Pro Loco di Greccio
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Presidente
Federico Giovannelli
 
GRECCIO
 
Altitudine: (m. 705 s.l.m.)
CENNI STORICI SU GRECCIO
A mezza costa della catena boscosa dei Monti Sabini, si affaccia, sulla piana reatina, l'antico paese di Greccio. Lo svettante campanile della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, è quanto resta di un antico torrione del castello di Grecce o Grezze, un castrum di cui si hanno notizie già nell'XI secolo. Dai 705 metri di altitudine di Greccio è possibile percorrere con lo sguardo l'ampia conca reatina; è possibile anche individuare, a poche centinaia di metri in linea d'aria, uno dei monumenti più importanti della storia del Francescanesimo: il Santuario del Presepe, il luogo nel quale, nella notte del Dicembre del 1223 San Francesco rappresentò con personaggi viventi la Natività.
La leggenda racconta che il Poverello d'Assisi, presente in quelle zone fin dal 1209, affidò ad un tizzone acceso ,lanciato da un fanciullo grecciano, il luogo dove sarebbe sorto il convento. Il tizzone, lanciato dalla porta del paese, colpì la parete del Monte sulla quale si trova oggi, abbarbicato tra la roccia all'interno di un folto querceto, il Santuario. La strada provinciale che unisce il paese al Santuario è stata costruita nel 1927; con essa si può raggiungere una radura, dominata da una grande quercia, da dove parte una comoda cordonata che porta fino all'edificio conventuale.




Attraverso uno stretto corridoio si raggiunge la Cappella di Santa Lucia, ricavata all'interno della grotta nella quale, nella notte di Natale del 1223, S. Francesco rievocò, in presenza d'una folla di fedeli accorsi da Greccio e dai paesi e casolari circostanti, il divino mistero della natività del Redentore, istituendo così la sacra rappresentazione del Presepe. Da quella notte il nome di questa località sabina è conosciuto in tutto il mondo. Un ulteriore contributo alla fama di Greccio èvenuto dalla visita che Giovanni Paolo II° ha effettuato il 2 gennaio 1983. Sul fondo della cappella, sopra l'altare, si vede infatti un affresco, attribuito al Maestro di Narni, del 1409 e rappresentante, a destra, la Natività di Cristo e, a sinistra, il Presepio di Greccio. Fuori della cappella si incontrano due affreschi: una Natività, di scuola Umbro-marchigiana, e un S. Giovanni Battista. Si visitano poi il primo dormitorio dei frati, la cella ove il Santo dormiva sulla nuda roccia, e il luogo dove si trova il pulpito di San Bernardino. Si passa quindi nella suggestiva Chiesina della prima metà del Duecento, dedicata a San Francesco, con volta a botte decorata di stelle e dell'immagine del B. Giovanni da Parma. Essa conserva i rudi stalli del coro, il leggio e il supporto ligneo girevole della lanterna che serve ad illuminare le pagine del libro corale. Sull'altare è esposta una tavola cinquecentesca di scuola umbra rappresentante la Deposizione tra Santi, e, sulla parete di sinistra, sopra un interessante affresco trecentesco che raffigura il Santo a cui un angelo annuncia la remissione dei peccati, èincastrato un bel tondo del Quattrocento attribuito al fiorentino Biagio di Antonio, rappresentante la Madonna col Figlio. In un piccolo oratorio attiguo, a sinistra, è collocata una tela incollata su tavola probabilmente del tardo Cinquecento, rappresentante S. Francesco che si asciuga gli occhi con un pannolino. Non si deve assolutamente dimenticare di salire nel dormitorio di San Bonaventura (fine XIII sec.), con divisori lignei e con le piccole celle che si collocano sui due lati di uno stretto corridoio. Esiste un sentiero che porta alla roccia del Tizio, al Romitorio del B. Giovanni da Parma e ad una loggia quasi sospesa, arditissimamente,
a mezzana, da dove si gode un vastissimo panorama.



I SANTUARI FRANCESCANI DELLA VALLE SANTA REATINA
La Sabina già descritta e lodata da scrittori o poeti della antica Roma, fu scelta a dimora da un grande italiano, il Poverello di Assisi, che della natura e delle bellezze di essa fu cantore insuperabile nel "Cantico delle Creature".
Egli infatti amò e predilesse la regione Sabina, specie la parte formata dalla Valle di Rieti e dalle alture che la circondano.
Ben quattro Santuari Francescani sono posti nella Valle Santa di Rieti e nelle sue alture. Il Santuario di Poggio Bustone, della Foresta, di Fonte Colombo e di Greccio.
Venendo dalla valle spoletina, San Francesco si recò a pregare sulle alture che sovrastano Poggio Bustone a 17km. da Rieti, e si dice che il Santo salutasse la popolazione del paese con le semplici parole "Buongiorno buona gente".
Nella parte più selvaggia della montagna Egli trovò due grotte ed ivi pregò e si macerò nella penitenza; gli fu rivelato nella contemplazione divina che gli erano rimessi i peccati e che i suoi frati, novelli apostoli, si sarebbero moltiplicati.
A 4km. da Rieti è il Santuario della Foresta dove San Francesco sostò allorché fu invitato a recarsi a Rieti, dal Cardinale Ugolino, nel 1225 per farsi curare gli occhi.
Fu ospite del sacerdote custode della chiesina di S. Maria della Foresta, e fu allora che si verificò il miracolo della vigna la quale, malgrado fosse devastata dalla folla che faceva ressa per vedere il Santo, produsse abbondantissimo raccolto di ottimo vino.
A 5 km. da Rieti si trova il Santuario di Fonte Colombo detto anche il Sinai Francescano perché ivi San Francesco, nel 1223, ebbe da Cristo la Regola definitiva dei Frati Minori. Il Santuario si trova su di un colle coperto ancora oggi da una folta vegetazione e da elci secolari a 550 m. di altitudine.
Esiste una Chiesetta dedicata alla Madonna detta della Maddalena che sovrasta il "Sacro Speco" ove il Santo pregava. Esso è sito nel punto più remoto del bosco ed è formato da una grotta naturale.



Abbazia di San Pastore.

Scendendo dal Santuario sulla provinciale per Contigliano, a mezza strada verso la montagna, ancora austera e nobile pur nell' irrefrenabile decadenza appare l'Abbazia cistercense di San Pastore, edificata nella seconda metà del Duecento. Pur nel totale abbandono, restano i segni della grandiosità del monumento: i resti della grande chiesa a croce latina, gli avanzi della straordinaria torre campanania, probabilmente utilizzata come luogo di difesa.
Qualche brano di affresco resta ancora su qualche muro di quella che nel primo Cinquecento, con il Card. Spinola commendatario dell'abbazia, era considerata una splendida testimonianza di raffinatezza e sontuosità.
Manifestazioni:
Passeggiata ecologica Greccio-La Cappelletta
1° domenica di Agosto
Si snoda su un percorso montano da Greccio capoluogo fino ai 1208 mt presso
LA CAPPELLETTA, luogo di ritiro di San Francesco d'Assisi.

Agosto Grecciano 4 agosto/20 agosto
Manifestazioni culturali, folcloristiche, ricreative atte a valorizzare
il centro storico.

Mostra Mercato oggettistica del presepe 06/07/08/dicembre 2003


Rappresentazione storica del Primo Presepe del Mondo Greccio 1223
780° anniversario del Presepe di Greccio 1223/2003
24 dicembre 2003 ore 22.45
Il Presepe di Greccio non è il tradizionale presepe, non compaiono: San
Giuseppe, la Madonna e i riferimenti alla Palestina di qui tempi ma la fedele
testimonianza di come si giunge e cosa accadde quella notte a Greccio.
I personaggi che compaiono sono: San Francesco, i frati, il cavaliere Giovanni
Velita (Signore di Greccio) e sua moglie Alticama.
26 dicembre 2003 ore 17.45 Replica della rappresentazione.
06 gennaio 2004 ore 15.00 Processione dell? Epifania
ore 17.45 Replica della rappresentazione


Greccio paese


San Pastore

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