Pro Loco Canale
P.zza Italia
12043 Canale (CN)
Tel: 0173 - 970339
Fax: 0173 - 970339
e-mail: prolococan@tiscali.it

Presidente:

Marco Cavagnero

Vice Presidente:
Alessandro Ambrosio

Consiglieri:
Francesco Tarraran ‘Tarry'
Giuseppe Vezza
Lorenzo Gallarato
Paolo Destefanis
Luigi Salemi ‘Geno'
Manuele Gambone
Patrizia Cassetti
Paolo Raimondo ‘Ramon'
Roberto Arieta
Mirko Perego
Mara Chiavero
Luigi Montrucchio
Francesca Toppino
David Destefanis

 

Siti di riferimento:

www.provincia.cuneo.it

www.regione.piemonte.it

 

Posizione geografica:

Sud Piemonte

Canale

Altitudine 193 mt. s.l.m.

Abitanti 4980 circa

Estensione 18,00 kmq

Manifestazioni:

Fiera del Pesco 2004

Le Memorie d'Autunno - www.barbero1891.com

4 Dicembre 2004 Presso Salone Odeon Canale Gran Bollito , organizzato dalla Pro Loco

 

Alcune notizie:

 

La "Villa Nova", costruita dagli artigiani nel 1260 per gli abitanti degli insediamenti distrutti durante la guerra contro i Briadante, fu dal 1379 feudo dei Roero (da cui deriva il Roero, che ha diritto anche alla denominazione Nebbiolo d'Alba), per poi passare gradatamente, a partire dal 1512. ai Malabaila di Castellinaldo, di cui resta a tutt'oggi il Castello eretto dai Roero e che venne profondamente modificato dai loro successori nel corso del settecento.

Il Vino qui è sovrano: Roero ed Arneis, in Primis li trovi pronti per esser degustati nell'Enoteca regionale del Roero, oppure durante una delle tante sagre o feste che si svolgono in paese e nei dintorni in loro onore. Come non ricordare poi le famose e succulente pesche di Canale? Si dedica a questo frutto, da tempi immemorabili, una vera e propria fiera: i canalesi o chi, per caso o per estimazione, è lì a luglio è conquistato dal clima di festa che perdura per tutta una settimana, con canti e balli popolari ovviamente accompagnati da un'infinità di pesche bagnate nel vino.

Tra le principali attrattive turistiche sono da segnalare la chiesa parrocchiale di S.Vittore, la Chiesa di S.Bernardino, la Torre Civica e il Castello dei Conti di Malabaila, le Rocche.

Optima Roero

La tipicità del paesaggio rurale del Roero è rappresentato dalla varietà: varietà di colture e di presenze arboree, varietà di prodotti e di cromatismi, varietà di suggestioni e di atmosfere ad ogni stagione.
Dalla ricchezza e dalla diversità dei prodotti del territorio, nasce Optima Roero, Mercato della qualità agroalimetare, manifestazione ideata dal Comune di Canale ed organizzata per questa edizione dai Comuni di Guarene e Vezza d'Alba in collaborazione con Slow Food e patrocinata dalla Provincia e dalla Regione Piemonte.

La manifestazione, che trae stimolo dai prodotti agricoli del Roero , si propone come grande vetrina delle specialità agroalimentari del nostro territorio e della tradizione gastronomica italiana.
Optima Roero si esprime in un mercato di specialità della tradizione territoriale selezionate secondo un rigoroso criterio di qualità; il visitatore può così conoscere ed acquistare i molteplici prodotti che rendono il Roero un piccolo eden dell'enogastronomia: i grandi vini, le Pere Madernassa, le pesche di Canale, le fragole, il miele, le castagne della Madonna, i formaggi di Bra, i salumi artigianali, la cognà,,ecc.

IL ROERO (consulta anche www.roeroturismo.it )

Il Roero (il nome deriva da una famiglia nobile potente che ebbe il dominio su queste terre) è posto alla sinistra del Tanaro ed è delimitato dalla strada Bra Torino fino a Sommariva Bosco e dalla Alba Torino fino a Montà.
Gravita “internamente” su Canale, importante centro legato al mercato delle pesche ed “esternamente” in parte su Alba e in parte su Bra.

Il Roero presenta ancora un ambiente in buona parte incontaminato.
E' paesaggio da intenditori fatto su misura per chi rifugge il frastuono e l'asfalto e ricerca un intimo contatto con la natura.
Lì panorama è vario: spazia nel raggio di pochi chilometri dalla bellezza selvaggia delle rocche, un fenomeno di erosione, a maestosi boschi di castagni, alle rosse distese dei campi di fragole e ai vigneti che a ragnatela collegano le colture ortofrutticole tipiche e di qualità.
Paesini sparsi abbarbicati sulle colline hanno un castello, una torre, una chiesa, una cappella, un nucleo di case rimaste com'erano: tracce di un passato che va scoperto e conosciuto.

E' l'ultimo nato tra i vini cuneesi a base di uve nebbiolo, ma è anche l'unico non vinificato in purezza, poiché - in base al disciplinare di produzione - è "ingentilito" da una piccola percentuale di uve Arneis e di altre uve del territorio.

Porta il nome della terra che lo produce, per l'appunto il Roero, il vasto e selvaggio complesso collinoso posto sulla sinistra orografica del fiume Tanaro. Qui la terra cambia colore rispetto alle Langhe più note: assume toni giallo ocra, ricchi di sabbia e di residui fossili marini e si inasprisce in forre e calanchi scoscesi.

I disegni di queste colline perdono geometrie definite e si suddividono in appezzamenti piccoli e disposti nervosamente sui pendii, a rubare gli scarsi spazi utilizzabili al coltivo.

In queste zone la proprietà fondiaria è assai parcellizzata, tanto che in alcuni comuni roerini l'unità di misura corrente non è - come in tutto il resto della Provincia - la giornata piemontese, che misura 3.810 metri quadrati, ma un suo sottomultiplo: lo staio (o staro), ottava parte della giornata piemontese, perché nessun appezzamento di terreno arrivava a misurare circa 4.000 metri.

Il Roero, grande vino rosso prodotto in un'area, l'unica della Provincia, famosa anche per i bianchi, ricorda nel suo sapore e nei suoi aromi la terra da cui nasce, conosciuta anche per le produzioni frutticole, sulle quali primeggia la pesca di Canale.

Il vino, che deve avere un invecchiamento minimo di sei mesi, ha una colorazione rosso rubino più o meno intensa ed un profumo fruttato di fragola, ciliegia, spezie e sottofondo di liquirizia. E', come tutti i nebbioli, un vino secco, tannico, dal gusto pieno.

Al confine tra le province di Asti e Torino si estende in provincia di Cuneo - tra le Langhe e il Monferrato - una zona collinare denominata Roero.
Appartengono a quest'area, ristretta ma del tutto particolare, poco più di venti comuni, tra i quali spicca Canale.
Il paesaggio é vario, ricco di vallate profonde, di versanti scoscesi, di colli variamente coltivati a vite ed a frutteto.
Le "Rocche", in particolare, costituiscono uno spettacolare scorcio del territorio roerino e rappresentano una piacevole attrattiva per gli amanti della natura ancora selvaggia ed incontaminata.
Il terreno sabbioso, friabile e di color ocra, ben si presta alle coltivazioni e l'intervento dell'uomo che, nel corso dei secoli, ha modificato l'originario paesaggio silvestre, rubando ai boschi ampi spazi che ora, con l'alternarsi delle stagioni, si dipingono dei variegati colori delle colture della zona.

 

 

Torri e castelli , arroccati sulle colline, raccontano invece l'epopea dei Casati, perennemente in lotta fra loro.
Proprio dall'epoca feudale il Roero trae l'origine del suo nome.
Fu infatti la Casata dei Rotàri, molto potente a quel tempo, ad estendere il dominio sull'intera area e le delimitazioni geografiche di allora sono tuttora mantenute, inalterate.
Il Roero é terra di vini pregiati: lo testimoniano antiche leggi medioevali riferite agli obblighi dei popolani verso i feudatari.
Per avere tuttavia qualche idea più precisa sui tipi di vino prodotti nella zona, occorre giungere al 1600.
In quell'epoca si nomina il Nebiollo .
Probabilmente veniva vinificato dolce, ma la sua qualità doveva essere eccellente, se da Vezza molte " carrà di questo vino prendevano la strada verso la corte di Madama Reale e se, in seguito, i Duchi di Savoia lo vorranno sempre alla loro mensa.

Le marne astiane che caratterizzano i pendii mediani e superiori di questo territorio, costituiscono un eccellente ambiente per il "Nebbiolo" , concorrendo in misura determinante a conferire al vino i caratteri organolettici specifici che hanno portato al riconoscimento della D.O.C.
Qui i viticoltori si sfidano alla qualità.
Così la vite é rimasta sulla collina, sui "bric" più alti, e si é evitato lo slittamento delle colture a valle, dove più facile sarebbe stata la coltivazione e più abbondante il prodotto, a scapito della qualità.
Vitigno autoctono del Roero é invece l' "Arneis" .
La sua prima citazione si trova con la formazione del toponimo del "Bric Renesio", rilievo alle spalle dell'abitato di Canale.
Riportato in un documento del 1478, il nome del vitigno trova conferma pochi anni dopo quando, tra le proprietà di un feudatario del luogo, si cita la "vinea muschatelli et renexi" .
Nel 1700 la coltivazione dell'"Arneis" era già diffusa nel Roero, ma essendo la preferenza di quei tempi orientata verso i vini amabili, il vino Arneis veniva consumato dolce.
Suona a conferma la tradizionale abitudine dei vignaioli che piantavano viti di Arneis per avere un grappolo dolce in anticipo da consumare come uva da mensa, ma soprattutto perché alcune piante inserite nei filari, con l'aroma e la dolcezza dell'uva primaticcia, attraevano la golosità degli uccelli, che di conseguenza risparmiavano le uve rosse (ritenute al tempo più importanti) per la vendemmia.

Quanto veniva risparmiato dagli uccelli, si vinificava dolce per rincuorare lo spirito delle donne e quello, ben più impenitente degli uomini, che lo tenevano in serbo per gli ultimi giorni di Carnevale quando, girando di cascinale in cascinale, rastrellavano vino in quantità per grandi baldorie.
Le ultime bottiglie arrivavano fino a Pasqua per il rituale pagano della "questua delle uova" e si cantava il ritornello "non fatemi andar via / senza una bottiglia di Arneis o di Favorita". La rima baciata obbligava alla contrazione il vero nome di un vitigno anch'esso originario del Roero : la "Favorita" , alla quale era dedicata una particolare attenzione, tanto da rendere quest'uva "favorita" agli altri vitigni bianchi, perché già da allora era considerata ottima sia come uva da mensa che come uva da vinificazione.

CONSIGLI PER UNA VISITA
Piacevole può essere una breve passeggiata sotto i portici del centro storico per assaporare il ritmo tutto particolare della vita del paese; meritano una visita anche l'Enoteca Regionale del Roero e l'annesso ristorante che aiuterà ad iniziare o a concludere nel migliore dei modi una visita a Canale .

In Cucina
Produzioni alimentari: salumi, prosciutto arrosto, dolci (duchesse), pesche. Piatti tipici: finanziera, capunet, fritto misto alla piemontese.