Pro Loco Premosello Chiovenda
Via Caduti della libertà, 45
28803 Premosello Chiovenda (VB)
Tel. 0324/88300
e-mail:
proloco.premosello@libero.it

Presidente:
Elena Valentina Pozzi

Visita il sito del Comune

Posizione geografica:

Regione Piemonte
Provincia di Verbania
Valle Ossola

 

Premosello Chiovenda

Altitudine
220 m s.l.m.

Da vedere:

LA LINEA CADORNA
Costruita durante la prima guerra mondiale per prevenire un eventuale attacco austro-tedesco attraverso la Svizzera, prende il nome dal generale che guidò l'esercito italiano contro gli Austriaci. Erano previste complessivamente una settantina di chilometri di trincee, 88 postazioni d'artiglieria, circa 25.000 mq. di baraccamenti, con uno sviluppo di oltre 300 km di strade e quasi 400 km di mulattiere; l'artiglieria avrebbe impiegato cannoni da 149A, da 149G e da 105, oltre a mortai da 120, obici da 149 c.p. e da 210.I lavori furono realizzati da muratori e scalpellini locali, sotto la direzione del Genio Militare, e fu la prima occasione di lavoro salariato per le donne, come portatrici di materiale e rifornimenti nei cantieri.Sul territorio comunale sono visitabili in particolare due postazioni: la prima, fortificata in grotta, si trova a circa mezz'ora dall'abitato di Cuzzago; la seconda, raggiungibile attraverso la mulattiera militare del Pizzo Proman (m.2098), consente una splendida veduta dei laghi, del Monte Rosa e del Parco Nazionale Val Grande.

PARCO NAZIONALE DELLA VAL GRANDE
Il Parco Nazionale della Val Grande, a due passi dal Lago Maggiore, è l'area selvaggia più vasta d'Italia. Da Milano dista meno di 100 km e 150 da Torino. Una vallata unica, fuori del mondo, dominata dal silenzio, dove la natura è regina. Un santuario dell'ambiente, da frequentare con rispetto assoluto.Ma la Val Grande è anche storia. Il lungo racconto di una civiltà montanara narrato dai luoghi e dalla gente dei paesi che circondano quest' area fra l'Ossola, il Verbano, la Val Vigezzo, la Valle Intrasca e la Cannobina. E anche chi si accontenta di arrivare alla soglia di una zona così selvaggia, fermandosi in uno dei centri che le fanno corona, ha la possibilità di cogliere le sensazioni di un'area wilderness. Perchè la Val Grande, prima ancora di essere un Parco, è una valle di grandi emozioni.

Manifestazioni, sagre, feste:

05 gennaio "CARCAVEGIA"
Si tratta di una manifestazione già menzionata, sebbene con caratteristiche diverse, in documenti ossolani del XV secolo. Durante i primi giorni del nuovo anno, i bambini e i ragazzi vanno in giro per le vie del paese, facendo un allegro frastuono muniti di corni e di campanacci alla ricerca di fascine di legna, che serviranno, la sera del 5 gennaio, a bruciare due pupazzi raffiguranti l'uomo e ladonna più anziani del paese (il "VECC e la "VEGIA").

15 agosto "PALIO DEGLI ASINI"

La "Corsa degli Asini", come veniva chiamata un tempo, ebbe inizio nell'immediato dopoguerra, quando un gruppo di amici, per burla, si mise a correre per le vie del paese in groppa agli asini all'inizio non vi era nessuna pretesa sportiva, i fantini correvano solo per ridere oppure per scommetterci una bevuta, senza un percorso fisso come adesso. Presto la burla diventò una tradizione, tanto che nel 1981 la vecchia "Corsa", ispirandosi al più famoso Palio di Siena, si trasformò in Palio degli Asini, cui partecipano ogni anno i rioni premosellesi o "cantoni" e le frazioni di Colloro e Cuzzago.

Il Palio si "corre" durante la festa patronale dell'Assunta, il 15 agosto. Per l'occasione, il paese viene addobbato con striscioni e bandiere con i colori, abbinati al bianco, dei vari "cantoni": giallo per Cuzzago, verde chiaro per Colloro, rosso per Vagna, blu per Casascia-Arbocelli-Flecc, viola per Sant'Anna, fucsia per la Crusèta, granata per il Gabbio, verde scuro per il Centro, arancione per la Gesa, turchese per Copia.La manifestazione, accompagnata da esibizioni di gruppi folkloristici, si articola in due momenti: la corsa a cronometro, in cui si fanno correre uno alla volta i partecipanti, e la corsa in linea, con la partecipazione contemporanea di tutti i concorrenti.Un severo regolamento impedisce di picchiare gli asini e vieta al pubblico di toccarli durante la corsa, sotto pena di squalifica; solo i fantini possono incitare i loro quadrupedi, avvalendosi al massimo del frustino regolamentare.Al Cantone vincitore oltre al trofeo per il fantino, viene consegnato il Palio, che fino al 1997 era rappresentato da un quadro, opera del pittore Aldo Primatesta di Colloro, raffigurante un asino davanti al caratteristico campanile premosellese, a partire dal 2000 è stato sostituito da una scultura dell'artista premosellese Ernesto Gobbetti.


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