894 conservato nella Cattedrale di Atessa, la muraglia era molto più grande, includendo ben 5 ordini di blocchi in più rispetto a quella attuale, ed era intervallata da tre porte: la cosiddetta "Porta del Piano" (quella meglio conservata), la "Porta del Monte" ed un terzo passaggio, brutalmente abbattuto anni addietro per consentirvi il passaggio di una strada rurale. Queste entrate, distanti circa 60 metri l'una dall'altra, se da un lato lasciano supporre un'esigenza di mobilità per quanti si trovavano all'interno, dall'altro avevano una valenza prettamente difensiva: la loro esigua larghezza (solo 89 cm) non poteva permettere, in caso di assalto dei nemici, l'ingresso di più di una persona per volta. Su queste mura, sulla loro funzione e sulla loro costruzione molto si è fantasticato, specie da parte d
i una popolazione tenuta costantemente all'oscuro dei risultati dei (non molti) lavori scientifici appositamente svolti: c'è chi le attribuisce ai Saraceni, chi alla straordinaria forza di mitici ciclopi, chi, ancora, ai Paladini di Carlo Magno (non a caso, le mura sono conosciute, nel luogo, anche come "Mura paladine"), sovrapponendo ai numerosi elementi mitologici, fattori medievali di esplicita importazione franca. Ovviamente, niente di tutto questo ha una sua attendibilità scientifica. Se la funzione difensiva e militare delle mura è quella che balza immediatamente agli occhi, non è da escludere anche una loro funzione sacrale, in quanto il recinto megalitico di Pallano presenta caratteri analoghi a esempi architettonici di dimensione europea normalmente preposti a ricoprire anche funzioni mistiche - si pensi alle costruzioni nuragiche della "vicina" Sardegna, alle cittadelle micenee, ai complessi megalitici celtici e sassoni e ai templi neolitici di Malta: non è del tutto improbabile, allora, che anche su Monte Pallano le mura potessero assumere il rango di veri e propri "recinti sacri" con possibili e inquietanti valori misterici e religiosi. Se a tutto ciò si aggiungono le mille leggende su presunte grotte, ricchi tesori e straordinari folletti che infestano la montagna, si capisce perché ancora oggi chiunque entri a contatto con Monte Pallano non può non paragonarsi con una storia affascinante e, allo stesso tempo, ancora troppo misteriosa. La fase preistorica è documentata dal ritrovamento, intorno al lago Nero, di selci scheggiate. Nell'età italica il reperto archeologico più rilevante è rappresentato da un'imponente Cinta Megalitica risalente al V e IV secolo a.C. che testimonia sull'altopiano la presenza dei Lucanati, una comunità di stirpe sabellica. Al periodo romano si possono ascrivere consistenti resti murari e oggetti concernenti un abitato ancora da denominare, che ebbe una popo
lazione, si presume di 1500 abitanti ed una funzione prevalentemente commerciale. Ai secoli delle denominazioni barbariche sono riconducibili i ruderi di un castello e dei monasteri di Santo Stefano in Lucania e di San Mauro Abate. La presenza di alcuni trulli in pietra locale ci ricorda la frequentazione dei pastori e la presenza del pascolo transumantico attivo fino agli inizi del '900.

Altre notizie:

Atessa, città medievale, è situata in una pittoresca collina, nella Valle del Sangro. E' il comune più esteso della provincia di Chieti. Il suo vasto territorio confina con ben 18 comuni e comprende al suo interno 74 frazioni. Conta più di 10.000 abitanti, Il paesaggio si mostra variegato, passando da caratteri di pianura a quelli di media e alta collina in un susseguirsi di rilievi collinari del tutto particolari. Per lunghi tratti il suo territorio è attraversato dal fiume più importante d'Abruzzo: il Sangro. Atessa nasce nel V secolo d.C. ai tempi della caduta dell'Impero Romano d'Occidente, subendo in tutto o in parte le vicissitudini storiche dell'Italia centro-meridionale (dominazione Normanna, Angioina, Aragonese, Borbonica). Secondo la leggenda, Atessa nasce dall'unione dei borghi di Ate e Tixa, situata su due colli divisi dal vallone di Rio Falco. Awiene dopo che il vescovo di Brindisi Leucio uccide il feroce drago che vi dimorava. La costruzione della chiesa in onore del Santo Vescovo, acclamato protettore della città, costituisce l'unione di Ate e Tixa in Atixa, poi Atissa ed infine Atessa. La città è ricca di testimonianze di un glorioso passato: resti di antiche Mura, di importanti conventi, di secolari porte, caratteristici Ouartieri con vicoli stretti e scalinate ripide (Le ruelle).
Il visitatore che arriva ad Atessa può ammirare partendo da Piazza Oberdan (Piazza della Fontana): la Chiesa dell'Addolorata (1943); la Cattedrale di S. Leucio (secolo XI), con la monumentale facciata, il bellissimo rosone angioino (1312), e all'interno, unica in Abruzzo a cinque navate, ricca di preziosissimi oggetti fra i quali il busto del Santo Patrono in oro e argento (1731) e la costola di un mammifero, antidiluviano, che la leggenda attribuisce al drago ucciso dal Vescovo; la porta di S. Giuseppe (secolo XI); la Chiesa della Madonna della Cintura (secolo XVII); la Porta di S.
Margherita; la Chiesa di S. Croce (secolo XIV); l'antichissima Chiesa di S. Michele (secolo VII). A circa 2 km. dalla città, in direzione per Tornareccio, si trova il Convento e la Chiesa di S. Maria degli Angeli in Vallaspra (secolo XV). Da S. Pasquale, così gli atessani amano chiamare la zona di Vallaspra, come su una naturale veranda, si può ammirare un ampio panorama: la pianura della Valle del Sangro, l'azzurro mare Adriatico, l'adorabile maiella e, più in alto a nord, le cime del Gran Sasso. La Valle del Sangro, comunemente chiamata "la Valle", è dominata dal Colle S. Silvestro (m. 179), sede in passato dell'unico luogo di culto esistente nell'agro atessano e crollato verso la metà dell'ottocento. La Valle ha avuto un fiorente mercato di merci e bestiami ed ha tutto una rilevante attività agricola. Nonostante la forte industrializzazione, è oggi una realtà dove il vecchio e il nuovo si amalgamano in un contesto equilibrato. Infatti, pur subendo un notevole cambiamento socio-culturale sono ancora vivi tradizioni e costumi custoditi ed accettate dalle nuove generazioni.
La Festa del Contadino, promossa ed organizzata dalla Pro Loco Val di Sangro ne è l'espressione viva. Per l'occasione vengono allestiti stando gastronomici di piatti delle migliori tradizioni culinarie contadine.
Fra i personaggi più illustri di Atessa ricordiamo lo scrittore e giornalista Ettore Ianni, il pittore Felice Ciccarelli, lo scultore Gabriele Falcucci, il filosofo Alfonso Iovacchini, gli scrittori Domenico Ciampoli e Alfredo Baiocco, il poeta Evandro Marcolongo, Mons. Epimenio Ginnico, vescovo di Trivento, Mons. Benedetto Falcucci, vescovo di Pescara, il musicista Antonio Di Iorio, il martire della resistenza Pietro Bendetti.

Gastronomia:

In Atessa c'è anche il culto della buona tavola e sotto l'aspetto gastronomico questo paese risente tuttora della sua antica civiltà contadina e pastorale offrendo ottimi piatti, quali tra i più caratteristici:
- la pecorara, fatta con carne di pecora bollita e molto aromatica;
- il cerdesco all'atessana, fatto con carne di agnellino da latte;
- le braciole di capra;
- le zurlette, fatte con budelle di agnellino o capretto;
Non mancano poi i dolci, specialmente quelli fatti in occasione di certe festività:
- la Cicerchiata a Carnevale;
- i Castelli a Pasqua;
- le Zeppole di S. Giuseppe;
- le Scrippelle, i Cacinetti e Cielli pieni a Natale, accanto al classico Cervone fatto di ricchissimi ingredienti.




Chiesa di S. Leucio


Convento S. Pasquale


Porta San Giuseppe

Manifestazioni:

Stagione Teatrale e di Prosa
Si svolge ogni anno, nel Teatro Comunale, una Stagione di Prosa organizzata con la collaborazione dell'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana e con la partecipazione di attori di fama nazionale. Nello stesso periodo si svolge una Rassegna Musicale, chiamata "Concerti d'inverno", che vede la partecipazione di gruppi musicali e artistici locali e nazionali.

25 Aprile
Podistica delle Contrade
La Pro Loco Val di Sangro organizza l'importante manifestazione podistica quale gara unica regionale a staffetta 3 x 5000 valevole per il Corrilabruzzo.- Settimana Santa
Durante questa settimana nella Domenica delle Palme si svolge la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo, curata dall'Associazione ATE-TIXE STUDIUM, la tradizionale Visita ai Sepolcri e la grandiosa Processione del Cristo Morto, che attraversa tutta la città nella serata del Venerdì Santo.

Maggio
La 'Ndorcia di S. Martino
I contadini di Atessa per tre volte, nel mese di maggio (prima, terza e quarta domenica), organizzano un cerimonia propiziatoria per invocare piogge frequenti presso S. Martino. I contadini portano le 'Ndorce (2 torce di cera) alla gola di S. Martino, partendo dalla Cattedrale di S. Leucio e proseguendo il percorso a piedi attraverso la strada di Vallaspra e Tornareccio. All'arrivo a Fara S. Martino la compagnia scende verso le sorgenti del fiume Verde per sostare alla chiesa di S. Pietro dove lascia le due torce di cera insieme a due fasci di spighe; quindi si inerpica per un canalone verso la gola in un percorso molto faticoso fra strapiombi di roccia, per passare attraverso una strettoia che accede ad uno spiazzo dove sono sepolte, in seguito ad una frana di pietre, l'Abbazia benedettina, anche la chiesa e la tomba di S. Martino eremita.

Luglio:
Atessa in Jazz
Una rassegna di musica jazz si svolge ogni anno a metà luglio in Piazza Municipio in tre serate, con musicisti di notorietà anche internazionale e che gode di un’ampia partecipazione di giovani e meno giovani provenienti anche dai paesi vicini.

Rassegna nazionale per concerti bandistici “A. Di Iorio”
Grande successo riscuote ogni anno la rassegna nazionale per concerti bandistici, nata nel 1982 e ormai tradizionale.

Agosto
Festa del Contadino
Niente come il folklore e la gastronomia delle tradizioni rurali identificano Atessa ed il suo vasto territorio. Per rendere omaggio all'infinita saggezza ed al ricco patrimonio culturale di cui andavano ed ancor oggi vanno fiere le nostre genti, da oltre anni si celebra nella settimana che comprende il primo sabato di agosto, sotto il segno dell'allegria, la Festa del Contadino, una gran manifestazione socio-culturale da molti definita "la più vera rappresentazione di vita contadina".
La Pro Loco Val di Sangro propone diverse specialità gastronomiche, accompagnate da ottimo vino locale, nel ristorante all'aperto che, arricchito da leccornie e bevande moderne, diventa, allo stesso tempo, simbolo del passato e del futuro.
Il tutto è impreziosito da splendidi addobbi floreali che unitamente agli stands, luci e festoni colorati conferiscono all'insieme quel pizzico di allegria e gioiosità che rendono memorabili le serate della manifestazione.

Origini della Festa del Contadino
La Festa del Contadino prende vita nel 1981 sulle ali della pura improvvisazione, con l'intento di organizzare un momento festoso di schietta allegria.
Fu in particolare l'aspetto gastronomico della sagra, la festa del paese, che sollecitò la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire le più genuine specialità della cucina campagnola e proporle ai cittadini della Valle perché riscoprissero, attraverso quei sapori resuscitati, un folklore da non dimenticare.
Con il passare degli anni si avvertì l'esigenza di dare anche un contenuto culturale ed una precisa identità. Si pensò decisamente di esaltare, in ogni possibile aspetto, i valori di una civiltà che si andava ingiustamente svalutando e di cui siamo figli fieri: la civiltà contadina che, complice il boom industriale, stava vivendo un momento difficile e si stava estinguendo con la conseguente perdita di tradizioni, usi e costumi assolutamente da preservare. Anno dopo anno, con pazienza e fermezza, si è aggiunto sempre un nuovo tassello alla coreografia di una festa che ha conquistato il cuore delle migliaia di persone che giungono puntuali all'appuntamento di agosto.L'allestimento degli stands, la cucina, l'accuratezza del servizio, la quantità e la qualità del prodotto gastronomico offerto, ha l'intendo di saldare efficacemente i momenti fondamentali della kermesse: quello dello spettacolo, della ricerca e della proposta culturale, con quello rivolto alla tutela del numerosissimo pubblico che vi accorre sempre più partecipe ed esigente.

Festival Internazionale del Folklore
In tre serate consecutive si esibiscono, in Piazza Garibaldi gruppi folcloristici di vari paesi del mondo in una festa di colori, canti e danze.
La manifestazione, nata nel 1987, si svolge nella prima settimana di agosto.

Ferragosto Atessano
E' questa la manifestazione più antica che si svolge dal 15 al 18 agosto. si festeggiano Maria SS. Assunta e i Santi Rocco, Leucio ed Emidio, protettori della città. Propone ogni anno un ricco programma di spettacoli folcloristici e musicali e costituisce la più attesa e festosa ricorrenza per tutta la nostra comunità.


Atessa by night


Il Chiostro di San Pasquale


Chiesa Parrocchiale della Valle


Panorama


Arco 'Ndriano


Chiesa di Santa Croce


Mura megalitiche


Val di Sangro


Piazza Garibaldi


Il Teatro

 


Il direttivo della Pro Loco


La festa del contadino

Numeri Utili

Municipio: Piazza Municipio - Tel. 0872 850421
Carabinieri: Via G. Matteotti - Tel. 0872 866231
Poste e Telecomunicazioni: Via C. Battisti - Tel. 0872 850451
Uff. Piazzano di Atessa - Tel. 0872 897735 Ospedale "Vittorio Emanuele II": Centralino - Tel. 0872 8641
Teatro Comunale: Piazza Municipio, 1 - Tel. 0872 850430 Agriturismo "Il Castelluccio": Ctr. Castelluccio, 1 Tel. 0872 889122
Agriturismo "La Quercia": Ctr. Ianico, 63 - Tel. 0872 853066
Bar Pizzeria"Al Rondò": Ctr. Piana La Fara, 3 - Tel. 0872 895488
Bar Pizzeria "Royal Garden": Ctr. Piana La Fara, 157 - Tel. 0872 895182
Hotel Ristorante "La Masseria": Strada Statale, 154 - Tel. 0872 897659
Pizzeria Pasticceria "Il Sole": Via Santo Spirito, 4 - Tel. 0872 865481
Pizzeria "Maggiolino The Brunch": Ctr. Montemarcone, 31 - Tel. 0872 897402
Ristorante "Al duca": Via Duca degli Abruzzi", 24/26 - Tel. 0872 865866
Ristorante "La Campagnola": Contrada Ala S. Maria, 77 - Tel. 0872 866307
Ristorante "La Castellana": Via Piana La Fara Tel. 0872 897038
Ristorante "La Panoramica": Via A. Gramsci, 23 - tel. 0872 866306
Ristorante "L'anfora": Ctr. Montemarcone, 73 - Tel. 0872 897778
Ristorante "Ponte Nuovo": Zona industriale Atessa - Tel. 0872 897952
Ristorante "Bar Gemelli": Loc. Saletti - Tel 0872 888993
Ristorante "Casa Nostra": Ctr. San Luca, 50 - Tel. 0872 897946
Ristorante Bar Vallaspra: Cotr. Vallaspra, 2 - Tel. 0872 850425
Ristorante Enoteca "Il Fondaco dei Domenicani": Via Fontane Vecchie, 11 - Tel. 0872 853068
Ristorante Hotel "Il Mulino": Via G. Matteotti, 12 - Tel. 0872 866228
Informagiovani: Viale Rimembranze - Tel. 0872 850486
Orari d'apertura: Lun. 9-12/16-19 Mart. 16-19 Merc. 16-19 Giov. 16-19
Informagiovani: Loc. Piazzano - Tel. 0872 895142
Orari d'apertura: Lun. 15-18 Mart. 15-18 Merc. 15-18 Giov. 9-12 Ven. 9.30-12.30

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