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Loco Maddaloni
P.zza MATTEOTTI 81024, Caserta - Recapiti telefonici, fax, e-mail, sito internet 03355693584 (Presidente) 03394537465(Consigliere) 03471081362(Segretario)
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Presidente: Giuseppe de Lucia
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Posizione geografica: Con 38.500 abitanti è uno dei centri abitati più popolosi della provincia di Caserta, dalla quale dista appena 7 Km. Posta a 73 metri d'altezza lungo il tracciato della Via Consolare Appia (Strada Statale 7) La punta più alta del territorio è segnata dal monte dedicato al Santo patrono, l'Arcangelo Michele, sulla cui vetta è l'eremo allo stesso dedicato. |
Maddaloni
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| Da
vedere:
vedi "Cenni Storici" |
Prodotti
Tipici:
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Manifestazioni, sagre, feste: | |
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Panorama di Maddaloni Diverse sono le festività maddalonesi, un tempo caratterizzanti i due quartieri (quello dell'Oliveto e quello della Pescara) ad oggi delle più ne è rimasto solo il ricordo o la 'ripresentazione' ad opera di persone 'volenterose'. Quella che, nonostante stia perdendo l'originalità primitiva, riesce a caratterizzare buona parte della comunità è la festività, duplice, del santo patrono. San Michele è ricordato in due momenti dell'anno: l'8 maggio ed il 29 settembre. Nella prima occasione, ricordo dell'apparizione al Gargano, si svolgono delle attività sul monte; mentre per la seconda data, festa della dedicazione, i festeggiamenti per almeno una settimana coinvolgono la comunità in città. Legata alla figura del santo patrono è anche la sagra del carciofo paesano (altre sagre come quella delle patate novelle sono caratteristiche solo di una parte del territorio anche se riescono a coinvolgerlo a pieno). Già gli storici ottocenteschi hanno avuto modo di associare la coltura e la preparazione di questo frutto in rapporto al ringraziamento per la protezione da porgere al santo. Non a caso la fioritura e raccolta del prodotto solitamente sia ha nel periodo prossimo alla festività dell'apparizione. Il mondo artistico è un altro 'fulcro della nostra comunità' già dal cinquecento botteghe i cui maestri erano maddalonesi di maddalonesi erano diffuse in tutto il Paese: basti pensare a Pompeo Landolfo ( genero del grande artista napoletano G.B. Lama). Nei tempi più a noi vicini poi questa predilezione artistica non è venuta meno, anche con gallerie d'arte (al momento esiste ed è molta attiva quella denominata 'Il Castello' fondata e diretta da Angelo Pagliaro. Oltre agli artisti locali la cui fama si sta diffondendo a macchia d'olio va segnalato uno già da anni all'attenzione della critica europea e non solo: Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, tra l'altro fondatore di movimenti artistici e figura, per antonomasia, di riferimento in Terra di Lavoro. Arte e scenografia poi trova da qualche anno la sua essenza in un altro giovane maddalonese, Michele Letizia, che porta la nostra 'realtà' oltre regione, cosa che fa anche l'Associazione Musicale 'Aniello Barchetta', con il coinvolgimento di artisti di fama anche mondiale, diretta dal Antonio Barchetta. Per chiudere il discorso relativamente alle mostre va ricordato che la nostra città è stata per più volte teatro della mostra internazionale di arte contemporanea dedicata a Franco Imposimato, che ha portato in loco personalità di rilievo mondiale. Maddaloni, inoltre, con testimonianze - documentazioni del XIV secolo è caratterizzata dalla produzione anche di lavorazione - decorazione lignea, nella produzione di ceramiche e maioliche (per volere di Carlo III le aziende maddalonesi dovettero trasferirsi in Caserta per far nascere la 'fornace di via San Carlo' per l'arredo delle costruzione reali) e tant'altro ancora. |
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La città di Maddaloni è considerata, come si legge in una relazione del XVIII secolo, 'nobilissimo feudo di un ramo parzialissimo sempre del Re nostro Signore della casa Carafa, che da più generazione reputasi la più liberale e la più magnifica di quante fossero in Napoli'. La stessa infatti, prima duchea e poi contea, con l'appartenenza alla famiglia Carafa ha acquisito un ruolo centrale in tutta la storia del Mezzogiorno d'Italia. Memore già della presenza della città sepolta 'Calatia' (che dall'VIII a.C. era esistente sul territorio, e sita sull'antica Appia, fintantoché il borgo non iniziasse a prendere vita alle pendici della montagna cittadina) la nostra comunità è depositaria di una storia invidiabile. Sarà in Maddaloni che l'8 aprile 1734 don Carlos di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna, poi Carlo III delle Due Sicilie, accogliere gli eletti di Napoli venutisi a sottomettersi al suo Volere. Sarà, però, anche Maddaloni ad ospitare la disfatta dell'esercito Borbonico per mano dei Garibaldini guidati da Bixio con il cui evento sarà decretata la fine del Regno di Napoli e Sicilia. La presenza sul territorio di monumenti (laddove per monumenti s'intende anche le chiese) è notevole: la nostra città nel secolo passato era detta 'delle quaranta chiese'. I primi documenti d'archivio che ci informano di chiese, ancora esistenti, sul territorio risalgono all'VIII d.C., e comunque Maddaloni era sede Vescovile: Diocesi di Calatia, poi passata a Casa Hirta, per diventare l'attuale Diocesi di Caserta. Tra le chiese antiche vanno citate: Sant'Aniello, San Martino, San Benedetto, San Pietro, Santa Margherita, Chiesa di Montevergine e San Luca. Quelle di rilevanza architettonica-artistica ma di tempi più moderni sono: Chiesa dell'Annunziata (opere del fiorentino Giovanni Calducci), Di Sant'Antonio (Altare marmoreo prototipo del roccoco) , e del SS. Corpo di Cristo (con altare di Luigi Vanvitelli, autore della Reggia di Caserta). Se la parte religiosa ha la sua invidiabile presenza quella laica, o civile, non è da meno. Basta segnalare la torre longobarda, o il complesso del Maniero e della torre Artus, di epoca medievale, che ci riportano alla mente l'importanza, anche logistica, della nostra realtà territoriale. Una struttura di tutto rispetto, oltre ai palazzi delle famiglie nobili (in particolare quelli di proprietà della famiglia Carafa) e medio borghesi (il cui numero è cresciuto a dismisura nel corso del XVIII secolo) è quella sorta nel corso del XV secolo per ovviare all'ospitalità del feudatario messa in discussione dall'inagibilità del Maniero. La stessa, oggi ospitante l'Ente Morale 'Fondazione Villaggio dei Ragazzi Don salvatore D'Angelo', è stato teatro di molteplici eventi. Oltre, infatti, ad aver visto la nascita del regno delle Due Sicilie con l'avvento di Carlo III, fu anche sede della 'gloriosa' Nunziatella, la quale per volere dello stesso Ferdinando II, dal 27 aprile 1855 al 7 settembre 1859 (come opportunamente ricorda Sandro Castronuovo ne 'Storia della Nunziatella') . |
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