Da vedere:
CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE: consacrata nel 1492 conserva all'interno l'impostazione gotica delle tre navate. L'altare maggiore, le cappelle absidali e quelle laterali hanno subito nei secoli diversi interventi.
CHIESA DI S. GIOVANNI BATTISTA:
dall'elegante facciata neoclassica sin dal 1601 fu dei Domenicani con l'annesso convento
CHIESA MADONNA DELL'ALA:
capolavoro barocco del 1753 a pianta ellittica su disegno dell'ing. Sebastiano Ricati.
CHIESA DI S. CROCE:
del 1716 conserva al suo interno le due più grandi tele dipinte nel Settecento in Piemonte mentre sulla parete a sud si estende la più grande meridiana piemontese.
CHIESA DI SAN SEBASTIANO:
A pianta esagonale, dalle belle forme gotiche, è fatta risalire alla prima metà del `400.
ORATORIO SAN LUIGI:
nel centenario della costruzione, una mostra allestita nei suoi locali, ripercorre un secolo di vita della comunità locale
CAMPANILE:
raro esempio di campanile civico, non legato ad edificio religioso. Fu eretto nel 1777, per volontà della popolazione, su progetto del Feroggio.
FONTANA DELLA GIOVINEZZA:
eretta nel 1939, opera della scultrice Claudia Formica
MONUMENTO AI CADUTI:
dello scultore Ugo Vannucci, venne inaugurato nel 1924
CASA DEL ROSPO:
mirabile esempio di casa notabile dell'inizio 500 è arricchita da tre fasce di formelle in terracotta a bassorilievo.
CASTELLO DI BANNA:
antica bastide già dimora dei Roero ora un palazzetto a tre piani contornato da un complesso rurale a corte chiusa.
PALAZZO VALGORREA
citato nel 1152 in un diploma di Federico Barbarossa, appartenne per secoli ai Malabaila di Asti, poi ai Canera di Salasco, ai Falletti di Barolo ed ai Ferrero di Ormea. Gia' definito "veter", vecchio, in un documento del 1429 che ne descrive fedelmente la parte ancor oggi leggibile, si trova in avanzato stato di decadenza
TORRE VALGORRERA:
risalente al secolo XIII e' stato trasformato col tempo in un'elegante dimora gentilizia, pur mantenendo l'austera architettura Medioevale. Feudo dei Palletta e dei Malabaila astigiani, in seguito condominio di altre famiglie aristocratiche tra cui i Benso Marchesi di Cavour e Conti Isolabella, comproprietari della prima meta' del Seicento fino al 1818, quando il Marchese Michele Giuseppe, padre del grande Camillo artefice dell'Unita' d'Italia, decise di vendere la propria parte di Castello e le terre per acquistare il Castello di Grinzane.