Pro Loco Gambasca
Via Roma, 6
12030 Gambasca (CN)
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Fax: 0175265121
E-mail: mm.83@lycos.it

Presidente:

Franco Marossero

Posizione geografica:

Piemonte, Provincia di Cuneo

Gambasca

altitudine:478 mt. s.l.m.

Da vedere:

Gambasca, il cui nome ha sicuramente origine celtico-ligure, come la maggior parte dei luoghi con suffisso -asca od -asco, viene per la prima volta citata in un documento del dicembre 1138, in cui i marchesi di Saluzzo donano all'Abbazia di Staffarda un castagneto sito nel territorio gambaschese.

Nella prima metà del 1200, i territori di Gambasca furono acquistati dal Monastero di Santa Maria della Stella di Rifreddo; le monache ottennero il possesso completo delle terre del paese e la badessa del monastero potè fregiarsi del titolo di Contessa di Gambasca. Quest'ultima riceveva la fedeltà dagli uomini e delegava il gastaldo designato ad amministrare i beni posti sotto la signoria del convento.

Nel XIII secolo il paese fu teatro di numerose controversie tra i due centri di potere politico e religioso più potenti della Valle Po. Tra le varie liti che caratterizzarono le due compagini religiose, emerge una disputa scoppiata nel 1288: l'abate di Staffarda accusò le monache di Rifreddo di possedere illecitamente un boschetto vicino a Gambasca che forniva legna e castagne al monastero. Naturalmente quest'ultimo si oppose, ma i giudici designati nella causa si pronunciarono a favore di Staffarda e condannarono le monache a rinunciare al bosco di Gambasca e a mantenere un silenzio perpetuo. Sulla scena compare un gambaschese, Grenonio, abile procuratore e notaio delle monache di Rifreddo che con audacia e astuzia mise in dubbio l'imparzialità dei giudici evidenziando palesi interessi personali.

Nel 1434 la badessa Mercia de'Pugneti approvò e concesse gli Statuti delle terre di Rifreddo e Gambasca, confermando la piena potestà della sua alta signoria sui due paesi. Più tardi nel 1492 fu fondata la parrocchia di Gambasca; nata dapprima come cappella di San Sebastiano, fu smembrata dalla parrocchiale di Martiniana Po ed eretta a parrocchia il 7 aprile 1497 dal Vescovo di Torino, Della Rovere.

Nel 1635 si ricorda nei boschi di Gambasca l'uccisione dell'ultimo esemplare di orso bruno della Valle Po di ben 461 chilogrammi.

Nel 1621 il monastero cedette alla comunità di Gambasca in enfiteusi perpetua i propri beni per un canone annuo di 450 scudi d'oro e nel 1657 Carlo Emanuele II di Savoia concesse l'investitura di Marchese di Gambasca al nobile francese Francesco Havard di Senantes; con tale atto i gambaschesi persero nuovamente il possesso proprio delle terre onde fossero pagate in loro scarico le pubbliche imposte di cui la comunità era gravata. Alla morte del Marchese il paese fu infeudato dagli Isnardi de Castello di Caraglio e nel 1771 dal Marchese Luigi Coardi di Carpeneto. Quest'ultimo nel 1833 cedette le terre del paese al comune oltre che la somma di £. 12.000.

Con l'avvento del fascismo, Gambasca perse la sua autonomia e il 5 febbraio 1928 con un decreto reale venne amministrativamente legata al comune di Martiniana Po di cui ne divenne una frazione; riconquisterà la sua autonomia solamente dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1946.

Gambasca è un piccolo e ridente paesino di quasi 400 abitanti, a 478 m slm, posto ai piedi della dorsale che separa la Valle Po dalla Valle Varaita a pochi chilometri dalle sorgenti del fiume Po. Il suo territorio è costituito da una parte pianeggiante e coltivata che degrada verso il Po e da una parte montagnosa dove predominano ampi castagneti un tempo sfruttati per le loro castagne e oggi in parte in stato di abbandono, e cedui per la produzione di legname. Dopo aver rotto l'isolamento che a lungo l'ha tenuto fuori dalle correnti di traffico della valle, Gambasca oggi si sta trasformando in un centro abitato sia pur piccolo, ma nuovo e moderno. Gambasca offre la possibilità di molte passeggiate: da una visita alla Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano, di antica origine, alle varie cappelle dislocate sul territorio, ad un escursione nei suoi splendidi boschi ricchi di quiete e silenzio alle quali si possono abbinare una visita alle antiche borgate e nella tarda estate,
  la ricerca di funghi che si trovano abbondanti ai piedi dei castagni. Da non perdere una scampagnata a Gravera Granda, un'amena località sulle colline del paese, in un paesaggio incontrastato e immersa nel verde dei faggi da dove si può godere di un splendido panorama sulla Valle Po. Le famose Paste di meliga costituiscono inoltre una rinomata specialità locale.


Gastronomia:

Paste di meliga
Arrosto cotto al forno a legna

Manifestazioni:

1° Maggio - Festa di San Defendente

Seconda domenica di luglio - Festa a Gravera Granda

Ultima domenica di luglio - Festa Patronale di San Giacomo

Prima domenica di agosto - Festa di San Rocco