Pro Loco Butera

Presidente:

Dott. Salvatore Calaciura

 

Provincia di Caltanissetta

Vi si giunge percorrendo 20 Km. della Strada Provinciale n. 8 da Gela in direzione Nord, 19 Km. della stessa strada provenendo da Mazzarino in direzione Sud, oppure 6 Km. dallo svincolo "Butereìa" dello scorrimento veloce n. 626 Caltanissetta - Gela.

Butera

Da vedere:

Castello medievale

Casa della fanciulla C. Cantello (ex Convento dei Minori Conventuali)

Chiesa di san Francesco

Chiesa di Maria SS. delle Grazie

Chiesa di san Rocco

Chiesa di san Giuseppe

Chiesa del Carmine

Chiesa Madre

Chiesa di Santa Maria di Gesù

Chiesa di Maria Ausiliatrice

Area Archeologica

Necropoli

Castello di Falconara

Prodotti Tipici:

 

Manifestazioni, sagre, feste:

Profilo storico

Questa città ha origini molto remote, risalenti addirittura alla prima metà dell'era del bronzo (200 a. C.). Si dice che fu edificata da Bute, primo re dei Siculi, il quale avrebbe dato alla città il suo nome.

La storia di Butera si perde nella notte dei tempi e non vi è storico che abbia potuto trovare prove tangibili dalle sue origini fino alle dominazioni a noi conosciute. La città castello (Butera) nel V secolo d.C. accolse i profughi delle campagne e città vicine che erano perseguitati dai vandali condotti dal feroce Genserico.

Al tempo dei Saraceni fu una munitissima roccaforte inespugnabile. Il dominio saraceno durò dall'854 a 1089, anno in cui il Gran Conte Ruggero s'impadronì di Butera. Dopo averla assediata, riuscì a prenderla entrando per la porta a settentrione che poi, per questo, si chiamò Porta Reale. Conquistata Butera, Ruggero le assegnò il titolo di contea e la concesse al marchese D'Arrigo, che aveva sposato Flandina, figlia del Conte. La fama di Butera in questo periodo fu pari a quella di Catania, Siracusa, Messina e Noto. Fu capoluogo di Contea con giurisdizione su Piazza e Aidone, conservando la forma di "Municipio" e tutti i possedimenti. A Ruggero II successe Guglielmo I detto "Il Malo" che distrusse Butera. In verità c'è da presumere che non si sia trattato di una vera e propria distruzione, ma del divieto tassativo agli abitanti di abitarla ed ai forestieri di venire a stabilirvisi, in effetti fu distrutto solo il castello.

Tempo dopo Butera venne ricostruita col suo Castello dal re Guglielmo il Buono. Il titolo di Principe di Butera fu concesso per la prima volta come titolo nobiliare più elevato, dal Re Filippo II alla famiglia Branciforte, succeduta nel 1540 nella signoria feudale di Butera e del suo territorio.

La Famiglia Branciforte, continuò a lungo a godersi i vasti possedimenti e la rilevante giurisdizione sino all'anno 1805 quando, per mancanza di maschi, l'unica erede, Stefania Branciforte, Principessa di Butera, divenne sposa di Giuseppe Lanza Branciforte, figlio di Pietro Lanza, Principe di Tarabia. Il titolo di Principe di Butera divenne il primo titolo del regno di Sicilia.

Non va dimenticato che il Principe di Butera comandava un ramo del parlamento siciliano e precisamente il cosiddetto "Braccio Feudale".

La successione della Famiglia Lanza alla Famiglia Branciforte nel Principato di Butera, segue l'ultima fase e la più recente della serie dei feudatari.

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