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Loco Sant'Alfio Piazza Duomo, 14 Sant'Alfio (CT) Tel. 095.968772 Fax 095.7824142 E-mail info@prolocosantalfio.it |
Presidente: |
Posizione
geografica:
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Sant'Alfio
Altitudine: 550 metri s.l.m. |
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Posto in
posizione panoramica, SantAlfio rappresenta la terrazza ideale da
cui poter ammirare contemporaneamente lo splendore della costa ionica,
dalla Calabria fino ad Augusta, e la maestosità dellEtna
che si innalza meravigliosa ed inquietante alle sue spalle. Il paesaggio
è attraversato da una natura ancora ricca ed incontaminata che
abbraccia diverse fasce vegetazionali, dalla macchia mediterranea delle
quote più basse, ai boschi delle quote più alte. Le vigne
con i tipici terrazzamenti dai muri in pietra lavica, salendo verso nord,
lasciano spazio a noccioleti, frutteti, boschi di castagno e di querce,
fino alla betulla dellEtna; oltre, cuscini di astragalo sempre più
radi vengono man mano inghiottiti dal deserto lavico delle quote più
alte del vulcano, dove ogni forma di vita vegetale è assente. Il
blu del mare, il verde dei boschi cangiante con il passare delle stagioni,
il nero della lava, costituiscono la via dei colori di questo luogo così
magico, che vede risalire le sue origini alla fine del 1600, allorchè
alcuni proprietari acesi e catanesi, ottennero dal vescovo di Catania
la concessione in enfiteusi di notevoli appezzamenti di terreno sul versante
sud-orientale dellEtna, nel territorio di Mascali, costruendo i
primi caseggiati rurali; mentre risale agli inizi del'700 la costruzione
del centro storico sorto attorno all'attuale chiesa madre. Il borgo prese
il nome di Sant'Alfio; come si arrivò a questo nome è un
po un mistero. Si narra che in questo luogo avvenne il cosiddetto
miracolo della trave. I tre fratelli, Alfio, Filadelfo e Cirino
durante il loro viaggio verso Lentini, dove vennero martirizzati, erano
oberati da una grossa trave che rendeva loro il tragitto ancora più
insopportabile. Arrivati nei luoghi dove poi sarebbe sorto labitato,
si alzò un forte vento che gli strappò dalle spalle la grossa
trave, trascinandola sino in mare. In ricordo di questo avvenimento il
paese venne chiamato SantAlfio dal nome del più grande dei
tre fratelli. Dalla sua origine il paese conobbe periodi di grande fulgore
dovuti soprattutto alla produzione del vino, infatti in breve tempo divenne
uno dei maggiori produttori ed esportatori dellarea etnea. Tutto
questo fino agli anni venti (1920). Dopo arrivò un periodo di crisi
economica, ma il centro seppe ben reagire, ed oggi la borgata di SantAlfio,
che costituiva una delle sette torri della contea di Mascali, rappresenta
uno dei comuni più belli ed interessanti della provincia di Catania.
Volendo allestire un itinerario turistico il punto di partenza è indubbiamente fissato nel centro storico del paese, rimasto praticamente immutato dalla sua origine (inizi700). Conserva diversi palazzi nobiliari in stile neoclassico, uno dei quali ospita il palazzo municipale, ed unintegrità urbanistica difficilmente riscontrabile tra gli altri paesini etnei. Lattrattiva maggiore è certamente rappresentata dalla chiesa madre (1). Linconfondibile facciata in pietra lavica grezza, perfettamente integrata nel paesaggio, è unica nel suo genere. La chiesa costruita interamente con sacrificio ed impegno da maestranze locali ed a titolo gratuito vede risalire le sue origini alla fine del 1600. Allinizio era ad ununica navata, poi essendo notevolmente aumentato il numero degli abitanti del paese, nel 1867 grazie allinteressamento del sacerdote Giacomo Nicotra, fu ampliata, portando a tre il numero delle navate, ed allungata al transetto fin allaltare maggiore. Nel 1894 furono completati i lavori allinterno con labbellimento degli 11 altari, rifiniti tutti con marmi pregiati. Nel 1923 venne abbattuta la vecchia facciata per far posto alla nuova, leggermente più arretrata ma più grande in quanto abbraccia per intero le tre navate. Di rilievo l'artistico campanile che si impone allammirazione per la ricercatezza degli elementi formali. La grande campana rifusa ad Agnone nel 1925, porta impresse le effigi dei santi, ha il nome di Alfia e pesa 45 quintali. L'interno è ricco di numerose tele, tra le tante un cenno particolare merita la tela di Vito D'Anna (1718-1769) da Acireale, allievo del maestro Paolo Vasta, raffigurante i tre Santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino, nellatto di ricevere la corona dal bambino che sta nelle braccia della Madonna delle Grazie alla quale un tempo la chiesa era dedicata. Notevoli anche gli affreschi al centro dellabside con il trionfo dei santi martiri, ad opera del pittore acese Saru Spina del 1886, e quelli attorno alla cupola con le effigi dei quattro evangelisti ad opera del pittore acese professore Francesco Patanè del 1942. La chiesa è dedicata ai santi Alfio, Filadelfo e Cirino. Uscendo dalla chiesa, ci si imbatte nello splendido belvedere della piazza Duomo, balcone sullo Jonio, dai paesaggi mozzafiato. Lasciato il centro storico si procede per le vie Mons.Nicotra, Contarino, Delle Scuole per imboccare via A.Diaz, qui troviamo la Chiesa del Calvario (2) risalente al 1885, eretta grazie allinteressamento del sacerdote Domenico Caltabiano. Sita in posizione panoramicissima, vi si accede da unimponente scalinata in pietra lavica; presenta una struttura a tre navate e conserva interessanti altari lignei. Tornando indietro da via A.Diaz e proseguendo per via Etnea e via Catania si arriva al quartiere di Nucifora (3). Interessante la copertura con lastre in pietra lavica della via principale e la piccola chiesa. Proseguendo da Nucifora verso la strada provinciale che conduce a Linguaglossa si incontra limponente e leggendario Castagno dei Cento Cavalli (4). Miti e racconti popolari, legati al suo nome e alla sua esistenza, lo vedono protagonista di un episodio che sa di favola, secondo la quale la Regina Giovanna DAragona recatasi a visitare lEtna, sorpresa da un violento temporale, trovò riparo assieme al suo seguito composto da cento cavalieri, sotto le sue immense fronde. La sua età, al di la di ogni umana previsione, viene stimata da autorevoli studiosi tra i 2000 e i 4000 anni, il ché ne fa lalbero più grande (per la sua circonferenza di circa 52 metri) e più longevo dEuropa. A poca distanza dal castagno dei cento cavalli, in località Taverna nel territorio di Mascali, vegeta un altro esemplare di castagno millenario chiamato Castagno La Nave (5), per le sue ragguardevoli misure simili appunto a quelle di una nave. Nel lessico locale viene anche chiamato arrusbigghia sonnu in quanto i carrettieri ancora assonnati da prematuro risveglio, passando sotto le sue fronde, non avvedondosi dellostacolo, venivano svegliati dai rami che sovrastavano la strada. Proprio di fronte al castagno la nave, si inerpica la strada di campanaro che ci condurrà in località Magazzeni. Qui immersa nei noccioleti troviamo una piccola Chiesa Santuario costruita nel 1958, in memoria del miracolo del 3 novembre 1928, quando una grossa colata lavica che stava per investire il paese, si arrestò di fronte alle reliquie dei santi patroni portati in processione sin lassù. Proseguendo per la Mareneve a circa 16 km dal centro storico, a 1740 m s.l.m., si arriva al Rifugio Citelli (punto base n.15 del Parco dellEtna), sempre aperto, dotato di bar, ristorante e camere per il pernottamento. Il panorama qui è mozzafiato, da un lato verso il mare a perdita docchio fino allorizzonte, dallaltro i Crateri Sommitali, Pizzi Deneri e limponente Monte Frumento delle Concazze. Da qui è possibile effettuare numerose escursioni anche in cima al vulcano, ed inoltre durante la stagione invernale larea è attrezzata per praticare sci alpinismo, escursionistico o di fondo. Lasciando questo paesaggio tipicamente montano, tornando giù verso valle, in giro per le campagne, interessante da ammirare larchitettura rurale dei casolari in pietra lavica, dei palmenti per la pigiatura e fermentazione del vino; numerose ancora le Edicole Votive e gli altarini posti all'esterno delle pareti delle case, con l'immagine del santo, simbolo di augurio, ringraziamento e protezione.
Autorevoli studi botanici lo descrivono come lalbero più grande (per la sua circonferenza di circa 52 metri) e più vecchio dEuropa (la sua età è stimata tra i 2000 e i 4000 anni). Testimonianza della sua vetustà sono le innumerevoli stampe e dipinti di artisti stranieri dei secoli scorsi, che trovatesi a passare innanzi allalbero più grande che avessero mai visto si fermavano ad immortalarne le forme. Il tempo, le intemperie e la cattiveria delluomo, hanno in qualche modo cambiato il suo aspetto esteriore, che si presenta diviso in tre tronconi originati da un unico ceppo.
Vero e proprio monumento vegetale costituisce sicuramente uno dei motivi per andare a visitare SantAlfio. la sua mole è tanto superiore a quella degli altri alberi, che mai si può esprimere la sensazione provata nel descriverlo. Mi feci inoltre, dai dotti del villaggio raccontare la storia di questo albero si chiama dei cento cavalli in causa della vasta estensione della sua ombra. Mi dissero come la regina Giovanna dAragona recandosi dalla Spagna a Napoli, si fermasse in Sicilia e andasse a visitare lEtna, accompagnata da tutta la nobiltà di Catania stando a cavallo con essa, come tutto il suo seguito. Essendo sopravvenuto un temporale, essa si rifugiò sotto questalbero, il cui vasto fogliame basto per riparare dalla pioggia questa reggina e tutti i suoi cavalieri. Questo albero sì decantato e diametro così considerevole è interamente cavo, cioè sussiste per la sua scorza, perdendo con linvecchiare, le parti interne e non cessando perciò di incoronarsi di verdura. L a sua cavità essendo immensa, alcune persone del paese costruirono una casa nella quale vi è un forno per seccarvi castagne e mandorle . In questo modo Jean Houl dopo una sua visita al castagno dei cento cavalli ne rese la storia. Oggi non cè più la casa al suo interno ma tuttavia conserva un fascino ed una floridezza inalterati, a testimonianza che spesso , le meraviglie della natura sono superiori a quella dellarte
un pedi di castagna tantu grossu ca ccu li rami so forma un paracqua sutta di cui si riparo di lacqua, di fùrmini, e saitti la riggina Giuvanna ccu centu cavaleri, quanno ppi visitari mungibeddu vinni surprisa di lu timpurali. Dallura si chiamò stàrvulu situatu tra na valli lu gran castagnu di centu cavalli. Giuseppe Borrello
SantAlfio con i suoi 1700 abitanti è uno dei comuni più piccoli della Provincia di Catania. Si adagia su di un declivio naturale a 550 m s.l.m. collocato a metà strada fra la costa jonica e lEtna, entrambe facilmente raggiungibili. Il suo territorio di eccezionale interesse naturalistico ricade nellarea del Parco dellEtna, con unestensione altitudinale che va dai 400 ai 3350 metri. Confina con i comuni di Giarre, Mascali e Milo. Dista da Catania 32 km.
In auto, lautostrada A18 CT-ME uscita Giarre, ancora da Catania via S.S.114, oppure dalla provinciale Milo-Zafferana. In treno, stazione FF.SS di Giarre-Riposto. In pullman, con le autolinee SAG da Giarre, o dal terminal di Catania Stazione centrale (piazza Giovanni XXIII) con le autolinee AST (tel. 095-7461096).
GLI
APPUNTAMENTI LA PASQUA- Via Crucis del Venerdì Santo dalla Chiesa Madre a quella del Calvario e viceversa. MAGGIO- La prima domenica di maggio si festeggiano solennemente i Santi Patroni Alfio, Filadelfo e Cirino. Lultima domenica di aprile alle 12 avviene lapertura della festa, con un grande fuoco pirotecnico. Durante la settimana che intercorre tra la domenica di apertura e quella successiva della festa, si susseguono una serie di avvenimenti che legano tra di loro elementi sacri e profani. Per loccasione la chiesa viene addobbata con sontuosi paramenti frutto del lavoro di antiche maestranze locali. Nelle sere di giovedì e venerdì viene accesa la dera dinanzi ad ogni casa. Si tratta di legna resinosa, proveniente dai pini larici dellEtna, bruciata in segno del passaggio dei Santi, in cammino verso Lentini, luogo dove poi vennero martirizzati. I falò che emanano un caratteristico profumo di incenso, illuminando tutto il paese ed i dintorni, creano uno scenario meraviglioso, ammirato anche dai paesi vicini. Il sabato la festa entra nel vivo con la sbarrata dei Santi, ovvero lesposizione sullaltare dei simulacri; successivamente le sacre reliquie vengono portate in processione lungo il cosiddetto giro. Alla fine, nella piazza duomo si assiste alla cantata inno sacro composto in onore dei Santi. La domenica è il giorno della festa, già dalle prime ore del mattino giungono numerosi fedeli, molti di loro per voto arrivano scalzi o carichi di pesanti ceri. Alle ore16.00, dopo aver posto i simulacri dei santi su di un monumentale fercolo chiamato vara, inizia la processione. Sul grande palco viene ripetuta la cantata. Concluso il giro per le vie principali del paese, e la messa vespertina, fra gli evviva commossi dei fedeli, i fratelli martiri vengono ritirati nella loro cappella, per poi essere riposti sullaltare il giorno dellottava, ovvero la domenica successiva.. LUGLIO-AGOSTO- EtnaMusica, rassegna di musica, danza, teatro, cultura e sport. SETTEMBRE- Prima domenica del mese festa della Madonna del Tindari, nel quartiere di Nucifora. ETNAVINI- Manifestazione volta alla valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Interessante connubio tra cultura enologica e promozione di prodotti tipici locali con lallestimento della Mostra Mercato SantAlfio tra nocciole e vino . NOVEMBRE- processione in località Magazzeni. I santalfiesi ricordano il miracolo del tre novembre del 1928, quando una colata lavica si fermò dinanzi alle reliquie dei Santi Patroni . Ripercorrendo lo stesso cammino del 1928, la folla dei fedeli vi porta le sacre reliquie e si celebra la santa messa. La giornata si apre alle 6.30 con la sbarrata dei Santi sullaltare centrale alle 7.15 si parte in processione verso Magazzeni. Si arriva verso le 9.30 e viene celebrata la messa in serata alle 18.00 si concludono i festeggiamenti con la messa e la ritirata dei santi nella loro cappella. IL NATALE- Suoni e luci del natale - Nelle serate che precedono il 25 dicembre, vengono celebrate le novene di natale con lantico rito di affidarle alle diverse categorie sociali e professionali del paese. Inoltre viene allestito un presepe vivente chiamato arti e mestieri della nostra tradizione. Tenuta Minicucco- contrada Cava tel. 095-968168 Azienda agricola Case Perrotta Strada provinciale per Fornazzo 095 / 968928 Associazione culturale Sicilia Nostra ai piedi del castagno dei cento Cavalli 095 / 968 007 Al Castagno Pizzeria Azienda agrituristica La Cirasella - Tel. 095 968000
Rifugio Citelli - 1740 m s.l.m. Tel. 095 / 782 40 26 - Fax 782 41 14 - 0368 / 662345 (fino a 30 posti letto) sconti per i soci CAI Azienda agrituristica La Cirasella - Tel. 095 968000 (fino a 10 posti letto) Azienda le Carammelle - Tel 0330/847800 (fino a 8 posti letto)
La cucina di SantAlfio è tipicamente tradizionale ma non per questo meno saporita. Immancabili il pane fatto in casa, le minestre di legumi ceci, fagioli,fave e lenticchie insaporite da ottime verdure. Molto buoni i maccheroni fatti in casa. Gustosi i qualiceddi cca sasizza (verdure dal sapore amarognolo e salsicce). Buona la ricotta preparata dai locali pastori usando ancora i metodi tradizionali. Ottimo il vino, abbastanza alcolico, corposo e profumato.
I
DOLCI DI SANTALFIO A Pasqua da assaggiare gli agneddi pasquali. Nel periodo natalizio immancabili i mustaccioli, dolci con ripieno di vino cotto e nocciole. Il tutto preparato artigianalmente dalle due pasticcerie locali: Bar La Spina Carmelo Via Vitt. Emanuele Tel. 095 / 968 128 Bar Papotto Piazza Duomo Tel. 095 / 968 153.
SantAlfio offre al visitatore uno scenario naturalistico di grande interesse, e non è affatto difficile avventurarsi in alcune escursioni dove i nostri occhi non si stancheranno mai di ammirare lo splendore della natura circostante. Naturalmente, lEtna ed il suo habitat costituiscono gli elementi fondamentali affinché le escursioni possano diventare indimenticabili. Fra quelle praticabili segnaliamo: In auto al bosco cerrita a metri 1360 così chiamato perché costituito essenzialmente da cerri, una particolare quercia che solo in questa zona dellEtna diventa bosco, e al Rifugio Citelli costruito a 1740 di quota sulla cima del monte concazze. Dal Rif. A piedi possono nscere diverse escursioni dalle più semplici conme quella vicino ai monti Sartorius ciorcondati alla Base da splendidi boschi di betulla aetnensis a quelli di media difficoltà come lescursione verso rocca della valle con suggestiva visionedella Valle del Bove, o verso Pizzo deneri, o fin sopra al cratere centrale. Comunque
da Santalfio dipartono altri numerosi itinerari accessibili praticamente
a tutti. |
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