Pro Loco Corchiano
Piazza del Bersagliere, 1
01030 Corchiano (VT)
Tel: 0761 572002
(numero del centralino del Comune di Corchiano)
E-mail: prolococorchiano@libero.it

Presidente:

Roberto Forti

 

Posizione geografica:

Italia Centrale ... Provincia di Viterbo

Corchiano

Altitudine: 400 mt. s.l.m.

Da vedere:

- La cannara,
- La via Amerina, (Era la via falisca e romana che collegava Roma con il Nord dell'Italia Nel territorio di Corchiano si conservano consistenti tratti della principale arteria che attraversava l’agro falisco in età romana e che, distaccandosi dalla Cassia all’altezza della Valle del Baccano e dirigendosi verso Nord, toccava Nepi e Falerii Novi, e, passando ad Ovest di Corchiano, proseguiva verso Amelia, Todi, Perugia per giungere poi a Chiusi dove confluiva di nuovo nella Cassia.

Le tracce più cospicue del basolato della strada sono visibili a sud del Casale Pilera e più a nord, in località La Torre, nei pressi di una torre medievale. Testimonianze di un ulteriore tratto dell’Amerina si riconoscono nelle vicinanze della già menzionata chiesa di S. Maria del Soccorso: dalla cresta meridionale della valle, sembra dirigersi con andamento rettilineo verso il Rio Fratta (denominato in questo tratto Fosso delle Mole) che attraversava con un ponte tuttora in uso. Della struttura originaria del ponte si conservano sette filari di blocchi, pertinenti alla spalla destra, posti a diretto contatto con il banco di tufo sottostante e parte della spalla sinistra che consiste invece nello stesso banco tufaceo con incisioni che riproducono una parete a blocchi; nella faccia rivolta a monte, le spalle presentano una superficie curvilinea, per contrastare la spinta dell’acqua. Dopo il ponte, lungo la strada comunale Corchiano - Fabrica, e ancora visibile parte della tagliata pertinente al percorso dell’Amerina, ai lati della quale sono presenti tombe e cunicoli di età romana, mentre, verso la fine di essa, rimane un breve tratto della pavimentazione originaria. Ad est della stazione ferroviaria, si può seguire per circa 3 km il percorso della via, costeggiando il Casale Pacelli, si dirige, con un andamento più o meno rettilineo, verso il Fosso delle Pastine: nei pressi del Fosso, sulla cresta delle pendici meridionali, è visibile una tagliata poco profonda che conduce a monte del ponte attuale e, a nord del ponte romano oggi del tutto scomparso, si conserva un tratto della pavimentazione. La diminuita importanza del sito di Corchiano in seguito alla conquista romana è ben testimoniata dal percorso della via Amerina, che evita il centro abitato passando ad ovest di questo e dà luogo alla nascita di nuovi insediamenti che mostrano una netta discontinuità con gli abitati della fase precedente. In tale contesto è evidente che gran parte delle attestazioni di età romana siano disposte lungo il tracciato della via, a ribadire il ruolo fondamentale nell’ambito dell’agro falisco di questa importante arteria, grazie alla quale continuano a sopravvivere per un certo periodo alcuni degli insediamenti - Ponte del Ponte, Pianaglioni, Castiglione - fioriti nel corso del IV secolo.

Le necropoli falische, (La necropoli della Caprareccia, nascosta dalla vegetazione, è sulla vecchia stradella che dal Piaròlo (dove fanno il Presepe Vivente) conduce alla chiesa di S. Maria delle Grazie.Altra necropoli interessante ma non facilmente raggiungibile è in località Musalè. Bisogna prendere la stradella successiva a quella per la via Amerina. Vediamo le segnalazioni della Soprintendenza. Le seguiamo e troviamo le tombe, i resti di un acquedotto e di un insediamento falisco dentro un boschetto. Anche dall'altra parte del fossato vi è una necropoli molto interessante. In località Grotta Porciosa, sul confine con Civita Castellana, è l’omonima necropoli, indicata anche questa come il sito di Fescennium.)
complesso archeologico monumentale della madonna del soccorso (1 km ad ovest di Corcbiano, lungo la strada comunale per Fabrica, si incontra una ricca serie di testimonianze relative sia all’abitato falisco che all’epoca medievale e rinascimentale . Le testimonianze più antiche, visibili lungo la strada comunale , ad ovest della chiesa della Madonna del Soccorso, consistono in una serie di tracciati viari tagliati nel tufo imperniati sulla Via Amerina ed in una necropoli rupestre di notevole importanza. Le tombe, due delle quali sono attualmente ben visibili , sono caratterizzate da vestibolo a portico con due colonne in antis ed architrave, finta porta con battenti e stipiti terminanti a becco di civetta, dromos che conduce in basso ad una camera a pianta quadrangolare con o senza colonna centrale. G.Colonna ha proposto per questo tipo tombale (la cui cronologia è da porsi tra il 350 ed il 240 a.C.) una derivazione da Norcbia, soprattutto per quanto riguarda il vano di sottofacciata, che trova la manifestazione più eclatante nella Tomba Lattanzi: l’adozione a Corchiano della tomba a portico di tipo etrusco è quindi un’ulteriore testimonianza - accanto a quella delle iscrizioni - della ricezione di importanti stimoli ed influssi culturali provenienti dall’Etruria. Di grande interesse è anche la rinascimentale S. Maria del Soccorso, cui è annessa una struttura conventuale che, appartenuta agli Agostiniani, è oggi destinata ad abitazione privata. Attribuita a Giuliano da Sangallo, la chiesa, provvista di un campanile a vela, presenta in facciata una scalinata sulla sommità della quale insistono due pilastri compositi e due colonne, tutti ornati da stemmi, rosette ed altri elementi decorativi. Dei tre portali della facciata, quello centrale presenta una ricca decorazione a rilievo; sugli stipiti, sormontati da capitelli corinzi, angeli e candelabri a rilievo; sull’architrave, putti che sostengono -festoni; tra mensola e timpano, volti di angeli. L’interno, con il soffitto a capriate, è scandito da tre navate divise in sei campate da pilastri cilindrici coronati da bei capitelli compositi; nella navata destra si apre la Cappella del Paradiso, con affreschi attribuiti agli Zuccari e decorata con elementi a rilievo. L’altare maggiore, tardo-rinascimentale, presenta un impianto monumentale e mostra, sull’architrave decorato in stucco, l’iscrizione EFIGIEM VIRGINIS Q TRANSIS PRONVS HONORA... NON TANTV EFIGIEM SED QVOD DESIGNAT ADORA; al di sotto, altre decorazioni a stucco ed affreschi di carattere marmano. Lungo le pareti si aprono nicchie contenenti statue di santi in stucco, mentre nella zona superiore corre un affresco, oggi molto deperito, rappresentante l’Assunzione sormontato da una cornice con l’iscrizione SUCCVRR MISE RIS.

CHIESE
- Santa Maria, (All'interno v'è un bel ciborio marmoreo con bassorilievi e un fonte battesimale poggiante su un capitello romano. Si dice anche che vi siano conservate alcune ossa di San Valentino.)
- San Biagio (Fu costruita nel XIV secolo. E' ad una navata, ed è caratterizzata da una serie di affreschi lungo le pareti laterali, tra cui San Giorgio e il drago, e due rappresentazioni di San Biagio, patrono del paese, di cui una con in mano il pettine metallico con il quale veniva torturato. Tra i pittori che hanno lavorato ai dipinti probabilmente anche Lorenzo da Viterbo. E' forse il monumento corchianese più importante, oggi visibile, attribuibile alla fase medievale (sia pure finale).
- Sant’Antonio,( Costruita nel 1428. E' in stile romanico. Presenta all'interno il bel dipinto della deposizione di Gesù, di autore incerto)
- Sant’Egidio, (Risale al XVI secolo. E' ad una navata; il soffitto a capriate. Gli affreschi, attribuiti ai Torresani, presentano nell'abside una Crocifissione con due santi, di cui uno probabilmente sant'Egidio. )
- Madonna del soccorso (Alla fine della ripida discesa troviamo la chiesa rinascimentale attribuita a Giuliano da Sangallo. Risale al XV secolo. Quattro colonne di peperino, di fronte alla facciata, dovevano formare le basi di un portico. Il portale centrale è finemente decorato. L'interno è a tre navate. Il soffitto è a capriate. Nella navata centrale abbiamo l'altare maggiore in stile barocco. Nella navata destra è la Cappella del Paradiso, adorna di affreschi della vita della Vergine attribuiti ai Torresani.),
- Madonna delle grazie (Il pregio maggiore è l'altare centrale in stile barocco)

Manifestazioni:

Il "Presepe Vivente" nacque nel Natale dei 1970 ad opera di un gruppo di giovani corchianesi e venne rappresentato per la prima volta nella caratteristica piazza "Padella". Dopo tre anni, non essendo piazza Padella in grado di contenere tutto il pubblico che accorreva alle rappresentazioni, venne trasferito in un luogo più ampio attiguo alla piazzetta, e infine l'associazione Pro-Loco, ormai organizzatrice della manifestazione, decise di spostarla sotto via "Portavecchia", dove a tutt'oggi il Presepe viene rappresentato. L'allestimento è curato dai soci della Pro-Loco, che vengono aiutati, durante il loro tempo libero, anche da altri cittadini volenteroso.

Gli attori vengono scelti tra i giovani dei paese ed i ruoli più ambiti sono naturalmente quelli della Madonna e di S. Giuseppe; ma anche altri personaggi sono particolarmente ricercati: gli Angeli, i Re Magi e soprattutto i soldati romani per le loro belle divise e la maestosità nell'irrompere in scena al galoppo dei cavalli. Alla realizzazione della colonna sonora hanno partecipato, fra gli altri, Nicola Piovani, Lello Arena, Nino Castelnuovo e Gigi Proietti.
Le rappresentazioni saranno tenute tutti i giorni festivi del periodo natalizio dal tramonto in poi.


- Veglione mascherato di carnevale il martedì grasso;
- Rappresentazione della Passione di Gesù
- L’infiorata (Si svolge l’ultima domenica di maggio ed è una delle manifestazioni più suggestive tra tutte quelle che si attuano, nel Comune di Corchiano.

E’ un tappeto floreale che percorre tutto il Centro Storico fino ad arrivare alle zone di nuova costruzione. Dire tappeto floreale è comunque quanto mai riduttivo, in quanto esso si srotola senza soluzione di continuità per tutto il centro storico, diramandosi in mille rivoli che seguono l'andamento discontinuo dei vicoli, intersecandosi e sovrapponendosi, e culminando nelle mille piazzette ove lo spazio architettonico dà modo ai Corchianesi di sbizzarrirsi in un tripudio di colori e di profumi)
- Festa della Birra (luglio)
- Festa della madonna delle Grazie (con ospiti canori di successo, manifestazioni religiose, giochi popolari, e chiusura con grandiosi spettacoli pirotecnici)
- Fescennino d’oro (Il Fescennino d’oro, anche nelle intenzioni dei due Presidenti, il Sindaco, dott.Bengasi Battisti e il Maestro Nicola Piovani, non vuol essere l’ennesimo premio istituito in Italia. La sua originalità è racchiusa nella sua non fissità.Viene infatti attribuito solo quando la Giuria composta da Vincenzo Cerami, Luigi Magni, Germano Mazzocchetti, Mario Monicelli e da Paila Pavese, individua all’unanimità un artista che abbia svolto un’attività volta a tutelare e diffondere le tradizioni e il teatro popolare, attraverso la comunione di comunicativa teatrale e nobiltà culturale.)
- Presepe Vivente (dal 25 dicembre al 6 gennaio Tutti i giorni festivi)