Un
po' di storia:
Non
si hanno notizie certi sulla nascita del paese ma la si può datare
intorno al VII - VIII secolo quando sorse come borgo sulle rovine di un
castello nelle vicinanze di una chiesetta intitolata a San Nicola Arcivescovo
di Mira, della quale si conservano testimonianze nel rione San Giuseppe.
Gasperina nasce ad opera di popolazioni rivierasche rifugiatesi in collina
per sfuggire alle incursioni saracene che venivano dal mare. Per avere
le prime notizie certe bisogna risalire all ' XI secolo, epoca in cui
il Conte Ruggero, affascinato dalla forte personalità di San Brunone
di Colonia, indusse questi a costruire l'eremo di Santo Stefano del Bosco,
dotandolo di alcune donazioni, tra cui il casale di Gasperina.Questa donazione
è storicamente provata nella Carta dell'assedio di Capua (1096).In
seguito a tale donazione San Brunone fondò a Gasperina la Parrocchia
di San Nicola di Mira, nucleo originario del paese.
Alla morte di San Brunone successe il Beato Lanuino al cui ingegno si
deve la realizzazione del monastero di San Giacomo, detto anche "Grancia
di Sant'Anna". Gasperina trasse giovamento dalla presenza di tale
fondazione acquisendo in breve tempo giurisdizione su numerose comunità
limitrofe.La storia di Gasperina rimase per molti secoli legata a quella
dell'ordine di San Brunone, poiché le disposizioni del Conte Ruggero
furono rinnovate da Carlo d'Asburgo e Carlo II di Spagna. Fu per merito
del conte Ruggero se Gasperina ora ha un nome. Infatti fu il conte a dare
il primo nome alla collina che la chiamò GASPARA in ricordo della
nipote che aveva proprio questo nome. Poi gli abitanti della collina lo
modificarono chiamandola Gasperina in ricordo del conte Ruggero e della
nipote.
Lo stemma di Gasperina è rappresentato da una giovinetta posta
su tre vette che porta in mano una palma e una spada. Il gonfalone ha
la stessa figura disegnata tra due stoffe: una gialla e l'altra blu.Nel
1497 finisce sotto la giurisdizione di Squillace guidata da don Gofredo
Borgia, della stessa casata di Papa Alessandro VI, sposo di Lancia figlia
del re Alfonso II.Tuttavia, nel 1605, alla morte di don Pietro Borgia,
i casali di Gasperina e Montauro si staccano dal vecchio Principato di
Squillace e rientrano nel possesso dei Certosini di S. Stefano del Bosco
per rimanervi sino al 1783, allorquando, un terremoto ben più violento
di quello del 1755, ridusse il Monastero di S. Giacomo in un cumulo di
rovine, tuttora visibili, costringendo i Frati che lo abitavano a trovare
rifugio a Napoli.Fu così che l'immensa proprietà del Monastero,
nel 1807, venne incamerata dal Governo dell'epoca ed in seguito, nel 1819,
ceduta a vari acquirenti.Nel 1807 i francesi fecero di Gasperina un capoluogo
di governo e rimase tale anche quando la Calabria venne organizzata in
tre provincie. Verso il 1860 un personaggio molto importante si fermò
per un giorno a Gasperina durante la spedizione dei Mille: Garibaldi.
Il noto generale delle truppe italiane dormì per una notte in una
casa, che ancora non è stata distrutta dal tempo, e il mattino
dopo ripartì per Napoli. Come testimonianza ancor oggi nella casa
in cui alloggiò c'è il letto su cui dormì e la tazza
dove il mattino dopo bevve il caffè.
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Manifestazioni,
sagre, feste:
E...state
a Gasperina:
dal 28 Luglio al 25 agosto
sagre mostre spettacoli
Natale
a Gasperina
Festa
degli alberi - 21 Marzo
Il
Folklore:
Le
attività folcloristiche sono legate prevalentemente ai festeggiamenti
in onore del patrono Sant'Innocenzo martire (5 e 6 Agosto) e di Maria
S.S. dei Termini (14 e 15 Agosto).E' proprio il mese d'Agosto a caratterizzare
l’evento ”E…state a Gasperina " organizzata dalla
Pro loco in collaborazione con le varie associazioni del paese si dà
vita a numerose manifestazioni: giochi popolari (A 'NTINNA, U CATU, A
PIGNATA, A CORDA, U SACCU, A FRESSURA), serate danzanti, mostre eno-gastronomiche
e di artigianato e vari concerti di artisti di tiratura nazionale. Da
non perdere, durante le festività natalizie, il suggestivo Presepe
Vivente rappresentato nel centro storico del paese e i "Luminari
di San Nicola" durante i quali ai crocevia più caratteristici
del paese vengono accesi scoppiettanti falò mentre le botteghe
vengono illuminate da antiche torce e le signore più anziane servono
calde e fragranti "zzippuli cu ‘a sarda".
Particolarmente suggestiva è la processione religiosa della Madonna
dei Termini: sull'imbrunire del 14 Agosto, vigilia della festa, il popolo
si riversa verso la chiesa di Termini e preleva la statua della vergine,
che posta su un pittoresco carro trainato da buoi viene accompagnata dai
fedeli, con una suggestiva fiaccolata, nella chiesa matrice.
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Da
vedere
La "Grancia
di Sant’Anna"
Come tutto il territorio calabrese, anche Gasperina ha subito numerosi
danni dal sisma del 1783 che ha cancellato moltissime testimonianze
storico - architettoniche. Rimangono in ogni modo visibili i ruderi
della "GRANCIA DI SANT'ANNA" che sorse sulla sommità
di una collina a 350 m. sul livello del mare. La grancia, dipendenza
della Certosa di Serra San Bruno, fu inizialmente dedicata a San Giacomo
e successivamente tra il XII e XV secolo venne dedicata a Sant’Anna.
Essa
divenne centro di vita religiosa, sede d’incontri, di traffici commerciali,
organizzazioni artigianali, di calligrafi e di sostegno dei poveri.
I
monaci costruirono questa grancia con quattro torri d’osservazione
ai quattro lati, indispensabili per scorgere un eventuale sbarco dei temuti
Saraceni.
Una descrizione del monastero del 1693 lo presenta come una cittadella
chiusa di mura con ponte levatoio e porta di ferro. Esternamente l'edificio
ha le caratteristiche di un complesso fortificato a pianta rettangolare,
con quattro TORRI QUADRANGOLARI. Attualmente rimane parte del recinto
esterno con il monumentale portone in conci di granito, mentre la parte
interna è crollata.
Di
particolare interesse sono, inoltre, i numerosi PORTALI in pietra granitica
opera delle maestranze locali del XVII-XVIII secolo.
CHIESA DI S. NICOLA V.
Di particolare interesse è la chiesa di San Nicola Vescovo
in Piazza E. Fermi, del 1500. Essa ha tre navate, con 12 colonne ottagonali
in granito, opera di valenti maestranze locali, arricchita da un grandioso
ALTARE BAROCCO del '500 e 6 altari laterali di cui quattro del '600 di
Scuola Napoletana.
E' certo che la Chiesa di S. Nicola Vescovo di Bari, situata in piazza
Enrico Fermi è stata costruita non dopo il 1500.
Il suolo è stato messo a disposizione della benemerita famiglia
Spadea.
Entro la Chiesa vi esisteva la Cappella di S. Giovanni Battista, che aveva
la porta di ingresso dove fu poi disegnato il coro.
Ora parte di essa è cappella del Sacro Cuore e parte di ingresso
di servizio.
Sono state costruite Cappelle per altari fatti con finissimi marmi: Maria
SS. Del Rosario, del Purgatorio, di S. Innocenzo M., dell'Addolorata.
Sull'altare del Rosario vi sono queste iscrizioni: Fundata 1608 - De novo
creta 1750; sull'altare di S. Innocenzo: Gloria et honor coronasti eum
- anno Domini 1740; l'altare maggiore, vero gioiello d'arte barocca, porta
la data del 1696.
Le tre campane portano la medesima data di fusione 1686 ed "Opus
Josephi Neapolitani regy fundatoria faciebat". Sulla campana più
piccola vi è inciso: "Verbum Caro factum est- Venite fily
audite me- obedite praeposits vestris quia coram Christo Judice testis
ero. A. D. MDCLXXXVI.
La stessa chiesa conserva diverse date: sul portale: A.D. 1652; sui muri:
a Nord 1640; a Ovest A.D. 1861; sui gradi 1666.
La
chiesa fu benedetta dal Priore di Serra S. Bruno, e poi, in un secondo
tempo fu consacrata dal vescovo di Nicastro D. Francesco Loiero, nativo
di badolato, l'8/12/1732, come risulta dalla iscrizione dalla lapide,
posta nella medesima chiesa.
D.O. M.
Templum hoc vetustioribus et multis ante tempestatibus D. Nicolai Myrensis
Archiopi Tit.nuncupatum nec uno auspicio exsimium solemni sacro X february
indicto, Illmus as R. Dmus D. Fran. Maria Loierus Epus Neocastren die
VIII decembry salutis reparatae anno Dni MDCCXXXII civium voto et pensis
praestantissimo quam consecravit.
Il
14 gennaio 1745 il sacerdote don Giuseppe Spadea, Vicario e Curato, e
sua sorella D. Anna hanno fatto donazione alla comuneria di Gasperina,
composta di 24 sacerdoti, delle seguenti terre: Giardino, Caccavari, Godino,
Marafaccioli, Giannello, Lipicello, Scinia, più un frantoio ed
alcune stanze.
Dopo il terremoto 1783, la chiesa parrocchiale venne chiusa per tre anni;
le campane furono scese dalla torre campanaria per alleggerire il peso.
La più grande venne legata al famoso "pino" in fondo
a via Marconi. Le funzioni vennero ufficiate in una baracca nel fondo
di Megali.
La Chiesa ha tre navate, quelle laterali contengono varie cappelle, S:
Antonio di Padova, S. Francesco di Paola, il Purgatorio, il Rosario e
di fronte vi è la Cappella del Sacro Cuore, fatta costruire dall'Arciprete
don N. Paparo; nell'altra Navata vi sono: il nuovo Battistero, costruito
dal medesimo Arciprete, S. Nicola di Bari, l'Addolorata, S. Innocenzo
Martire, protettore di Gasperina, e di fronte l'Immacolata.
La navata centrale è sorretta da 12 pilastri in pietra, che sostengono
le arcate composte di pietra di intaglio, che l'artista Carmelo La Sorte,
nel 1895, rivestì di stucco, che per quanto finissimo e pregevole
andrebbe rimosso.
Le statue tutte in legno, eccetto quella di S. Antonio, appartengono all'artigianato
serrese del settecento. Forse le statue di S. Nicola e di S: Gregorio
Taumaturgo sono secentesche e provengono da Lucca, come S. Biagio della
Matrice di S. Bruno.
Pregevoli sono inoltre il CORO e il PULPITO di stile barocco della Scuola
Napoletana di Cosimo Fanzago.
La chiesa con portale in pietra, ha sulla facciata una torre con campane
del 1600 e un orologio che batte le ore e i quarti.
Il massiccio portone è opera dell'eccellente artigiano Raffaele
Cilurzo, che l'ha costruito nel 1930, su incarico dell'arciprete dott.
Giovanni Jannoni. Per iniziativa di don Giuseppe Jannone è stato
costruito a Serra S. Bruno su un modello antico, nel 1895, il famoso tronetto
di S. Innocenzo.
La comuneria era stata istituita con regio decreto nel 1600.
La parrocchia di Gasperina è passata alla diocesi di Squillace
dopo che G. Murat soppresse le Prelature Nullius della Certosa, ossia
nel 1808; il primo arciprete fu don Giuseppe Procopio, che morì
il 19/08/1861 all'età di anno 78.
I registri parrocchiali portano la data del 1640. Vi è l'elenco
di 167 sacerdoti deceduti a Gasperina e di altri 12 deceduti fuori del
paese.
La chiesa è stata restaurata dal zelante arciprete don Nicola Paparo,
fondatore con Mons. Giovanni Apa e con il can. Don Giovanni Capellupo,
della Casa di Carità erette presso il Santuario di Maria SS. Dei
Termini, nel dopoguerra, quando ancora era solo la Chiesa a doversi interessare
dei diseredati.
Ultimamente sono stati restaurati due altari: quello di S. Innocenzo a
cura della commissione per le feste patronali, e quello del Rosario in
memoria di Giovani celia Magno, che ha lasciato i suoi beni a Giuseppe
Carchidi con l'incarico di spenderli per i bisogni materiali della Parrocchia.
Angelo Macrina ha fatto costruire n. 30 banchi che rendono maggiormente
decoroso il luogo sacro.
Il 28 Novembre 1974, sono stati traslati i resti mortali di don Francesco
Antonio Caruso, morto in concetto di santità, dalla Cappella dei
Sacerdoti alla chiesa Matrice, dove S. E. Mons. Giuseppe Pullano ha eretto
a sue spese un artistico monumento sepolcrale.
CHIESA
SANTA CATERINA V. M.
Se accettiamo le notizie trasmesse oralmente e la convalida di esse da
parte del sacerdote don Raffaele Procopio, autore di una monografia su
Gasperina, dobbiamo ritenere che il rione S. Giuseppe è la località
più antica dell'abitato.
Al centro di esso vi sorgeva una chiesa intitolata a S. Nicola di Mira,
officiata da un Vicario del Priore della Certosa di S. Stefano del Bosco,
da cui dipendevano spiritualmente e civilmente le circa trenta famiglie
esistenti a Gasperina agli inizi del IX secolo.
Di essa non resta nulla all'infuori del ricordo della sua ubicazione e
di pochi ruderi. Il resto andò completamente perduto. Ciò
ch'è grave è che nessuno oggi ha pensato a custodire un
monumento storico così prezioso.
Nello stesso secolo, grazie alla prodigiosa attività dei monaci
del monastero di Sant'Anna, per l'aumento della popolazione si richiese
l'edificazione di una nuova e più ampia chiesa.
Il
Priore del Cenobio di Serra S. Bruno ne diede il permesso, e, nel nuovo
centro dell'abitato, è stato eretto un fulgido tempio dedicato
a S. Caterina d'Alessandria, della cui Santa si conserva una scultura
in lignea Cristo morto "A NACA".
MADONNA DEI TERMINI
Interessante è la chiesetta dedicata alla Madonna dei Termini,
della cui edificazione non si hanno notizie certe ma costruita sicuramente
su un vecchio rudere a forma di torre. Il titolo di "Termini"
sta ad indicare il termine della giurisdizione della Certosa di Serra
San Bruno.
Verso il 1800 nel mar Jonio venne trovata una statua della Madonna, tutti
gli abitanti dei paesi vicini volevano metterla nella propria chiesa e
per ridare la calma e la tranquillità e per evitare inutili guerre
si decise di mettere la statua su un carro tirato da due buoi: "dove
i buoi si fermeranno li sarà costruito un piccolo santuario come
dimora eterna per la statua." Così stabilirono: i buoi salirono
lungo la ripida e piccola strada che percorreva la collina e si fermarono
proprio alla periferia di Gasperina dove venne costruito il santuario
della "Madonna di Termini". Era un evento molto importante per
gli abitanti del paese e quel giorno si fece una grande festa e la statua
venne portata in tutte le strade del paese, venne costruito un piccolo
santuario e su una colonna venne posta la statua della Madonna. Oggi si
può ancora ammirare il santuario della "Madonna di Termini".
La chiesetta sorge sul colle di Santa Maria dal quale si distende uno
dei PANORAMI più belli della Calabria che va da Punta Stilo a Capo
Colonna.
Altre
chiese da visitare sono: la Chiesa di San Giuseppe del
1745 e la Chiesa di Sant'Anna.
Interessante
da vedere in contrada Melitì, nome di derivazione greca,
una torre di avvistamento medioevale e un antico arco
dei quali si conservano preziose testimonianze.
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