Da vedere:
LA BASILICA DI S.MARIA ASSUNTA A GANDINO:
La Basilica di S.Maria Assunta di Gandino è un capolavoro del XVII secolo.
Fu realizzata da Giovan Maria Bettera su disegno di Paolo Micheli e costituisce un unicumdellarchitettura seicentesca alpina, sia italiana che straniera.
Linterno è ricco di opere di artisti provenienti da una vasta area italiana ed europea attivi fra il XVII e XVIII secolo: il fiorentino Vincenzo Dandini, il pesarese Simone Cantarini, i tedeschi Cristoforo Storer, Luca Sanz, Giovanni Schmidel; vanta il ciclo pittorico più consistente (36 tele) del bresciano Giacomo Ceruti detto il Pitochetto.
Molte le opere di artisti provenienti dal Veneto: G.Battista Lambranzi, Antonio Balestra, Paolo Zimengoli, Sante Prunati.
Tra gli scultori (in particolare per quanto riguarda le opere ligneee) che vi hanno lavorato sono da ricordare Andrea Fantoni, i Canaina e gli Hillepront.
Di notevole interesse il Museo di Arte Sacra, fondato nel 1929, che raccoglie arredi e opere artistiche di indubbio prestigio ed è nel suo genere fra i maggiori in Europa.
Il Museo ha anche sezioni tematiche dedicate allArte Tessile e ai Presepi.
Nellanno giubilare 2000 il Museo della Basilica di Gandino ha ospitato la grande esposizione Antiche Sete e Argenti dEuropa, che ha avuto risonanza a livello internazionale.
Il museo di Arte Sacra è uno dei più belli e completi d'Italia per i suoi ricchi paramenti e arazzi provenienti da pai paesi mitteleuropei. Importanti sono anche gli ori e gli argenti contenuti nel museo, uno su tutti un ostensorio tricuspidale del 1500 del peso di 13 kg, e un'altare in argento di ottima fattura tedesca e milanese.
Nel museo dei presepi sono presenti circa 220 rappresentazioi della natività provenienti du tutte le parti del mondo e tra questi c'è n'è anche uno regalato al Museo da S.S. Papa Giovanni Paolo II.
PALAZZI:
Ricchi palazzi del XVI-XVII secolo come Palazzo Giovanelli, Palazzo Radici. Convento dell SUore Orsoline di Gandino |
Gastronomia:
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Manifestazioni: Festa del Corpus Domini
È occasione per la tradizionale processione: la più solenne, la più bella, la più sentita dai fedeli e la più seguita dai numerosi turisti che ogni anno raggiungono il paese in questa ricorrenza.
Il percorso del corteo si presenta tutto addobbato con le «zandaline», festoni tesi da un lato allaltro della strada, dai colori diversi a seconda delle contrade; da ogni finestra pendono drappi e gli androni dei palazzi sono aperti per far mostra di altarini, statue e quadri sacri.
Ma ciò che più attira il visitatore sono le confraternite: ne sopravvivono ancora quattro (quella di San Giuseppe, della Madonna del Carmine, dellAddolorata e del Santissimo Sacramento); sfilano per le vie del paese con le loro variopinte divise (originalissima quella dei confratelli del Santissimo Sacramento), con i loro stendardi, i grandi crocifissi lignei, i lampioni processionali; il priore e il segretario portano bellissime ferule. Paggetti, bambini vestiti da angioletti vivacizzano il corteo, e poi canti e musica.
Per questa solennità, i sacerdoti vestono il paramento più ricco, solitamente esposto nel Museo della Basilica; si tratta di un broccato doro e dargento prodotto a Lione nel 1768.
Il baldacchino è uno splendido ganzo veneziano del primo settecento.
Lostensorio gotico è una vera rarità nella Bergamasca ed ha un grande significato storico: fu acquistato in Baviera nel 1527 dai mercanti gandinesi, quando raggiungevano quelle terre per vendere i loro pannilana. Oro, argento e sete simboleggiano luce e regalità proprie dellEucarestia. Dal 1701 fino alla seconda guerra mondiale, lungo le vie del percorso veniva creata una galleria di pannilana presi a prestito dai lanifici; liniziativa non era esente da fini pubblicitari: si riteneva portasse male non prestarli. Ecco una descrizione del 1938: «Quella buona popolazione, oltre a partecipare in forma pressoché totalitaria alla processione, mette a disposizione per il suo decoro tutto quello che è frutto del suo celebrato lavoro - i pannilana - e tutto quello che costituisce lornamento della sua casa. Alle primissime ore del mattino, dato uno sguardo alle stelle per assicurarsi del tempo, tutti i gandinesi affollano le strade, per iniziare un febbrile lavoro; le don
ne uniscono i teli presi a prestito dai lanifici e in poche ore viene formata una galleria di due chilometri. Il rosso porpora cede il posto al rosa pallido e la percallina sboccia tutti i suoi disegni, sgargianti pendono scendiletti, coperte damascate, trine, arazzi e poi quadri».
Le prime notizie della processione risalgono alla prima metà del Quattrocento.
Corsa delle Uove
La Corsa delle Uova, più propriamente definita in dialetto gandinese "Corsa de öf", è una manifestazione agonistico-folkloristica che si svolge dal 1931 e quindi nel 2004 compie 73 anni.
Si tratta di un'originale sfida che vede protagonisti due atleti.
Un concorrente deve percorrere di corsa nel minor tempo possibile il tratto Gandino -Fiorano Al Serio - Gandino per un totale di poco superiore ai 12 chilometri; contemporaneamente l'altro concorrente deve raccogliere una per una cento uova, poste ad un metro l'una dall'altra lungo via Dante, che collega la Fontana di Piazza Vittorio Veneto alla Chiesa di Santa Croce.
L'origine della manifestazione risiede sicuramente in una sorta di scommessa, che nel 1931 vide protagonisti Renzo Archetti e Giovanni Bonazzi.
Il primo, impegnato nel percorso a piedi verso Fiorano, si aggiudicò la prova.
Al contrario delle apparenze è favorito il concorrente impegnato nel percorso podistico, in quanto la distanza percorsa dal raccoglitore d'uova è sì inferiore (10.100 metri secondo calcoli matematici) ma molto più spezzettata e discontinua rispetto a quella del podista.
Ne deriva una gara estremamente incerta, spesso risolta all'ultimo metro oppure all'ultimo
uovo, seguita con grande passione dal pubblico che si assiepa in Piazza Vittorio Veneto e viene costantemente informato da apposite radio-staffette del Gruppo CB Valgandino dell'andamento della prova del podista.
Storicamente la manifestazione si svolge nella sera di antivigilia (venerdì) della prima domenica di luglio, solenne ricorrenza gandinese in onore dei SS. Martiri Patroni Quirino, Flaviano, Valentino e Ponziano.
Diversi i riferimenti precisi e tradizionali: il via viene deciso dal rintocco delle 20.30 dell'orologio del Palazzo Comunale, la partenza è designata dallo zampillo laterale della Fontana di Piazza Vittorio Veneto, il centesimo uovo si trova ad essere situato all'altezza del limite perimetrale della Chiesa di Santa Croce, fondata dalla Confraternita dei Disciplini e fra le più antiche di Gandino.
Dal 1979 l'Atalanta Club Valgandino organizza in prima persona la manifestazione folkloristica, ed in collaborazione con il Gruppo Alpini di Gandino realizza al termine della gara una grande sagra paesana, con la preparazione di enormi frittate, utilizzando naturalmente le uova protagoniste della competizione.
Esiste un apposito albo d'oro, redatto con rigidi criteri notarili, ove vengono riportati i risultati di ogni edizione, con tempi di gara ed eventuale numero di uova residue.
Nel 1999, in occasione del ventennale di fondazione dell'Atalanta Club Valgandino è stata posta in Piazza Vittorio Veneto una stele commemorativa, che indica l'esatto luogo di partenza della gara, a lato della Fontana di Piazza Vittorio Veneto.
Sempre nel 1999 le Poste Italiane hanno emesso uno speciale annullo filatelico commemorativo (obliterato a Gandino con apposito Ufficio Postale distaccato).
Nel corso dell'anno 2000 è stata realizzata la nuova pavimentazione di via Dante e sono stati incastonati fra le pietre i cubetti in marmo bianco numerati, che segnaleranno per sempre la posizione esatta per il collocamento delle cento uova.
Fiera di S. Giuseppe
Alla quarta domenica di Quaresima di ogni anno, si svolge a Gandino la Fiera di San Giuseppe, un evento che ha un forte richiamo in tutta la provincia e che occupa gran parte del territorio comunale con banchi di vendita ed esposizioni particolari.
Negli ultimi anni sono state allestite particolari aree a tema, dedicate per esempio alle esposizioni automobilistiche e agli hi-fi, oppure all'artigianato, con bellissime realizzazioni, in legno, vetro, carta, cera, pasta di sale e altro.
Lungo le vie dellintero centro storico sono disposti non meno di 200 banchi di vendita, cui si affiancano gli esercizi commerciali locali che per loccasione propongono particolari allestimenti.
Nella serata di vigilia della Fiera (al sabato) si svolge in paese il Tombolone, una serata a premi a scopo benefico che coinvolge grandi e piccini.
La Fiera di San Giuseppe dura lintera giornata, raccoglie migliaia di visitatori ogni anno e affonda le proprie radici nella storia.
Il 15 marzo 1802, durante la Repubblica Cisalpina, la Municipalità di Gandino così riferiva all'autorità superiore in una dettagliata relazione sulla situazione economica, sociale e amministrativa, del paese:
"Nel giovedì di ciascuna settimana si tiene un mercato già a secoli stabilito per la vendita dei panni ed altri articoli di lana. Con decreto dell'ex Veneto Senato 7 gennaio 1792 tale mercato fu esteso anche alle biade e al bestiame. I principali generi di contrattazione sono le pannine. Vi sono pure due fiere annuali, una nella settimana di San Giuseppe e unaltra il giorno dell'Assunta. Al mercato concorrono, per la maggior parte, i mercanti del distretto, facendovi condurre per smerciarle le loro pannine; inoltre diversi biavaroli della Valle Cavallina con le biave, gli abitanti del distretto e i malghesi con molte bestie. Tuttavia, in detto mercato non si smerciano tutti i prodotti lanieri di Gandino. Soltanto le fabbriche più piccole e scarseggianti di capitali vi ricorrono. I negozianti e fabbricatori di classe vendono quasi tutti i loro prodotti nei diversi paesi e città della Repubblica e all'estero, a lungo respiro di pagamento. Quelli che concorrono alla fiera
di San Giuseppe sono i soliti che girano con le loro merci nei diversi comuni del Dipartimento, alle solite epoche fissate dal costume".
A Gandino solo a partire dal 1518 si pose mano alla costruzione dell'oratorio di San Giuseppe, e bisogna attendere la fine del secolo, perché il nome dell'oscuro sposo di Maria incominci a interessare l'onomastica locale. La fiera di San Giuseppe non può quindi essere anteriore al secolo XVII. Ciò non significa che non si tenesse anche prima, con altro nome e diversa funzione. Tipologicamente essa rientra nella variegata fattispecie delle fiere di mezza quaresima. A differenza della fiera dell'Assunta che subì col tempo un progressivo declino, fino a scomparire del tutto, quella di San Giuseppe continuò a prosperare fino ai nostri giorni, attirando un numero sempre più crescente di visitatori e di venditori.
Orobie Cup - Mountain Bike
Da alcuni anni si ripete a Gandino una prova del circuito di Mountain Bike Orobie Cup, manifestazione fra le più prestigiose e seguite del settore.
Si tratta di una manifestazione ha trovato scenario ideale nella Conca del Farno, dove viene disegnato il percorso di gara.
La gara viene organizzata a livello tecnico dalla Ciclisti Amatori di Gandino.
Il quartiere tappa della gara, che è promossa a livello organizzativo dallAssociazione Amici del Monte Farno sarà situato presso la struttura della Colonia, il monumentale fabbricato acquisito dal Comune di Gandino sulla sommità del Farno. La gara gode del patrocinio della Comunità Montana Valle Seriana.
Pista di fondo della Montagnina
Nel corso della stagione invernale sono numerose le attività agonistiche che si svolgono sulla Pista di Fondo della Montagnina, anello omlogato da 7,5 chilometri che tecnicamente presenta aspetti di indubbio interesse.
Il comprensorio sciistico prevede inoltre quale punto di riferimento in quota il Rifugio Parafulmine, recentemente ristrutturato per mano della Comunità Montana e gestito dallo Sci Club Valgandino.
Fra le iniziative a livello agonistico ricordiamo il Memorial Luigi Salvatoni Alessandro Parolini, orginale staffetta fondo-slalom gigante che si disputa in febbraio. |