Da
vedere:
- La
cannara,
- La via Amerina, (Era la via falisca e romana che
collegava Roma con il Nord dell'Italia Nel territorio di Corchiano si
conservano consistenti tratti della principale arteria che attraversava
l’agro falisco in età romana e che, distaccandosi dalla
Cassia all’altezza della Valle del Baccano e dirigendosi verso
Nord, toccava Nepi e Falerii Novi, e, passando ad Ovest di Corchiano,
proseguiva verso Amelia, Todi, Perugia per giungere poi a Chiusi dove
confluiva di nuovo nella Cassia.

Le tracce
più cospicue del basolato della strada sono visibili a sud del
Casale Pilera e più a nord, in località La Torre, nei
pressi di una torre medievale. Testimonianze di un ulteriore tratto
dell’Amerina si riconoscono nelle vicinanze della già menzionata
chiesa di S. Maria del Soccorso: dalla cresta meridionale della valle,
sembra dirigersi con andamento rettilineo verso il Rio Fratta (denominato
in questo tratto Fosso delle Mole) che attraversava con un ponte tuttora
in uso. Della struttura originaria del ponte si conservano sette filari
di blocchi, pertinenti alla spalla destra, posti a diretto contatto
con il banco di tufo sottostante e parte della spalla sinistra che consiste
invece nello stesso banco tufaceo con incisioni che riproducono una
parete a blocchi; nella faccia rivolta a monte, le spalle presentano
una superficie curvilinea, per contrastare la spinta dell’acqua.
Dopo il ponte, lungo la strada comunale Corchiano - Fabrica, e ancora
visibile parte della tagliata pertinente al percorso dell’Amerina,
ai lati della quale sono presenti tombe e cunicoli di età romana,
mentre, verso la fine di essa, rimane un breve tratto della pavimentazione
originaria. Ad est della stazione ferroviaria, si può seguire
per circa 3 km il percorso della via, costeggiando il Casale Pacelli,
si dirige, con un andamento più o meno rettilineo, verso il Fosso
delle Pastine: nei pressi del Fosso, sulla cresta delle pendici meridionali,
è visibile una tagliata poco profonda che conduce a monte del
ponte attuale e, a nord del ponte romano oggi del tutto scomparso, si
conserva un tratto della pavimentazione. La diminuita importanza del
sito di Corchiano in seguito alla conquista romana è ben testimoniata
dal percorso della via Amerina, che evita il centro abitato passando
ad ovest di questo e dà luogo alla nascita di nuovi insediamenti
che mostrano una netta discontinuità con gli abitati della fase
precedente. In tale contesto è evidente che gran parte delle
attestazioni di età romana siano disposte lungo il tracciato
della via, a ribadire il ruolo fondamentale nell’ambito dell’agro
falisco di questa importante arteria, grazie alla quale continuano a
sopravvivere per un certo periodo alcuni degli insediamenti - Ponte
del Ponte, Pianaglioni, Castiglione - fioriti nel corso del IV secolo.
Le necropoli
falische, (La necropoli della Caprareccia, nascosta dalla vegetazione,
è sulla vecchia stradella che dal Piaròlo (dove fanno
il Presepe Vivente) conduce alla chiesa di S. Maria delle Grazie.Altra
necropoli interessante ma non facilmente raggiungibile è in località
Musalè. Bisogna prendere la stradella successiva a quella per
la via Amerina. Vediamo le segnalazioni della Soprintendenza. Le seguiamo
e troviamo le tombe, i resti di un acquedotto e di un insediamento falisco
dentro un boschetto. Anche dall'altra parte del fossato vi è
una necropoli molto interessante. In località Grotta Porciosa,
sul confine con Civita Castellana, è l’omonima necropoli,
indicata anche questa come il sito di Fescennium.)
complesso archeologico monumentale della madonna del soccorso (1 km
ad ovest di Corcbiano, lungo la strada comunale per Fabrica, si incontra
una ricca serie di testimonianze relative sia all’abitato falisco
che all’epoca medievale e rinascimentale . Le testimonianze più
antiche, visibili lungo la strada comunale , ad ovest della chiesa della
Madonna del Soccorso, consistono in una serie di tracciati viari tagliati
nel tufo imperniati sulla Via Amerina ed in una necropoli rupestre di
notevole importanza. Le tombe, due delle quali sono attualmente ben
visibili , sono caratterizzate da vestibolo a portico con due colonne
in antis ed architrave, finta porta con battenti e stipiti terminanti
a becco di civetta, dromos che conduce in basso ad una camera a pianta
quadrangolare con o senza colonna centrale. G.Colonna ha proposto per
questo tipo tombale (la cui cronologia è da porsi tra il 350
ed il 240 a.C.) una derivazione da Norcbia, soprattutto per quanto riguarda
il vano di sottofacciata, che trova la manifestazione più eclatante
nella Tomba Lattanzi: l’adozione a Corchiano della tomba a portico
di tipo etrusco è quindi un’ulteriore testimonianza - accanto
a quella delle iscrizioni - della ricezione di importanti stimoli ed
influssi culturali provenienti dall’Etruria. Di grande interesse
è anche la rinascimentale S. Maria del Soccorso, cui è
annessa una struttura conventuale che, appartenuta agli Agostiniani,
è oggi destinata ad abitazione privata. Attribuita a Giuliano
da Sangallo, la chiesa, provvista di un campanile a vela, presenta in
facciata una scalinata sulla sommità della quale insistono due
pilastri compositi e due colonne, tutti ornati da stemmi, rosette ed
altri elementi decorativi. Dei tre portali della facciata, quello centrale
presenta una ricca decorazione a rilievo; sugli stipiti, sormontati
da capitelli corinzi, angeli e candelabri a rilievo; sull’architrave,
putti che sostengono -festoni; tra mensola e timpano,
volti di angeli. L’interno, con il soffitto a capriate, è
scandito da tre navate divise in sei campate da pilastri cilindrici
coronati da bei capitelli compositi; nella navata destra si apre la
Cappella del Paradiso, con affreschi attribuiti agli Zuccari e decorata
con elementi a rilievo. L’altare maggiore, tardo-rinascimentale,
presenta un impianto monumentale e mostra, sull’architrave decorato
in stucco, l’iscrizione EFIGIEM VIRGINIS Q TRANSIS PRONVS HONORA...
NON TANTV EFIGIEM SED QVOD DESIGNAT ADORA; al di sotto, altre decorazioni
a stucco ed affreschi di carattere marmano. Lungo le pareti si aprono
nicchie contenenti statue di santi in stucco, mentre nella zona superiore
corre un affresco, oggi molto deperito, rappresentante l’Assunzione
sormontato da una cornice con l’iscrizione SUCCVRR MISE RIS.

CHIESE
- Santa Maria, (All'interno v'è un bel ciborio
marmoreo con bassorilievi e un fonte battesimale poggiante su un capitello
romano. Si dice anche che vi siano conservate alcune ossa di San Valentino.)
- San Biagio (Fu costruita nel XIV secolo. E' ad una
navata, ed è caratterizzata da una serie di affreschi lungo le
pareti laterali, tra cui San Giorgio e il drago, e due rappresentazioni
di San Biagio, patrono del paese, di cui una con in mano il pettine
metallico con il quale veniva torturato. Tra i pittori che hanno lavorato
ai dipinti probabilmente anche Lorenzo da Viterbo. E' forse il monumento
corchianese più importante, oggi visibile, attribuibile alla
fase medievale (sia pure finale).
- Sant’Antonio,( Costruita nel 1428. E' in stile
romanico. Presenta all'interno il bel dipinto della deposizione di Gesù,
di autore incerto)
- Sant’Egidio, (Risale al XVI secolo. E' ad una
navata; il soffitto a capriate. Gli affreschi, attribuiti ai Torresani,
presentano nell'abside una Crocifissione con due santi, di cui uno probabilmente
sant'Egidio. )
- Madonna del soccorso (Alla fine della ripida discesa
troviamo la chiesa rinascimentale attribuita a Giuliano da Sangallo.
Risale al XV secolo. Quattro colonne di peperino, di fronte alla facciata,
dovevano formare le basi di un portico. Il portale centrale è
finemente decorato. L'interno è a tre navate. Il soffitto è
a capriate. Nella navata centrale abbiamo l'altare maggiore in stile
barocco. Nella navata destra è la Cappella del Paradiso, adorna
di affreschi della vita della Vergine attribuiti ai Torresani.),
- Madonna delle grazie (Il pregio maggiore è
l'altare centrale in stile barocco)

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Manifestazioni:

Il "Presepe
Vivente" nacque nel Natale dei 1970 ad opera di un gruppo
di giovani corchianesi e venne rappresentato per la prima volta nella
caratteristica piazza "Padella". Dopo tre anni, non essendo
piazza Padella in grado di contenere tutto il pubblico che accorreva
alle rappresentazioni, venne trasferito in un luogo più ampio
attiguo alla piazzetta, e infine l'associazione Pro-Loco, ormai organizzatrice
della manifestazione, decise di spostarla sotto via "Portavecchia",
dove a tutt'oggi il Presepe viene rappresentato. L'allestimento è
curato dai soci della Pro-Loco, che vengono aiutati, durante il loro
tempo libero, anche da altri cittadini volenteroso.

Gli attori
vengono scelti tra i giovani dei paese ed i ruoli più ambiti
sono naturalmente quelli della Madonna e di S. Giuseppe; ma anche altri
personaggi sono particolarmente ricercati: gli Angeli, i Re Magi e soprattutto
i soldati romani per le loro belle divise e la maestosità nell'irrompere
in scena al galoppo dei cavalli. Alla realizzazione della colonna sonora
hanno partecipato, fra gli altri, Nicola Piovani, Lello Arena, Nino
Castelnuovo e Gigi Proietti.
Le rappresentazioni saranno tenute tutti i giorni festivi del periodo
natalizio dal tramonto in poi.

- Veglione mascherato di carnevale il martedì
grasso;
- Rappresentazione della Passione di Gesù
- L’infiorata (Si svolge l’ultima domenica
di maggio ed è una delle manifestazioni più suggestive
tra tutte quelle che si attuano, nel Comune di Corchiano.

E’
un tappeto floreale che percorre tutto il Centro Storico fino ad arrivare
alle zone di nuova costruzione. Dire tappeto floreale è comunque
quanto mai riduttivo, in quanto esso si srotola senza soluzione di continuità
per tutto il centro storico, diramandosi in mille rivoli che seguono
l'andamento discontinuo dei vicoli, intersecandosi e sovrapponendosi,
e culminando nelle mille piazzette ove lo spazio architettonico dà
modo ai Corchianesi di sbizzarrirsi in un tripudio di colori e di profumi)
- Festa della Birra (luglio)
- Festa della madonna delle Grazie (con ospiti canori
di successo, manifestazioni religiose, giochi popolari, e chiusura con
grandiosi spettacoli pirotecnici)
- Fescennino d’oro (Il Fescennino d’oro,
anche nelle intenzioni dei due Presidenti, il Sindaco, dott.Bengasi
Battisti e il Maestro Nicola Piovani, non vuol essere l’ennesimo
premio istituito in Italia. La sua originalità è racchiusa
nella sua non fissità.Viene infatti attribuito solo quando la
Giuria composta da Vincenzo Cerami, Luigi Magni, Germano Mazzocchetti,
Mario Monicelli e da Paila Pavese, individua all’unanimità
un artista che abbia svolto un’attività volta a tutelare
e diffondere le tradizioni e il teatro popolare, attraverso la comunione
di comunicativa teatrale e nobiltà culturale.)
- Presepe Vivente (dal 25 dicembre al 6 gennaio Tutti
i giorni festivi)

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