| Pro Loco Canale P.zza Italia 12043 Canale (CN) Tel: 0173 - 970339 Fax: 0173 - 970339 e-mail: prolococan@tiscali.it |
Presidente: Marco Cavagnero Vice Presidente: Consiglieri:
Siti di riferimento:
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Posizione geografica: Sud Piemonte
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Canale Altitudine 193 mt. s.l.m. Abitanti 4980 circa Estensione 18,00 kmq |
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Manifestazioni: Le Memorie d'Autunno - www.barbero1891.com 4 Dicembre 2004 Presso Salone Odeon Canale Gran Bollito , organizzato dalla Pro Loco
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Alcune notizie:
La "Villa Nova", costruita dagli artigiani nel 1260 per gli abitanti degli insediamenti distrutti durante la guerra contro i Briadante, fu dal 1379 feudo dei Roero (da cui deriva il Roero, che ha diritto anche alla denominazione Nebbiolo d'Alba), per poi passare gradatamente, a partire dal 1512. ai Malabaila di Castellinaldo, di cui resta a tutt'oggi il Castello eretto dai Roero e che venne profondamente modificato dai loro successori nel corso del settecento. Il Vino qui è sovrano: Roero ed Arneis, in Primis li trovi pronti per esser degustati nell'Enoteca regionale del Roero, oppure durante una delle tante sagre o feste che si svolgono in paese e nei dintorni in loro onore. Come non ricordare poi le famose e succulente pesche di Canale? Si dedica a questo frutto, da tempi immemorabili, una vera e propria fiera: i canalesi o chi, per caso o per estimazione, è lì a luglio è conquistato dal clima di festa che perdura per tutta una settimana, con canti e balli popolari ovviamente accompagnati da un'infinità di pesche bagnate nel vino. Tra le principali attrattive turistiche sono da segnalare la chiesa parrocchiale di S.Vittore, la Chiesa di S.Bernardino, la Torre Civica e il Castello dei Conti di Malabaila, le Rocche. Optima Roero IL ROERO (consulta anche www.roeroturismo.it )
Il Roero (il nome deriva da una famiglia nobile potente che ebbe il dominio su queste terre) è posto alla sinistra del Tanaro ed è delimitato dalla strada Bra Torino fino a Sommariva Bosco e dalla Alba Torino fino a Montà. Il Roero presenta ancora un ambiente in buona parte incontaminato. E' l'ultimo nato tra i vini cuneesi a base di uve nebbiolo, ma è anche l'unico non vinificato in purezza, poiché - in base al disciplinare di produzione - è "ingentilito" da una piccola percentuale di uve Arneis e di altre uve del territorio. Porta il nome della terra che lo produce, per l'appunto il Roero, il vasto e selvaggio complesso collinoso posto sulla sinistra orografica del fiume Tanaro. Qui la terra cambia colore rispetto alle Langhe più note: assume toni giallo ocra, ricchi di sabbia e di residui fossili marini e si inasprisce in forre e calanchi scoscesi. I disegni di queste colline perdono geometrie definite e si suddividono in appezzamenti piccoli e disposti nervosamente sui pendii, a rubare gli scarsi spazi utilizzabili al coltivo. In queste zone la proprietà fondiaria è assai parcellizzata, tanto che in alcuni comuni roerini l'unità di misura corrente non è - come in tutto il resto della Provincia - la giornata piemontese, che misura 3.810 metri quadrati, ma un suo sottomultiplo: lo staio (o staro), ottava parte della giornata piemontese, perché nessun appezzamento di terreno arrivava a misurare circa 4.000 metri. Il Roero, grande vino rosso prodotto in un'area, l'unica della Provincia, famosa anche per i bianchi, ricorda nel suo sapore e nei suoi aromi la terra da cui nasce, conosciuta anche per le produzioni frutticole, sulle quali primeggia la pesca di Canale. Il vino, che deve avere un invecchiamento minimo di sei mesi, ha una colorazione rosso rubino più o meno intensa ed un profumo fruttato di fragola, ciliegia, spezie e sottofondo di liquirizia. E', come tutti i nebbioli, un vino secco, tannico, dal gusto pieno. Al confine tra le province di Asti e Torino si estende in provincia di
Cuneo - tra le Langhe
e il Monferrato - una zona collinare denominata Roero.
Torri e castelli , arroccati sulle colline, raccontano invece l'epopea dei Casati, perennemente in lotta fra loro.
Le marne astiane che caratterizzano i pendii mediani e superiori di questo territorio, costituiscono un eccellente ambiente per il "Nebbiolo" , concorrendo in misura determinante a conferire al vino i caratteri organolettici specifici che hanno portato al riconoscimento della D.O.C.
Le ultime bottiglie arrivavano fino a Pasqua per il rituale pagano della "questua delle uova" e si cantava il ritornello "non fatemi andar via / senza una bottiglia di Arneis o di Favorita". La rima baciata obbligava alla contrazione il vero nome di un vitigno anch'esso originario del Roero : la "Favorita" , alla quale era dedicata una particolare attenzione, tanto da rendere quest'uva "favorita" agli altri vitigni bianchi, perché già da allora era considerata ottima sia come uva da mensa che come uva da vinificazione. CONSIGLI PER UNA VISITA
Produzioni alimentari: salumi, prosciutto arrosto, dolci (duchesse), pesche. Piatti tipici: finanziera, capunet, fritto misto alla piemontese.
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