Pro Loco Gasperina
via R. Milano
88060 Gasperina (CZ)
Tel - 096748419
E-mail:
info@prolocogasperina.org


Presidente:
Maurizio Conforto

sito web

www.prolocogasperina.org

Posizione geografica:


collinare sul mar Ionio

Gasperina

altitudine 400 mt s.l.m.

 

Chi siamo

L’Ass. Pro Loco Gasperina da oltre otto anni promuove le tradizioni storiche della nostra città, organizzando manifestazioni e attività culturali. Iscriversi alla PRO LOCO di Gasperina significa:
- amare la propria terra e le sue tradizioni; - salvaguardare l’ambiente e promuovere il territorio; - scoprire la nostra storia e partecipare al folclore locale; - favorire gli incontri tra le persone e l’amicizia; - aiutare i giovani a riscoprire nuovi valori e a conservarli; - incentivare il patrimonio culturale, vivere meglio il tempo libero e sostenere il dialogo costruttivo.


Un po' di storia:

Non si hanno notizie certi sulla nascita del paese ma la si può datare intorno al VII - VIII secolo quando sorse come borgo sulle rovine di un castello nelle vicinanze di una chiesetta intitolata a San Nicola Arcivescovo di Mira, della quale si conservano testimonianze nel rione San Giuseppe.
Gasperina nasce ad opera di popolazioni rivierasche rifugiatesi in collina per sfuggire alle incursioni saracene che venivano dal mare. Per avere le prime notizie certe bisogna risalire all ' XI secolo, epoca in cui il Conte Ruggero, affascinato dalla forte personalità di San Brunone di Colonia, indusse questi a costruire l'eremo di Santo Stefano del Bosco, dotandolo di alcune donazioni, tra cui il casale di Gasperina.Questa donazione è storicamente provata nella Carta dell'assedio di Capua (1096).In seguito a tale donazione San Brunone fondò a Gasperina la Parrocchia di San Nicola di Mira, nucleo originario del paese.
Alla morte di San Brunone successe il Beato Lanuino al cui ingegno si deve la realizzazione del monastero di San Giacomo, detto anche "Grancia di Sant'Anna". Gasperina trasse giovamento dalla presenza di tale fondazione acquisendo in breve tempo giurisdizione su numerose comunità limitrofe.La storia di Gasperina rimase per molti secoli legata a quella dell'ordine di San Brunone, poiché le disposizioni del Conte Ruggero furono rinnovate da Carlo d'Asburgo e Carlo II di Spagna. Fu per merito del conte Ruggero se Gasperina ora ha un nome. Infatti fu il conte a dare il primo nome alla collina che la chiamò GASPARA in ricordo della nipote che aveva proprio questo nome. Poi gli abitanti della collina lo modificarono chiamandola Gasperina in ricordo del conte Ruggero e della nipote.
Lo stemma di Gasperina è rappresentato da una giovinetta posta su tre vette che porta in mano una palma e una spada. Il gonfalone ha la stessa figura disegnata tra due stoffe: una gialla e l'altra blu.Nel 1497 finisce sotto la giurisdizione di Squillace guidata da don Gofredo Borgia, della stessa casata di Papa Alessandro VI, sposo di Lancia figlia del re Alfonso II.Tuttavia, nel 1605, alla morte di don Pietro Borgia, i casali di Gasperina e Montauro si staccano dal vecchio Principato di Squillace e rientrano nel possesso dei Certosini di S. Stefano del Bosco per rimanervi sino al 1783, allorquando, un terremoto ben più violento di quello del 1755, ridusse il Monastero di S. Giacomo in un cumulo di rovine, tuttora visibili, costringendo i Frati che lo abitavano a trovare rifugio a Napoli.Fu così che l'immensa proprietà del Monastero, nel 1807, venne incamerata dal Governo dell'epoca ed in seguito, nel 1819, ceduta a vari acquirenti.Nel 1807 i francesi fecero di Gasperina un capoluogo di governo e rimase tale anche quando la Calabria venne organizzata in tre provincie. Verso il 1860 un personaggio molto importante si fermò per un giorno a Gasperina durante la spedizione dei Mille: Garibaldi. Il noto generale delle truppe italiane dormì per una notte in una casa, che ancora non è stata distrutta dal tempo, e il mattino dopo ripartì per Napoli. Come testimonianza ancor oggi nella casa in cui alloggiò c'è il letto su cui dormì e la tazza dove il mattino dopo bevve il caffè.

 


 

 

Manifestazioni, sagre, feste:

E...state a Gasperina: dal 28 Luglio al 25 agosto
sagre mostre spettacoli

Natale a Gasperina

Festa degli alberi - 21 Marzo

Il Folklore:

Le attività folcloristiche sono legate prevalentemente ai festeggiamenti in onore del patrono Sant'Innocenzo martire (5 e 6 Agosto) e di Maria S.S. dei Termini (14 e 15 Agosto).E' proprio il mese d'Agosto a caratterizzare l’evento ”E…state a Gasperina " organizzata dalla Pro loco in collaborazione con le varie associazioni del paese si dà vita a numerose manifestazioni: giochi popolari (A 'NTINNA, U CATU, A PIGNATA, A CORDA, U SACCU, A FRESSURA), serate danzanti, mostre eno-gastronomiche e di artigianato e vari concerti di artisti di tiratura nazionale. Da non perdere, durante le festività natalizie, il suggestivo Presepe Vivente rappresentato nel centro storico del paese e i "Luminari di San Nicola" durante i quali ai crocevia più caratteristici del paese vengono accesi scoppiettanti falò mentre le botteghe vengono illuminate da antiche torce e le signore più anziane servono calde e fragranti "zzippuli cu ‘a sarda".
Particolarmente suggestiva è la processione religiosa della Madonna dei Termini: sull'imbrunire del 14 Agosto, vigilia della festa, il popolo si riversa verso la chiesa di Termini e preleva la statua della vergine, che posta su un pittoresco carro trainato da buoi viene accompagnata dai fedeli, con una suggestiva fiaccolata, nella chiesa matrice.


Da vedere

La "Grancia di Sant’Anna"
Come tutto il territorio calabrese, anche Gasperina ha subito numerosi danni dal sisma del 1783 che ha cancellato moltissime testimonianze storico - architettoniche. Rimangono in ogni modo visibili i ruderi della "GRANCIA DI SANT'ANNA" che sorse sulla sommità di una collina a 350 m. sul livello del mare. La grancia, dipendenza della Certosa di Serra San Bruno, fu inizialmente dedicata a San Giacomo e successivamente tra il XII e XV secolo venne dedicata a Sant’Anna.

Essa divenne centro di vita religiosa, sede d’incontri, di traffici commerciali, organizzazioni artigianali, di calligrafi e di sostegno dei poveri.

I monaci costruirono questa grancia con quattro torri d’osservazione ai quattro lati, indispensabili per scorgere un eventuale sbarco dei temuti Saraceni.
Una descrizione del monastero del 1693 lo presenta come una cittadella chiusa di mura con ponte levatoio e porta di ferro. Esternamente l'edificio ha le caratteristiche di un complesso fortificato a pianta rettangolare, con quattro TORRI QUADRANGOLARI. Attualmente rimane parte del recinto esterno con il monumentale portone in conci di granito, mentre la parte interna è crollata.

Di particolare interesse sono, inoltre, i numerosi PORTALI in pietra granitica opera delle maestranze locali del XVII-XVIII secolo.

CHIESA DI S. NICOLA V.
Di particolare interesse è la chiesa di San Nicola Vescovo in Piazza E. Fermi, del 1500. Essa ha tre navate, con 12 colonne ottagonali in granito, opera di valenti maestranze locali, arricchita da un grandioso ALTARE BAROCCO del '500 e 6 altari laterali di cui quattro del '600 di Scuola Napoletana.
E' certo che la Chiesa di S. Nicola Vescovo di Bari, situata in piazza Enrico Fermi è stata costruita non dopo il 1500.
Il suolo è stato messo a disposizione della benemerita famiglia Spadea.
Entro la Chiesa vi esisteva la Cappella di S. Giovanni Battista, che aveva la porta di ingresso dove fu poi disegnato il coro.
Ora parte di essa è cappella del Sacro Cuore e parte di ingresso di servizio.
Sono state costruite Cappelle per altari fatti con finissimi marmi: Maria SS. Del Rosario, del Purgatorio, di S. Innocenzo M., dell'Addolorata.
Sull'altare del Rosario vi sono queste iscrizioni: Fundata 1608 - De novo creta 1750; sull'altare di S. Innocenzo: Gloria et honor coronasti eum - anno Domini 1740; l'altare maggiore, vero gioiello d'arte barocca, porta la data del 1696.
Le tre campane portano la medesima data di fusione 1686 ed "Opus Josephi Neapolitani regy fundatoria faciebat". Sulla campana più piccola vi è inciso: "Verbum Caro factum est- Venite fily audite me- obedite praeposits vestris quia coram Christo Judice testis ero. A. D. MDCLXXXVI.
La stessa chiesa conserva diverse date: sul portale: A.D. 1652; sui muri: a Nord 1640; a Ovest A.D. 1861; sui gradi 1666.

La chiesa fu benedetta dal Priore di Serra S. Bruno, e poi, in un secondo tempo fu consacrata dal vescovo di Nicastro D. Francesco Loiero, nativo di badolato, l'8/12/1732, come risulta dalla iscrizione dalla lapide, posta nella medesima chiesa.
D.O. M.
Templum hoc vetustioribus et multis ante tempestatibus D. Nicolai Myrensis Archiopi Tit.nuncupatum nec uno auspicio exsimium solemni sacro X february indicto, Illmus as R. Dmus D. Fran. Maria Loierus Epus Neocastren die VIII decembry salutis reparatae anno Dni MDCCXXXII civium voto et pensis praestantissimo quam consecravit.

Il 14 gennaio 1745 il sacerdote don Giuseppe Spadea, Vicario e Curato, e sua sorella D. Anna hanno fatto donazione alla comuneria di Gasperina,
composta di 24 sacerdoti, delle seguenti terre: Giardino, Caccavari, Godino, Marafaccioli, Giannello, Lipicello, Scinia, più un frantoio ed alcune stanze.
Dopo il terremoto 1783, la chiesa parrocchiale venne chiusa per tre anni; le campane furono scese dalla torre campanaria per alleggerire il peso. La più grande venne legata al famoso "pino" in fondo a via Marconi. Le funzioni vennero ufficiate in una baracca nel fondo di Megali.
La Chiesa ha tre navate, quelle laterali contengono varie cappelle, S: Antonio di Padova, S. Francesco di Paola, il Purgatorio, il Rosario e di fronte vi è la Cappella del Sacro Cuore, fatta costruire dall'Arciprete don N. Paparo; nell'altra Navata vi sono: il nuovo Battistero, costruito dal medesimo Arciprete, S. Nicola di Bari, l'Addolorata, S. Innocenzo Martire, protettore di Gasperina, e di fronte l'Immacolata.
La navata centrale è sorretta da 12 pilastri in pietra, che sostengono le arcate composte di pietra di intaglio, che l'artista Carmelo La Sorte, nel 1895, rivestì di stucco, che per quanto finissimo e pregevole andrebbe rimosso.
Le statue tutte in legno, eccetto quella di S. Antonio, appartengono all'artigianato serrese del settecento. Forse le statue di S. Nicola e di S: Gregorio Taumaturgo sono secentesche e provengono da Lucca, come S. Biagio della Matrice di S. Bruno.
Pregevoli sono inoltre il CORO e il PULPITO di stile barocco della Scuola Napoletana di Cosimo Fanzago.
La chiesa con portale in pietra, ha sulla facciata una torre con campane del 1600 e un orologio che batte le ore e i quarti.
Il massiccio portone è opera dell'eccellente artigiano Raffaele Cilurzo, che l'ha costruito nel 1930, su incarico dell'arciprete dott. Giovanni Jannoni. Per iniziativa di don Giuseppe Jannone è stato costruito a Serra S. Bruno su un modello antico, nel 1895, il famoso tronetto di S. Innocenzo.
La comuneria era stata istituita con regio decreto nel 1600.
La parrocchia di Gasperina è passata alla diocesi di Squillace dopo che G. Murat soppresse le Prelature Nullius della Certosa, ossia nel 1808; il primo arciprete fu don Giuseppe Procopio, che morì il 19/08/1861 all'età di anno 78.
I registri parrocchiali portano la data del 1640. Vi è l'elenco di 167 sacerdoti deceduti a Gasperina e di altri 12 deceduti fuori del paese.
La chiesa è stata restaurata dal zelante arciprete don Nicola Paparo, fondatore con Mons. Giovanni Apa e con il can. Don Giovanni Capellupo, della Casa di Carità erette presso il Santuario di Maria SS. Dei Termini, nel dopoguerra, quando ancora era solo la Chiesa a doversi interessare dei diseredati.
Ultimamente sono stati restaurati due altari: quello di S. Innocenzo a cura della commissione per le feste patronali, e quello del Rosario in memoria di Giovani celia Magno, che ha lasciato i suoi beni a Giuseppe Carchidi con l'incarico di spenderli per i bisogni materiali della Parrocchia.
Angelo Macrina ha fatto costruire n. 30 banchi che rendono maggiormente decoroso il luogo sacro.
Il 28 Novembre 1974, sono stati traslati i resti mortali di don Francesco Antonio Caruso, morto in concetto di santità, dalla Cappella dei Sacerdoti alla chiesa Matrice, dove S. E. Mons. Giuseppe Pullano ha eretto a sue spese un artistico monumento sepolcrale.

CHIESA SANTA CATERINA V. M.
Se accettiamo le notizie trasmesse oralmente e la convalida di esse da parte del sacerdote don Raffaele Procopio, autore di una monografia su Gasperina, dobbiamo ritenere che il rione S. Giuseppe è la località più antica dell'abitato.
Al centro di esso vi sorgeva una chiesa intitolata a S. Nicola di Mira, officiata da un Vicario del Priore della Certosa di S. Stefano del Bosco, da cui dipendevano spiritualmente e civilmente le circa trenta famiglie esistenti a Gasperina agli inizi del IX secolo.
Di essa non resta nulla all'infuori del ricordo della sua ubicazione e di pochi ruderi. Il resto andò completamente perduto. Ciò ch'è grave è che nessuno oggi ha pensato a custodire un monumento storico così prezioso.
Nello stesso secolo, grazie alla prodigiosa attività dei monaci del monastero di Sant'Anna, per l'aumento della popolazione si richiese l'edificazione di una nuova e più ampia chiesa.

Il Priore del Cenobio di Serra S. Bruno ne diede il permesso, e, nel nuovo centro dell'abitato, è stato eretto un fulgido tempio dedicato a S. Caterina d'Alessandria, della cui Santa si conserva una scultura in lignea Cristo morto "A NACA".

MADONNA DEI TERMINI
Interessante è la chiesetta dedicata alla Madonna dei Termini, della cui edificazione non si hanno notizie certe ma costruita sicuramente su un vecchio rudere a forma di torre. Il titolo di "Termini" sta ad indicare il termine della giurisdizione della Certosa di Serra San Bruno.
Verso il 1800 nel mar Jonio venne trovata una statua della Madonna, tutti gli abitanti dei paesi vicini volevano metterla nella propria chiesa e per ridare la calma e la tranquillità e per evitare inutili guerre si decise di mettere la statua su un carro tirato da due buoi: "dove i buoi si fermeranno li sarà costruito un piccolo santuario come dimora eterna per la statua." Così stabilirono: i buoi salirono lungo la ripida e piccola strada che percorreva la collina e si fermarono proprio alla periferia di Gasperina dove venne costruito il santuario della "Madonna di Termini". Era un evento molto importante per gli abitanti del paese e quel giorno si fece una grande festa e la statua venne portata in tutte le strade del paese, venne costruito un piccolo santuario e su una colonna venne posta la statua della Madonna. Oggi si può ancora ammirare il santuario della "Madonna di Termini". La chiesetta sorge sul colle di Santa Maria dal quale si distende uno dei PANORAMI più belli della Calabria che va da Punta Stilo a Capo Colonna.

Altre chiese da visitare sono: la Chiesa di San Giuseppe del 1745 e la Chiesa di Sant'Anna.

Interessante da vedere in contrada Melitì, nome di derivazione greca,
una torre di avvistamento medioevale e un antico arco dei quali si conservano preziose testimonianze.

Gastronomia:

Pipi e Patati; scilatelle; formaggio Pecorino; salami; vino bianco e rosso

 

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